Lettura piacevole e frizzante, quest'ultimo romanzo della Bertola, al pari dei precedenti, intreccia le vicende, bizzarre ma verosimili, di quattro giovani donne, poco più che trentenni, sullo sfondo della Torino di oggi.
Nuova occasione di incontro per le quattro vecchie compagne di scuola è l'allestimento di uno spettacolo teatrale che dovrà partecipare ad una rassegna cittadina e così, nel corso delle prove quotidiane, ci si appassiona alle storie di Agnese, lasciata improvvisamente dal fidanzato dopo averlo seguito fino in Cina, Teresa, che pare rassegnata a sposarsi con Arturo, il ragazzo di sempre, con cui ormai condivide soltanto una convivenza amichevole, nel timore di dare la notizia ai genitori, presissimi ad organizzare l'evento, Margherita, coinvolta in una storia unilaterale con un bello senz'anima, ed Emilia, unica madre della compagnia, alle prese con un bimbo di otto mesi, il proprio lavoro di pittrice ed un marito medico fedifrago, che rimane nel Terzo Mondo la maggior parte del suo tempo.

Insomma, un libro senza chissà quali pretese letterarie, ma estremamente godibile e divertente, sulle donne di oggi, divise tra passioni, lavoro ed amicizia, scritto in maniera briosa ed intelligente.
Vero e proprio cammeo di questo romanzo la ultranovantenne nonna Lucrezia e le sue battute in foggiano stretto!
Io divoro tutti i libri di questa autrice e mi piace alternarli alle letture più impegnate.

Consigliato nel suo genere: 4/5!