"Il kepì" appartiene invece alla sua ultima stagione: alla Colette che, dalla Parigi della guerra, fa rinascere, in una specie di camera oscura, le immagini brillanti della cosiddetta "belle époque", come in Gigi. In questa cornice d'epoca, per nulla convenzionale, vediamo una scrittrice di "feuilletons" che ha passato la quarantina sperimentare per la prima volta, accanto a un giovane ufficiale, l'euforia dell'"amour-passion*; ma ne spezzerà involontariamente l'incanto con un anacronistico gesto sbarazzino che la inchioderà alla realtà del suo melanconico tramonto.



Il libro contiene quattro storie raccontate da Colette,oltre "Il kepì",ci sono,"L'uomo che amava le ragazzine","La ceralacca verde","Armande",tra tutte la mia preferita è la prima,che dà il titolo al libro.
Quello che mi piace di Colette è il suo realismo,la sua "non illusione"...si nota fortemente nelle sue storie.