"Protagonista di questo noir di ambientazione padana o, meglio, emiliana, è il commissario Soneri. Un po' Montalbano e un po' Maigret, amante della buona tavola e del vino della sua terra, è rimasto precocemente vedovo e oggi l'amore ha per lui i lineamenti irregolari e il temperamento infiammabile, ma in fondo affettuoso, di Angela, un'agguerrita avvocatessa poco incline a una relazione tranquilla e 'pantofolaia'. Per questa indagine, il commissario è costretto ad abbandonare il terreno familiare della sua Parma per spostarsi, in un freddo autunno, lungo le sponde del Po, il fiume "che dà e prende", dove sopravvivono ancora attività antiche e, nella memoria dei vecchi, i ricordi sempre vividi della guerra e della Resistenza. L' inchiesta appare difficile sin dalle prime mosse, perché ruota intorno alle morti misteriose di due fratelli con un fosco passato di attivisti ai tempi del fascismo e di Salò. Il Po è in piena, per colpa del maltempo e delle piogge incessanti, e in questo fantasmatico paesaggio di acque, golene, nebbie fitte, case semisommerse e strade impraticabili, il commissario procede un po' a tentoni, sulla base di labili indizi e di intuizioni ricavate dai continui confronti con gli anziani del luogo. Che tra mezze parole, eloquenti silenzi e reticenze, alla fine lo condurranno - loro malgrado sulla pista giusta. Una pista che arriva da molto lontano nel tempo, e che si lega a una vendetta consumata come un piatto davvero freddo. Valerio Varesi sa tenere saldamente in pugno il filo della trama, ma anche ritrarre con efficacia e un pizzico di nostalgia atmosfere e personaggi di un mondo che sembra ormai in via d'estinzione, confermandosi come uno tra i più dotati e sensibili narratori della nuova generazione."

Ho scelto questo libro per caso tra quelli lasciati in visione su un tavolo della biblioteca comunale. Mi ha piacevolmente accompagnata durante alcuni giorni passati sulla neve...
Ho veramente avuto l'impressione di essere avvolta nella nebbia... Interessante lettura.