Il libro è il racconto di una vita. Partendo dalla storia della propria famiglia borghese e protettiva la scrittrice parla di sé con spudorato narcisismo narrando la sua infanzia, i primi aneliti erotici e letterari, i retroscena del precoce successo di "Paura di volare" e il variegato harem dei suoi molti amori e dei quattro mariti. "Le donne della mia generazione raggiungono la cinquantina in uno stato di perplessità e di rabbia. Nessuna delle cose sulle quali contavamo si è verificata. La terra continua a mancarci sotto i piedi. Qualsiasi psicologo può dirvi che la cosa più ardua da affrontare è l'incoerenza. E noi abbiamo avuto a che fare, in vita nostra, con tali e tante incoerenze da rendere chiunque schizofrenico..."

L'ho trovata una lettura piacevole,più che un romanzo (come credevo),si tratta dei pensieri dell'autrice,riflessioni sulla sua vita,sulla sua famiglia,e cosa più importante,sul femminismo degli anni settanta,del perchè non è riuscito come doveva,dei pregi e difetti principale delle donne,difetti arcaici che le donne hanno dentro da secoli.
Avendo letto anche gli altri suoi libri:Paura di volare,Ballata di ogni donna,Come salvarsi la vita...questo l'ho trovato molto più tranquillo,specie nel linguaggio,di solito più libertino e disinvolto.Opinione positiva,sicuramente.