la biografia è tratta dal sito di dedicafestival.it

"Hans Magnus Enzensberger nasce a Kaufbeuren, in Germania, l’11 novembre 1929. Scrittore, poeta, saggista, autore teatrale, traduttore e giornalista è considerato uno degli intellettuali più importanti del panorama internazionale. Compie studi di letteratura, filosofia e lingue presso le Università di Erlangen, Friburgo, Amburgo e alla Sorbona di Parigi. Nel 1955 ottiene il dottorato di ricerca in filosofia con una tesi sulla poesia di Clemens Brentano. Nel primo Dopoguerra diviene uno degli animatori del Gruppo 47, movimento intellettuale che annovera tra le sue fila scrittori come Grass, Boll, Celan e che si prefigge di far risorgere la cultura tedesca dimenticata e repressa dal regime nazista. Nel 1965 fonda la rivista “Kursbuch”, tra le più vivaci della Repubblica Federale Tedesca e successivamente, nel 1980, il mensile “TransAtlantik”. Dal 1985 si cimenta anche nell’attività editoriale pubblicando la prestigiosa collana di libri Die andere Bibliotek, che attualmente conta circa 250 titoli. Per i suoi lavori, tradotti in oltre quaranta lingue viene stato insignito di numerosi premi ed onorificenze, tra cui il Premio Georg Brüchner (1963), il Premio Grinzane Editoria (2001) il Premio Principe delle Asturie (2002), il Premio Lerici Pea (2002), il Premio Merck-Serono (2007).
Tra le sue opere pubblicate in Italia ricordiamo per la poesia Mausoleum (1979), La fine del Titanic (1980), Musica del futuro (1997), Più leggeri dell’aria (2001), per la narrativa e la saggistica La breve estate dell’anarchia. Vita e morte di Buenaventura Durruti (1978), Prospettive sulla guerra civile (1994), Il mago dei numeri (1997), Ma dove sono finito? (1998), Zig Zag. Saggi sul tempo, il potere e lo stile (1999) Esterhazy (con Irene Dische, 2002), Che noia la poesia (con Alfonso Berardinelli, 2006), Il perdente radicale (2007), Nel labirinto dell’intelligenza (2008), Hammerstein o dell’ostinazione (2008) .
Vive e lavora a Monaco di Baviera."


Ho conosciuto questo signore di 80 anni in occasione della manifestazione Dedicafestival, che la città di Pordenone dedica ogni anno a un personaggio della letteratura internazionale, l'anno scorso era toccato a Paul Auster e due anni fa a Nadine Gordimer per citare gli ultimi due.


Ho assistito alla presentazione della mostra Macchine per poesia, dove lo scrittore, presentato da Alfonso Berardinelli, ha rappresentato attraverso dei giochi reali che rappresentano il processo artistico sulla parola e la sua manipolazione.