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Libri recensiti su forumlibri di questo autore:

Pagina 1 di 2 12 UltimoUltimo
Mostra risultati da 1 a 15 di 19

Discussione: Mann, Thomas

  1. #1
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    Predefinito Mann, Thomas

    Thomas Mann è stato senz'altro uno dei più grandi autori della letteratura internazionale del 900, uno scrittore che sia con la sua opera, ma anche con la sua intensa attività nella vita sociale e politica segnò profondamente i primi 50 anni del secolo passato.
    La sua nascita in una famiglia dell'alta borghesia di Lubecca e la sua formazione protestante hanno contribuito a formare in Mann il concetto dell'attività artistica come professione e a fargli respingere quegli atteggiamenti di ribellione antisociale e di anarchia allora tanto spesso legati alla pratica dell'arte.
    Mann può essere considerato come l'ultimo rappresentante della grande epica ottocentesca che vedeva nel romanzo chiuso, specialmente il Bildungsroman ( romanzo di formazione ) e nella novella il massimo modulo espressivo, ma non per questo lo si può considerare meno " attuale " di molti suoi contemporanei.
    Molto più di altri Mann infatti seppe dipingere la crisi della società borghese e la sua decadenza sia economica che spirituale, e seppe porre al centro della sua opera il tema della fusione tra arte e vita sociale e il contrasto tra le due.
    Questo lo seppe fare proprio perchè visse direttamente dall'interno questa lotta e questa decadenza cogliendo e rielaborando le contraddizioni, le ambiguità e le incertezze della sua epoca.
    Mi piacerebbe sentire anche da parte vostra opinioni su questo autore

  2. #2
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    Credo sia noto il fatto che Mann sia uno dei mei autori. Perfezione formale e stilistica; tendenza alla astrazione filosofica; decadentismo in plurivoche variazioni, scenari in tensione suprema tra l'attività e lo stare, tra la vita attiva del commercio e la pericolosa stasi della creazione. Questi, i suoi caratteri.
    Mann per me è l'emblea dell'artista conservatore. Grande innovatività, sulla spina dorsale della tradizione europea.
    Non dimenticherò le sue pagine sulla libertà umana, sulla musica, sull'arte e sulla morte, sulla malattia e sul cadere progressivo, sullo sciare e sul perdersi, sull'Egitto e sul ricordo dei padri, sulla civiltà che è quella memoria metarfosata, sul progresso che è sempre la terra di quei padri.
    E' stato ed è un colosso della nostra Europa.

  3. #3
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    Ho letto solo due libri di Mann e l'ho apprezzato per lo stile, la vastità degli argomenti che sa trattare a fondo spaziando dalla scienza alla letteratura alle lingue alla storia, senza mai appesantire la narrazione, anzi al contrario. Non ho avuto però tempo di leggere abbastanza da dare un giudizio complesso come il confronto che tu chiedi. Credo che rileggerò il deliziosissimo quadretto che è Cane e Padrone, un gioiello descrittivo.

  4. #4
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    Io ho amato molto questo autore che considero uno dei più grandi della letteratura e che mi ha regalato profonde emozioni, soprattutto ho in memoria il Doctor Faustus, ma anche I Buddenbrock, Confessioni del cavaliere di industria Felix Krull e molti dei racconti come Tonio Kroger, La morte a Venezia, Mario e il mago, Le teste scambiate e altri. Non l'ho più ripreso in mano da anni, forse è il momento di leggere o rileggere qualcosa di suo.

  5. #5
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    Rileggendo la lezione che Mann tenne nel maggio del 1939 a Princeton su " La Montagna Incantata" mi è ricomparsa la definizione che Mann dà di se stesso in qualità di scrittore : " scrittore - musicista ".
    Ecco questo è un altro degli aspetti che mi ha sempre entusiasmato nell'opera di Mann, proprio quella di avere sapore musicale, di essere una sorta di sinfonia. Mentre si legge un romanzo di Mann ci si rende conto che rileggendolo lo si può capire ed apprezzare nelle sue sfumature molto più della prima volta, proprio come accade con la musica.
    Mann fù un grande ammiratore di Wagner e come Wagner fece nelle sue opere così fece Mann in molti dei suoi romanzi utilizzando il leitmotiv. Leitmotiv che lo si può notare nelle caratteristiche dei personaggi, nel loro atteggiamento e nell'uso di certe frasi che contraddistinguono il persnaggio stesso.

  6. #6
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    Di Mann, ad ora, ho letto solo la Morte a Venezia, e mi riservo di poter formulare un giudizio più approfondito dopo aver letto altre sue opere.
    Di sicuro, come già qualcuno ha detto, la forma e lo stile rasentano l'eccellenza; e oltretutto sono molto belle le osservazioni filosofiche, la dovizia di particolari o la descrizione di immagini mitologiche; tuttavia, ciò che non mi è piaciuto del libro che ho letto, è la quasi totale assenza di dialoghi, in favore di un continuo e profondo soliloquio; insomma è più che altro, forse, il momento in cui l'ho letto che non me l'ha fatto apprezzare pienamente. Ma mi auguro di rileggerlo e, come detto, di poter estendere il mio giudizio ad altre opere.

  7. #7
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    Di Mann ho letto diversi scritti,Confessioni del cavaliere d'industria Felix Krull,la montagna incantata,i Buddenbrook e Doctor Faust.
    Dice giusto Mizar,è un colosso della nostra Europa.
    Estimatore di Schopenhauer,Wagner e Nietzsche,vissuto in un'epoca di cambiamenti,la sua narrativa,variamente autobiografica,ha toccato sempre (o quasi) temi relativi ai contrasti della civilizzazione,alla decadenza dei valori spirituali della vecchia Europa.

  8. #8
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    Predefinito Biografia

    Thomas Mann nasce a Lubecca il 6 Giugno 1875, secondo di cinque figli. Heinrich, il primogenito , seguirà presto la vocazione letteraria. Le due sorelle, Julia e Carla, finiranno tragicamente suicide. Il minore, Viktor, acquisterà una certa notorietà negli anni futuri per aver scritto una biografia di famiglia. Ciò che segna subito l'identità personale e letteraria di Thomas Mann è la famiglia sia nella figura del padre che della madre.
    Il padre, il senatore di Lubecca e console d'Olanda Johann Heinrich, commerciante in granaglie è il simbolo di quella operosità, vocazione all'ordine e al dovere che saranno elemento distintivo nell'opera di Mann. La madre Julia Silvia Bruhns, nata a Rio de Janeiro, è la rappresentazione di quell'istinto ribelle e artistico.
    Fino ai diciasette anni, quando la ditta viene liquidata in seguito alla scomparsa del padre, Thomas cresce in questi elementi di " lotta " : riceve l'educazione nel liceo alto borghese di Lubecca e si appassiona alla musica e al teatro.
    Nel 1894 scrive il primo racconto Gefallen ( Peduta ) di tono decadente, si trasferisce a Monaco e inizia collaborazioni con riviste letterarie.
    A ventidue anni riceve la commissione per un romanzo, lo pubblicherà a 26 anni, settembre 1901. Si tratta de " I Buddenbrook ". Nel 1905 sposa Katja Pringsheim, di famiglia ebrea di Monaco da cui avranno sei figli.
    In seguito pubblica Tristan ( volume di novelle tra cui Tonio Kroger ) nel 1903, Altezza Reale nel 1909, La Morte a Venezia 1911. Tra il 1911 e 1912 nascono i progetti che lo accompagneranno a lungo e cioè " Felix Krull " e " La montagna incantata ". Nello stesso periodo si concentra anche un attività saggistica tra cui " Considerazioni di un impolitico tra 1915 e 1918 che segna la rottura tra lui ( interventista nella Grande Guerra e difensore della Kultur tedesca ) e il fratello Heinrich ( pacifista e simpatizzante del socialismo internazionale ).
    Nel 1929 gli viene conferito il Premio Nobel, inizia un intensa attività di conferenziere e si riavvicin al fratello Heinrich , diventando così una figura di spicco nell'opposizione al nazionalsocialismo.
    Nel 1938 si trasferisce a Princeton dove insegna letteratura tedesca. Nell'ottobre del 1940 inizia una serie di trasmissioni radiofoniche per la BBC di Londra, in appoggio alle forze alleate e dirette agli ascoltatori tedeschi. Queste trasmissioni andranno avanti fino alla fine della guerra.
    Nel 1949 rimette piede in Germania.
    L'ultimo decennio di vita dello scrittore è segnato da una serie di lutti ( suicidio de figlio Klaus, morte dei due fratelli ), dagli onori tributatigli in Germania, dove tuttavia sceglie di non abitare stabilendo invece dimora presso Zurigo.
    L'ultimo suo impegno pubblico è la conferenza su Schiller tenuta nelle due Germanie, a Stoccarda e a Weimar nel 1955.
    Muore a Zurigo il 12 Agosto 1955.

  9. #9
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    Predefinito Bibliografia

    BIBLIOGRAFIA IN TEDESCO


    Romanzi
    Buddenbrooks - Verfall einer Familie, 1901. Tradotto in italiano come I Buddenbrook: decadenza di una famiglia.
    Königliche Hoheit, 1909. Tradotto in italiano come Altezza Reale e Sua Altezza Reale.
    Der Zauberberg, Berlino, S. Fischer Verlag, 1924. Tradotto in italiano come La montagna incantata.
    Joseph und seine Brüder, tetralogia, 1933-1943. Tradotto in italiano come Giuseppe e i suoi fratelli. Comprende:
    1.Die Geschichten Jaakobs, 1933. Tradotto in italiano come Le storie di Giacobbe.
    2.Der junge Joseph, 1934. Tradotto in italiano come Il giovane Giuseppe.
    3.Joseph in Ägypten, 1936. Tradotto in italiano come Giuseppe in Egitto.
    4.Joseph der Ernährer, 1943. Tradotto in italiano come Giuseppe il nutritore.
    Lotte in Weimar, 1939. Tradotto in italiano come Carlotta a Weimar.
    Doktor Faustus, 1947. Tradotto in italiano come Doctor Faustus.
    Der Erwählte, 1951. Tradotto in italiano come L'eletto.
    Bekenntnisse des Hochstaplers Felix Krull, incompleto, 1954. Tradotto in italiano come Confessioni del cavaliere d'industria Felix Krull.
    Racconti e novelle
    Vision. Prosa-Skizze, 1893
    Gefallen, 1894
    Der Wille zum Glück, 1896
    Enttäuschung, 1896
    Der Tod, 1897
    Der kleine Herr Friedemann, 1897. Tradotto come Il piccolo signor Friedemann.
    Der Bajazzo, 1897
    Tobias Mindernickel, 1898
    Der Kleiderschrank, 1899
    Gerächt. Novellistische Studie, 1899
    Luischen, 1900
    Der Weg zum Friedhof, 1900
    Gladius Dei, 1902
    Tonio Kröger, 1903
    Tristan, 1903
    Die Hungernden, 1903
    Das Wunderkind, 1903
    Ein Glück, 1904
    Beim Propheten, 1904
    Schwere Stunde, 1905
    Anekdote, 1908
    Das Eisenbahnunglück, 1909
    Wie Jappe und Do Escobar sich prügelten, 1911
    Der Tod in Venedig, 1912. Tradotto in italiano come La morte a Venezia.
    Herr und Hund. Ein Idyll, 1918. Tradotto in italiano come Cane e padrone.
    Gesang vom Kindchen. Ein Idyll, 1919
    Wälsungenblut, 1921
    Unordnung und frühes Leid, 1926
    Mario und der Zauberer, 1930. Tradotto in italiano come Mario e il mago.
    Die vertauschten Köpfe. Eine indische Legende, 1940. Tradotto in italiano come Le teste scambiate.
    Das Gesetz, 1944.
    Die Betrogene, 1953.
    Teatro
    Fiorenza.
    Saggi
    Betrachtungen eines Unpolitischen, 1918. Tradotto in italiano come Considerazioni di un impolitico.
    Das Problem der Freiheit, 1937
    Versuch über Schiller, 1955
    Über Goethe.
    BIBLIOGRAFIA IN ITALIANO
    In ordine cronologico di traduzione

    La montagna incantata, traduzione di Bice Giachetti-Sorteni, Milano: Modernissima, 1932; Milano: dall'Oglio, 1945.
    Altezza Reale, traduzione di Isabella Douglas-Scotti, Milano: Corbaccio, 1933; Milano: Dall'Oglio, 1954.
    Altezza Reale, traduzione e prefazione di Lamberto Brusotti, Sesto S. Giovanni: Barion, 1933; a cura di Giorgio Dolfini, Milano: Mursia, 1966; con un'introduzione di Giorgio Cusatelli, Milano: Garzanti, 1974.
    L'eletto, traduzione di Bruno Arzeni, Milano: Mondadori, 1952; con un'introduzione di Lea Ritter Santini, Milano: Mondadori, 1979.
    Sua Altezza Reale, traduzione di Bruno Maffi, Milano: Rizzoli, 1953; con un'introduzione di Giulio Schiavoni, Milano: Rizzoli, 1992.
    Altezza Reale, traduzione di Mario Merlini, Milano: Mondadori, 1957; con un'introduzione di Italo Alighiero Chiusano, Milano: Mondadori, 1985.
    La morte a Venezia, con Cane e padrone, Milano: Mondadori, 1957.
    Confessioni del cavaliere d'industria Felix Krull, traduzione di Lavinia Mazzucchetti, Milano: Mondadori, 1963.
    I Buddenbrook. Decadenza di una famiglia, introduzione di Cesare Cases, traduzione di Anita Rho, Torino: Einaudi, 1967.
    La morte a Venezia, con Tonio Kröger e Tristano, traduzione di Enrico Filippini, Milano: Feltrinelli, 1971.
    La morte a Venezia, traduzione di Anita Rho, Torino: Einaudi, 1971.
    Altezza Reale, traduzione di Anita Rho, Torino: Einaudi, 1972.
    La morte a Venezia, traduzione di Francesco Saba Sardi, Milano: Bompiani, 1985.
    La morte a Venezia, introduzione di Cesare Cases, traduzione di Bruno Maffi, Milano: Rizzoli, 1987.
    La montagna incantata, traduzione e introduzione di Ervino Pocar, Milano: Mondadori, 1965; con, in appendice, La montagna incantata, lezione di Thomas Mann agli studenti di Princeton, Milano: Corbaccio, 1992; con un'introduzione di Giorgio Montefoschi e, in appendice, La montagna incantata, lezione agli studenti di Princeton, Milano: TEA, 2005.
    Altezza Reale, traduzione di Francesca Ricci, introduzione di Italo Alighiero Chiusano e con un saggio di György Lukács, Roma: Newton, 1993.
    Considerazioni di un impolitico, a cura di Marianello Marianelli e Marlis Ingenmey, Milano, Adelphi, 1997
    Giuseppe e i suoi fratelli, traduzione di Bruno Arzeni e con un saggio di Fabrizio Cambi, Milano: Mondadori, 2006.

  10. #10
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    La morte a Venezia credo sia uno dei romanzi più inquetanti che abbia mai letto in vita mia. Proprio per la sua brevità e per la sua densità credo abbia un impatto veramente forte sul lettore. Tu sai quando è stato pubblicato per la prima volta in Italia? vedo che in Germania è uscito nel 1912 e nella lista dei libri tradotti in Italia compare per la prima volta nel 1957.

  11. #11
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    Citazione Originariamente scritto da elisa Vedi messaggio
    La morte a Venezia credo sia uno dei romanzi più inquetanti che abbia mai letto in vita mia. Proprio per la sua brevità e per la sua densità credo abbia un impatto veramente forte sul lettore. Tu sai quando è stato pubblicato per la prima volta in Italia? vedo che in Germania è uscito nel 1912 e nella lista dei libri tradotti in Italia compare per la prima volta nel 1957.
    Una prima edizione italiana c'è anche nel 1954 da Einaudi comunque sempre molto più tardi della sua prima effettiva pubblicazione da parte dell'autore nel 1912.
    Il motivo può essere che le opere di Mann in Italia cominciarono a destare interesse a partire dal 1929 , anno in cui Mann vinse il premio Nobel. Dal 1937 le opere dell'autore furono bandite per ordine del regime e questo durò fino alla fine della guerra.
    Questo potrebbe essere uno dei motivi nella tarda pubblicazione dell'opera

  12. #12
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    In uno dei primi post su Mann avevo sottolineato come Mann pur collocandosi all'interno della letteratura del 900 decise di non avvicinarsi ai movimenti dell'avanguardia. Mann fece la critica della società borghese, della inattualità dei valori di questa stessa società all'appressarsi del nuovo secolo attraverso la forma classica del romanzo, la fece dall' " interno " utilizzando soprattutto la forma del Bildungsroman cioè il " romanzo di formazione ".
    Un elemento attraverso cui Mann esamina la decadenza borghese è l'ironia.
    Nell' " Arte del romanzo " Mann definisce così l'ironia :
    " E', nella sua serenità, un significato quasi immane : quello dell'arte stessa, dell'accettazione totale, che proprio per questo è anche un totale rifiuto; uno sguardo che abbraccia il tutto con chiarezza e serenità solari e che è appunto lo sguardo dell'arte, vale a dire lo sguardo della più alta libertà, della calma suprema e di un' obiettività non turbata da alcun moralismo "
    Ironici sono alcuni protagonisti di sue novelle oppure alcuni personaggi de i " Buddenbrook " ( pensiamo ai vari matrimoni di Tony ).
    Ironico è lo la stessa " Montagna incantata " un Bildungsroman completamente ribaltato, in cui cioè il protagonista si " forma " attraverso la malattia e la morte per poi partire verso la guerra senza far saper al lettore se sopravviverà o meno.
    Ironico la stessa tetralogia de " Giuseppe e i suoi fratelli " in cui il linguaggio usato dai personaggi è a dir poco anacronistico con la sfera biblica.

  13. #13
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    Oggi è l'anniversario della sua morte, il 12 agosto 1955.

    L'uomo ha tendenza a considerare la sua condizione del momento, sia essa serena o intricata, tranquilla o appassionata, come quella vera, caratteristica e duratura della sua esistenza, e soprattutto a elevare immediatamente, nella sua fantasia, ogni felice ex tempore a bella regola e inviolabile consuetudine, mentre in realtà è condannato a improvvisare e a vivere, dal punto di vista morale, alla giornata. (da Cane e padrone)

    Non ho mai letto nulla di questo autore, colmerò questa lacuna.

  14. #14
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    Ho deciso di essere insolitamente breve nei commenti di numerosi libri/autori che mi trascino da mesi... contenti????
    Fra l'altro commentare un autore e non il singolo libro lo trovo molto più difficile, tanto più che a darmene comunque occasione è stata la recente lettura di Le storie di Giacobbe (primo romanzo della tetralogia Giuseppe e i suoi fratelli), un romanzo molto particolare e sui generis, difficilmente paragonabili ad altri dello stesso autore (per me, La morte a Venezia e I Buddenbrook).
    Diciamo che quello che amo di questo autore (e che trovo a me congeniale) è la sua... problematicità. Il che non vuol dire che i suoi libri siano tutti dei mattoni illeggibili, anzi! I Buddenbrook, per esempio, mi ha sorpreso in quanto dalla mole mi sarei aspettata un libro molto più pesante, e invece così non è stato...
    Quello che intendo dire, e che vuole essere un invito e non una minaccia , è che Mann è il tipico autore moderno, o per meglio dire, vissuto a cavallo della modernità (i primi decenni del secolo scorso credo siano stati cruciali da questo punto di vista), che ha saputo intuire la profonda crisi che stava avvenendo e trasformarla in veri capolavori di stile e di contenuti. Quello che ci racconta Mann non è mai banale, i risvolti psicologici sono sempre molto profondi e soprattutto è capace di mostrarci le cose da un punto di vista diverso a quello a cui siamo abituati.
    Le storie di Giacobbe si inserisce in questo solco e per me è stata una conferma e una rivelazione insieme, di sicuro uno stimolo in più ad approfondire ulteriormente questo autore (il resto della tetralogia in primis, oltre che alla "scalata" della Montagna ).
    Molto di più non riesco a dire, appunto perchè i romanzi che ho letto sono molto diversi fra loro, ma quel che è certo è che Mann è un autore che prima o poi va affrontato, non si può prescinderne secondo me... Magari basta cercare il romanzo giusto in base ai gusti di ognuno, per poi abbandonarsi alla sua scrittura che, come diceva la prefazione a Le storie di Giacobbe, è QUALITA' della letteratura. E, credetemi, non è poco.

  15. #15
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    Trovi che La morte a Venezia sia un libro problematico?

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