E’ la storia di un capitano danese vissuto agli inizi del XVII secolo, Jens Munk, personaggio dimenticato dalla storia perché non è riuscito a realizzare il grande sogno del suo monarca, Cristiano IV: trovare il c.d. passaggio a NordOvest, ossia il passaggio per la Cina a nord del Canada (passaggio scoperto solo 300 anni dopo e a costi, in termini di vite umane, altissimi). La missione conclusasi disastrosamente nel 1620, con la perdita dell’intero equipaggio (tranne il capitano Munk e altri due superstiti) e di una delle migliori fregate reali, rappresenta una sconfitta a 360 gradi, non solo in termini di esplorazione e scoperta, ma soprattutto dal punto di vista umano: simboleggia il fallimento personale di un uomo che ha lottato durante tutta la vita per affrancarsi dal suo status di figlio naturale e per far riacquistare dignità ad nome infangato e deriso dalla nobiltà danese.


Munk è un protagonista anomalo: la sua intera esistenza, pur se caratterizzata da grandi avventure e momentanei periodi di gloria, è di fatto una vita da antieroe, un sognatore che deve armarsi di tutte le magre consolazioni con le quali gli uomini, da sempre, tentano di attutire gli effetti delle grandi sconfitte. La maggior parte dei sognatori si rivelano dei buoni perdenti, statene pur certi. Aspirano alle stelle e ti ringraziano se porgi loro una pietra.


Un cocktail ben riuscito tra romanzo, saggio, biografia, diario di viaggio ….il tutto condito da una bella dose di senso di avventura, sfida dell’uomo con se stesso e con la natura, desiderio di riscatto sociale e tante tante illusorie speranze.



Un bel libro.......soprattutto per chi continua a coltivare i propri sogni nonostante siano destinati inevitabilmente ad infrangersi al contatto con il mondo reale.