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Il mercante di Venezia

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Discussione: Shakespeare, William - Il mercante di Venezia

  1. #1
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    Predefinito Shakespeare, William - Il mercante di Venezia

    E' un'opera straconosciuta, forse una delle più note commedie di Shakespeare anche per l'ambientazione italiana a Venezia!
    Per poter corteggiare degnamente la bella Porzia il nobile Bassanio deve chiedere un prestito ad Antonio, il mercante di Venezia. Antonio deve però a sua volta farsi prestare il denaro dall’usuraio ebreo Shylock che, come pegno per la restituzione della cifra, pone l’incredibile condizione di prelevare una libbra di carne dal corpo dell’affascinante Antonio.

    Qui Shakespeare che sembra quasi antisemita (Shylock ci viene presentato come una persona malvagia) in realtà ci regala un formidabile affresco della natura umana e il mondo che ci sembra così equilibrato, chiaramente diviso in buoni a malvagi, colpevoli e innocenti, eletti e reietti, mostra le sue crepe e si rivela fragile, precario e relativo.
    Tutti si preoccupano della propria sopravvivenza e della propria felicità, difendendo con feroce determinazione il proprio ideale di vita come l’unico possibile, calpestando la tolleranza e confidando ciecamente nel potere del denaro. Alla fine nessuno è da giudicare perchè ogni persona ha le sue ragioni di agire che se non sono giustificabili sono almeno comprensibili!

    Che dire.. Un capolavoro! I personaggi, la scena, le figure minori (il doge, o il Lancillotto buffone) sono indimenticabili! Consigliatissimo!

  2. #2
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    "Il diavolo non si fa scrupolo, pei suoi disegni, di citar le Scritture." (Antonio: atto I, scena III)

    "Io considero il mondo per quello che è: un palcoscenico dove ognuno deve recitare la sua parte." (Antonio: atto I, scena I)

    "Non ha occhi un ebreo? Non ha mani, organi, statura, sensi, affetti, passioni? Non si nutre anche lui di cibo? Non sente anche lui le ferite? Non è soggetto anche lui ai malanni e sanato dalle medicine, scaldato e gelato anche lui dall'estate e dall'inverno come un cristiano? Se ci pungete non diamo sangue, noi? Se ci fate il solletico, non ridiamo? Se ci avvelenate non moriamo?" (Shylock: atto III, scena I)

    "Oh, fortunati strazi quando chi mi tortura mi insegna le risposte per liberarmi!" (Bassanio: atto III, scena II)

    E per finire.. il bellissimo incipit!

    Venezia, in strada.
    Entrano Antonio, Salarino e Salanio.

    Antonio: Non so davvero perché sono tanto triste. E questa tristezza mi stanca, e voi stessi dite d'esserne stanchi. Ma ho ancora da sapere dove l'ho presa, dove me la son trovata, come me la son guadagnata, di che diavolo è fatta, da dove è spuntata. Ed essa mi stordisce così che stento a riconoscere me stesso.
    Salarino: La vostra mente è agitata perché segue sul mare le vostre navi dalle immense vele, le vostre navi che come signori e ricchi borghesi dei flutti in sfarzoso corteo guardano dall'alto i vascelletti dei piccoli trafficanti che fanno continue riverenze sotto il volo di quelle grandi ali.

  3. #3
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    Citazione Originariamente scritto da Dorylis Vedi messaggio
    "Il diavolo non si fa scrupolo, pei suoi disegni, di citar le Scritture." (Antonio: atto I, scena III)

    "Io considero il mondo per quello che è: un palcoscenico dove ognuno deve recitare la sua parte." (Antonio: atto I, scena I)

    "Non ha occhi un ebreo? Non ha mani, organi, statura, sensi, affetti, passioni? Non si nutre anche lui di cibo? Non sente anche lui le ferite? Non è soggetto anche lui ai malanni e sanato dalle medicine, scaldato e gelato anche lui dall'estate e dall'inverno come un cristiano? Se ci pungete non diamo sangue, noi? Se ci fate il solletico, non ridiamo? Se ci avvelenate non moriamo?" (Shylock: atto III, scena I)

    "Oh, fortunati strazi quando chi mi tortura mi insegna le risposte per liberarmi!" (Bassanio: atto III, scena II)

    E per finire.. il bellissimo incipit!

    Venezia, in strada.
    Entrano Antonio, Salarino e Salanio.

    Antonio: Non so davvero perché sono tanto triste. E questa tristezza mi stanca, e voi stessi dite d'esserne stanchi. Ma ho ancora da sapere dove l'ho presa, dove me la son trovata, come me la son guadagnata, di che diavolo è fatta, da dove è spuntata. Ed essa mi stordisce così che stento a riconoscere me stesso.
    Salarino: La vostra mente è agitata perché segue sul mare le vostre navi dalle immense vele, le vostre navi che come signori e ricchi borghesi dei flutti in sfarzoso corteo guardano dall'alto i vascelletti dei piccoli trafficanti che fanno continue riverenze sotto il volo di quelle grandi ali.
    Dorylis, perdona la pignoleria, ma forse è il caso di citare il nome del traduttore dell'edizione da cui hai preso questi brani. Già in inglese Shakespeare non è uno. Se poi lo trasferiamo in italiano, ci sono tanti, tanti Shakespeare....

  4. #4
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    Citazione Originariamente scritto da mame Vedi messaggio
    Dorylis, perdona la pignoleria, ma forse è il caso di citare il nome del traduttore dell'edizione da cui hai preso questi brani. Già in inglese Shakespeare non è uno. Se poi lo trasferiamo in italiano, ci sono tanti, tanti Shakespeare....
    Certo, perdonatemi la mancanza! Sono tratte dall'edizione Newton tradotta da Paola Ojetti!

  5. #5
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    Commedia per molti versi ordinaria, specie perché le trovate principali dell’intreccio (la scelta degli scrigni e soprattutto la famosa “libbra di carne”) non sono originali.
    Ma il personaggio di Shylock è indimenticabile: Shakespeare è sì partecipe dell’antisemitismo della sua epoca, vede nell’ebreo un cattivo e nella sua cultura il male, ma diversamente dai letterati suoi contemporanei sente e ce ne fa sentire anche la profonda umanità:

    Citazione Originariamente scritto da Dorylis Vedi messaggio
    "Non ha occhi un ebreo? Non ha mani, organi, statura, sensi, affetti, passioni? Non si nutre anche lui di cibo? Non sente anche lui le ferite? Non è soggetto anche lui ai malanni e sanato dalle medicine, scaldato e gelato anche lui dall'estate e dall'inverno come un cristiano? Se ci pungete non diamo sangue, noi? Se ci fate il solletico, non ridiamo? Se ci avvelenate non moriamo?" (Shylock: atto III, scena I)

  6. #6
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    Una commedia che per molti contenuti ho trovato estremamente cinica.
    Fin dall'inizio gli affari e i beni materiali sono posti al primo posto, Shylock infatti chiede una " libbra di carne " come compenso del suo prestito ponendo così nessun interesse alla vita di Antonio, sempre Shylock quando scopre della fuga della figlia si preoccupa più dei beni che gli sono stati portati via che della figlia stessa.
    La scena del processo è altrettanto cinica, si discute senza remore del sacrificio di Antonio e la stessa sentenza che alla fine condanna Shylock è senza pietà.
    Shylock è un personaggio che, a mio parere, non riesco a reputare totalmente negativo. E' vero che chiede una libbra di carne di Antonio senza alcun rispetto per la sua vita e che è estremamente severo nell'averla, ma è anche estremamente umano nel suo desiderio di rivalsa verso i soprusi che lui e il suo popolo subiscono quotidianamente da quelle stesse persone che , come Antonio e Bassanio, li disprezzano salvo poi rivolgersi loro per avere finanziamenti.
    Antonio è un personaggio che, anche se un pò superficiale, è ammirevole per la sua amicizia mentre totalmente negativo trovo il personaggio di Bassanio, sempre in debito approfitta dell'amico Antonio, riesce a sposarsi e a sistemarsi economicamente senza far poi nulla di rilevante, la vita di Antonio è infatti salvata per l'intervento di Porzia.

  7. #7

    Predefinito Possibili spoiler

    La trama di questa commedia è arcinota: per aiutare economicamente l'amico Bassanio a conquistare Porzia, Antonio chiede un prestito all'ebreo Shylock, il quale accetta di buon grado, richiedendo come penale nel caso in cui il debito non fosse stato saldato una libbra della carne dell'uomo.
    È, come del resto sempre parlando di Shakespeare, una commedia frizzante e scorrevole, che tuttavia offre svariati livelli di lettura e tematiche tutt'altro che frivole e commediali. C'è uno smodato attaccamento ai beni materiali, ci sono contratti a dir poco disumani, c'è antisemitismo, odio, disprezzo. E in mezzo a tutto questo si colloca Shylock, un personaggio imponente, controverso, che costringe a riflettere e a porsi domande le cui risposte, forse, non possono apparire molto piacevoli. Shylock è infatti presentato da tutti i protagonisti "positivi" (per quanto utilizzare caratterizzazioni simili sia ovviamente riduttivo e fuorviante) come un essere mostruoso, crudele, avido, insomma il male incarnato in un usuraio. E certamente è difficile considerarlo un personaggio positivo a fronte dei termini del contratto che decide di stipulare e della cinica fermezza con cui persegue il suo fine, senza farsi mai sfiorare da rammarico o pietà. Al tempo stesso, però, è inevitabile riflettere sugli atteggiamenti sprezzanti e crudeli con cui i protagonisti stessi, personaggi così pronti a esibire tutto il loro immenso amore e buon cuore di fronte agli amici, sbeffeggiano e insultano quest'uomo, per il solo fatto di essere ebreo. Non certo una giustificazione alla mancanza di scrupoli nel voler prendere una libbra di carne dal corpo del proprio debitore, ma sicuramente un invito a riflettere sul confine fra bene e male.
    Molto bella la scena del processo, dove si può trovare una bellissima prova di retorica, a mostrare quanto le parole possano essere pericolose e piegare e distorcere il senso della giustizia: anche qui, non sono riuscita a vedere in maniera del tutto positiva la vittoria di Porzia su Shylock, perché la presunta magnanimità con cui i protagonisti scelgono di non privare l'uomo di tutti i suoi averi non è sintomo di sincera pietà, ma piuttosto è solo un mezzo per arrivare a far soffrire ancora di più l'uomo, costringendolo ad abbandonare la sua religione.
    Insomma, è una commedia ricca di momenti anche frizzanti e divertenti, arguti, brillanti (molto bello il finale, dove i personaggi femminili si rivelano in qualche modo la vera forza motrice dell'opera, nonché più astuti di quelli maschili) con travestimenti e inganni, ma al tempo stesso sono risate che coprono una essenziale amarezza di fondo. Non ci sono personaggi del tutto positivi, il bene è sempre, in qualche modo, frammisto al male.
    Decisamente questa commedia è un'ottima prova di quanto Shakespeare conoscesse l'animo umano, e di come abbia saputo dipingere la complessità dei sentimenti che tormentano l'uomo.

  8. #8
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    In rete(anche in rete,intendo) trovi una bellissima interpretazione del celebre monologo di Shylock di Al Pacino.....
    Scusa se rendo ibrida la discussione,ma è di teatro, grande teatro, che si parla no?
    V.A.

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