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copertina libro

Uno studio in rosso

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Discussione: Conan Doyle, Arthur - Uno studio in rosso

  1. #1
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    Predefinito Conan Doyle, Arthur - Uno studio in rosso

    Primo libro scritto da A.C. Doyle, esordio letterario di Sherlock Holmes e del fedele compagno Watson. Il titolo mi faceva pensare a tutt'altra cosa, e quindi mi ha un pochino deluso. Ma comunque mi è piaciuto, dato che la trama è bella, anche se un po' sconnessa.

    Praticamente, Holmes e Watson devono indagare su un caso dal quale non riescono a cavare nulla, poichè apre che sia stato compiuto da un ubriaco. Il caso sembra quindi essere in via di archiviazione, quando viene scoperta una seconda vittima, che è il segretario della prima. Holmes si mette dunque d'impegno, e scopre che le origini di questo duplice omicidio sono da ricercarsi molto lontano, poichè i due cadaveri hanno qualcosa a che fare con una vecchia storia successa in America qualche decennio prima. Apparentemente senza fare nulla, Sherlock Holmes risolve il primo di una fortunatissima serie di casi.

    Voto 6/10.
    Ultima modifica di mame; 05-26-2011 alle 10:47 AM.

  2. #2
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    Come quasi tutte le avventure di Holmes è un miscuglio di molte assurdità* (come se fosse possibile ricostruire i movimenti di diverse persone in base alle impronte che hanno lasciato sulla polvere del pavimento!!) e di poche ottime intuizioni (il ragionamento con cui Holmes arriva al colpevole è impeccabile).
    Eppure è un romanzo avvincentissimo, e in genere scritto molto bene (la metafora che gli da' il titolo per esempio è deliziosa). E va riconosciuto a Doyle il merito di aver creato un personaggio che tiene incollati alla pagina. Grande Sherlock Holmes!!
    Ultima modifica di Masetto; 04-30-2008 alle 10:24 AM.

  3. #3
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    Si legge d’un fiato, favorito, da un’ottima vena artistica di Doyle. Scaltro, vanitoso e molto orgoglioso. Un personaggio modernissimo. Penso che Sherlock Holmes non abbia bisogno di presentazioni.

  4. #4
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    Ho recentemente letto una raccolta di tutti i racconti aventi come protagonista la collaudata coppia Holmes & Watson.
    Le strordinarie intuizioni di Holmes non permettono al lettore di seguirlo troppo nella risoluzione dei vari casi, però è pur vero che i due protagonisti sono talmente simpatici e ben caratterizzati da far passare i difetti di questi racconti in secondo piano

  5. #5
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    Più che aver apprezzato il libro, ho apprezzato Sherlock Holmes. Violinista colto, intelligente, furbo e anche con quel tocco di arroganza e superbia che affascina e anche, anzi, soprattutto, detective per autonomasia. Non è un personaggio letterario perfetto?XD

  6. #6
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    letto e non mi e' piaciuto.
    Trovato didattico.

  7. #7

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    Bello per me. Trovo i racconti di Holmes un pò lenti e a corto di suspence in certe situazioni (mi riferisco specialmente a quelli brevi) ma credo che questo libro merita così come "il segno dei quattro".
    Quasi quasi lo rileggo, che lo finii un bel pò di tempo fa.

  8. #8
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    Citazione Originariamente scritto da Emma96 Vedi messaggio
    .... Non è un personaggio letterario perfetto?XD
    Oddio, perfetto non direi proprio... secondo me, è un personaggio deliziosamente odioso, e che non vorrei mai incontrare nella mia vita reale.... ma ciò non toglie nulla dal suo fascino che sir Doyle era riuscito a creargli intorno....

  9. #9
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    Lo ho letto una settimana fa e devo dire non è mi è dispiaciuto affatto. La cosa che più di tutte mi ha colpito è stato il modo in cui l'autore è passato dal raccontare la storia che si svolgeva a Londra alla storia che era accaduta in America molti anni prima. Più di una volta mi sono ritrovata a scorrere le pagine indietro chiedendomi se per caso non avessi iniziato un altro racconto, o se per caso avessi preso per errore un altro libro! E' come se avesse cambiato il suo registro linguistico e il suo stile narrativo. All'inizio ero un po' disorientata, ma devo dire che poi mi sono appassionata al racconto "americano"!
    Sì, è stata una lettura davvero piacevole e interessante!
    Ultima modifica di GermanoDalcielo; 02-03-2012 alle 09:11 AM. Motivo: edit caratteri

  10. #10
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    Primo incontro per me con Sherlock Holmes e il suo collaboratore John Watson. Mi aspettavo delle scene molto più “londinesi”, invece la seconda parte mi ha catapultato inaspettatamente nel Far West americano, disorientandomi non poco. Tra la prima e la seconda parte lo stile e il ritmo della narrazione cambiano completamente, si passa da una soluzione del caso in tempi record ad una storia tristissima, tanto che ci si ritrova a tifare per l´assassino.
    Sherlock Holmes è proprio un personaggio particolare, che voglio conoscere meglio con i prossimi racconti, però a causa dei cartoni animati degli anni 80 continuo ad immaginarmelo con la faccia di un cane e la pipa in bocca!

  11. #11

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    Secondo me la parte ambientata in America rovina un po' il libro... troppo lunga, troppo dispersiva. Per la stessa ragione però lo si può anche trovare interessante, seguendo l'opinione di nici. Diciamo che l'effetto straniamente è sicuramente raggiunto, però io dò solo
    6/10

    Secondo me il vero Doyle si trova negli straordinari racconti come gli omini danzanti; una curiosità che mi colpì molto è venire a conoscenza del fatto che il suo nemico mortale Morierty era in realtà solo un espediente per far morire il personaggio trovandogli un degno nemico... poi Doyle decise di iniziare nuovamente con il ritorno in grande stile del nostro investigatore... i due "arcinemici" in realtà si incontrano una volta sola!

  12. #12
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    E' stato il primo scritto di Conan Doyle che ho letto: a me è piaciuto molto
    Ciao!

  13. #13
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    Mi è piaciuto tantissimo!
    Il personaggio di Sherlock Holmes è da manuale. Incarna in tutto e per tutto l'investigatore perfetto:scaltro,quasi criminale anche lui,attento e intuitivo.
    La storia americana,inizialmente, mi ha spiazzata ma questo cambio di rotta improvviso mi ha fatto godere anche di più la lettura.
    Proseguirò sicuramente nella lettura dei racconti che il buon caro Watson ci ha tramandato

  14. #14

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    Citazione Originariamente scritto da Anne Shirley Vedi messaggio
    Lo ho letto una settimana fa e devo dire non è mi è dispiaciuto affatto. La cosa che più di tutte mi ha colpito è stato il modo in cui l'autore è passato dal raccontare la storia che si svolgeva a Londra alla storia che era accaduta in America molti anni prima. Più di una volta mi sono ritrovata a scorrere le pagine indietro chiedendomi se per caso non avessi iniziato un altro racconto, o se per caso avessi preso per errore un altro libro! E' come se avesse cambiato il suo registro linguistico e il suo stile narrativo. All'inizio ero un po' disorientata, ma devo dire che poi mi sono appassionata al racconto "americano"!
    Sì, è stata una lettura davvero piacevole e interessante!
    [/SIZE]
    successa la stessa cosa. A me come libro è piaciuto molto ed il protagonista è molto ben caratterizzato

  15. #15
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    Libro universalmente considerato alla base dei racconti "gialli" (posto che il termine significhi qualcosa)
    E' un libro che va letto con cautela, tenendo presente il periodo storico in cui nasce e chi l'ha scritto.
    Solo così si possono comprendere (e accettare) certi passaggi, uno per tutti quando Holmes "corrompe" il poliziotto di guardia alla casa del delitto per avere informazioni. Particolare che ci dice bene di quanta considerazione godesse la polizia presso la buona borghesia (di cui Doyle era rappresentante). Pure la polizia londinese aveva già un centinaio d'anni.
    Merito di Doyle è sicuramente quello di introdurre un metodo di approccio al delitto "scientifico" per l'epoca: non dimentichiamoci che Bertillion ci darà solo tra poco le impronte digitali e il ritratto parlato. Anche se Doyle è un po' ottimista: oggi solo con un potente banco di illuminazione si potrebbero ricostruire i movimenti di una o più persone (non troppe però) in base alle orme sui pavimenti. A ciò si aggiunge l'incredibile (è il caso di dirlo...) capacità di osservazione e deduzione di Holmes.
    Holmes che "nasce" incredibilmente ignorante, visto Watson si accorge presto che il suo compagno di stanza non conosce nemmeno l'esatta formazione del sistema solare e se la terra è ferma o si muove ecc., perché fin da ragazzo si è concentrato solo su ciò che attiene il delitto e non intende "ingombrare" la mente con altri fatti. Poi con il tempo diventerà colto e imparerà a suonare il violino, smettendo di drogarsi, altro tratto tipico del periodo vittoriano e dello spleen degli inglesi.
    Tanto colto e popolare che Doyle dovrà resuscitarlo spinto dalle proteste dei fan che non accettano la sua morte.
    Per avere l'idea dei personaggi che all'epoca giravano per le vie di Londra suggerisco di leggere (se si trova) un libretto nei Tascabili Bompiani, "I rivali di Sherlock Homes", molto divertente.

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