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Il Circolo Pickwick

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Discussione: Dickens, Charles - Il Circolo Pickwick

  1. #1
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    Predefinito Dickens, Charles - Il Circolo Pickwick

    Il primo libro di Charles Dickens nasce come pubblicazioni a puntate. Charles Dickens presenta un mirabile affresco della società inglese dell'Ottocento, con grandi verve umoristica e capacità di ironia.
    La storia narra le peripezie di un gruppo di persone, capitanate dal signor Pickwick, alle prese con situazioni improbabili e assurde. Pickwick, insieme a tre suoi amici, e al suo fidato servitore, si troverà ad affrontare matrimoni difficili e controversi, rapimenti di belle signore, viaggi senza possibilità di raggiungere la meta, all'insegna della comicità e di situazioni quasi macchiettistiche.
    Charles Dickens tratteggia personaggi e situazioni paradossali sullo sfondo della vecchia Inghilterra cordiale e ricca di umanità, eccentrica e truffaldina.


    Lo abbiamo letto per il gruppo di lettura, ma mi sono accorta che mancava nella biblioteca di Forumlibri, così lo aggiungo io.

    A me è piaciuto molto e se non fosse per le oltre mille pagine lo rileggerei anche subito
    Questo romanzo mi ha fatto divertire, mi ha incuriosito, mi ha fatto andare a letto col pensiero di quel brav' uomo di Mr. Pickwick addormentato in una carriola…perso in una locanda…in prigione per debiti…insomma mi sono affezionata ai personaggi (tutti, compreso il "cattivo" Mr. Jingle) prendendomi a cuore le loro vicende!
    Sam Weller poi è indimenticabile!

  2. #2
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    Uno dei piu' grandi libri dell'800. Che altro dire?

  3. #3
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    Mi ritrovo in quello che è stato detto, nonostante la mole (e che mole!), è difficile non provare simpatia e tenerezza per quell'adorabile zitellone del signor Pickwick e i suoi compagni di disavventure, dotati della straordinaria capacità di trovarsi sempre coinvolti in mille equivoci, di essere sempre nel posto sbagliato e al momento sbagliato, tra truffatori, avvocati dalla lingua lunga, vedove in cerca di un uomo da accalappiare...indubbiamente da leggere.

  4. #4
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    dal GdL di cui metto anche il link http://www.forumlibri.com/forum/grup...s-dickens.html


    Venti giorni insieme al sig. Pickwick e a tutta la compagnia e non so come commentare questa raccolta di racconti che rappresentano un periodo di vita di un gruppo di scapoloni nullafacenti che se ne vanno in giro a combinar o a risolvere guai, soprattutto amorosi e che hanno spesso a che far con avvocati, donne dal facile svenimento, uomini innamorati o in procinto di innamorarsi o disamorati del tutto. Sembra un po' un bailamme di situazioni senza nè capo nè coda, in alcune ti diverti, in altre ti innervosisci, in altre ancora non sai se annoiarti o coinvolgerti. Perchè tutto scorre sul filo dell'equilibrio e dell'ironia anche le cose più estreme: entrare in prigione per debiti, finir ubriachi dentro una carriola, rischiare di finir ammazzati a pistolettate. Lì nessuno si scompone, lo spirito inglese prevale, l'autocontrollo e il comportamento da galantuomini alla fine hanno sempre la meglio. Grande ottimismo e grandi valori come l'amicizia e la lealtà risutano vincenti, e pagano. Ecco perchè leggere Dickens ogni tanto fa bene allo spirito, perchè tutto il bene che si è fatto torna con gli interessi e il male lo paghi o lo redimi. E tutti vissero felici e contenti, anche se non sempre ci crediamo è bello sentirsi dentro una favola. E poi un po' di Pickwick è in ognuno di noi. 4/5

  5. #5
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    Riporto anche io quanto avevo scritto nel GdL:
    La lettura scorre a tratti velocissima, a volte pesantemente, con la sensazione che gli spunti siano ormai esauriti, poi ecco un nuovo guizzo, una gag, un personaggio azzeccato e via che si riparte.
    Mi è piaciuto il modo leggero eppure attento di descrivere la realtà londinese attraverso i suoi personaggi, i potenti e colti (mai trattati benissimo, a dir la vertà) come gli umili. Ho avuto le netta sensazione che, dopo essersi accattivato il pubblico con un inizio tutto ironia e "ingenuità", come dicevate voi, Dickens inserisca note più profonde e amare, prima con l'espediente degli excursus, poi, quando ormai a Mr. Pickwick ci si è affezionati, spostando il tema sulla corruzione del sistema giudiziario e sul sistema disumano della carcerazione per debiti ( realtà, quest'ultima, che l'autore conosceva per esperienza diretta, essendo stato suo padre un prigioniero ai tempi in cui Dickens era bambino). Insomma, l'autore inizia con il rispettare i termini del contratto con l'editore e poi finisce per fare un po' di testa sua. Tanto il pubblico era dalla sua parte. Così lo svampito Pickwick diventa un grande esempio di nobiltà d'animo e i suoi compari a poco a poco finiscono quasi nell'ombra, perché non servono più se non per imbandire l'happy ending di rito sul finale.
    Ma la grandezza di Dickens, secondo me, sta nell'usare questo protagonista da fumetto per mettere in scena un un brulichio di personaggi e caratteri tratteggiati con abilità impagabile, fornendo solo pochi elementi dell'aspetto, dell'atteggiamento, del lessico. Una fantasia inesauribile! e ciascuno di questi è portatore quasi di un ulteriore romanzo o racconto. La vicenda della vendetta del prigioniero per debiti non ha dei punti di contatto con Il Conte di Montecristo?
    Insomma, il libro va letto, assolutamente!!
    Voto 4/5

  6. #6
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    Concordo in pieno con quanto scritto nei precedenti post.
    Aggiungo, forse un po' avventatamente, che mr P. e il suo circolo, in alcuni tratti, mi pare di ritrovarlo alla lontana nel mr Mulliner di Whoudehouse. molto tempo dopo. Alla lontana, d'accordo, per W. lo scopo princiopale è far ridere e basta, per D. attraverso l'ironia ci propone una realtà ben più cruda, pure...

  7. #7
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    Citazione Originariamente scritto da sergio Rufo Vedi messaggio
    Uno dei piu' grandi libri dell'800. Che altro dire?
    Sono completamente d'accordo. Mi meraviglia e trovo sorprendente sopratutto la capacità di questo grande scrittore di coinvolgere, ancora adesso, il lettore, descrivendo fatti, persone, paesaggi e ambiente di 2 secoli fa. Grandissimo.

  8. #8
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    Un capolavoro mai completamente apprezzato e/o pubblicizzato quanto le altre ben più note opere di questo straordinario scrittore.Sfido qualunque scrittore professionista moderno a realizzare un'opera del genere a soli 24 anni.
    La trama è ricca e corposa ma rinconducibile ad un unico filo conduttore:le avventure di Samuel Pickwick,presidente di un club,un circolo a cui partecipano membri facoltosi con l'intento di disquisire di questioni scientifiche,culturali apparentemente importanti.Un personaggio tanto colto quanto eccentrico,sostenuto da membri altrettanto bizzarri e ingenui,protagonisti di (dis)avventure in giro per le campagne inglesi con un originale tocco di comicità e sana ilarità..Si tratta sicuramente di un Dickens diverso da quello che troviamo nelle opere più gettonate dagli editori,eppure dietro questo sarcasmo bonario si evidenzia una palese denuncia sociale che non risparmia nessuno.I truffatori sono dietro l'angolo e inquinano tutti i gradini della scala sociale:dai furfanti che vivono di astuti tranelli ai grandi professionisti detentori di poteri politici e non.Senza dimenticare le critiche al sistema giudiziario e al sistema carcerario.In ogni caso è un Dickens meno cupo,meno severo di quello che troviamo nelle opere successive(penso al Martin Chuzzlewit).La caratterizzazione dei personaggi è esemplare:siamo deliziati da una fiumana di personaggi molto eccentrici ma veritieri,specchio di virtù e vizi che da sempre arricchiscono l'essere umano.Su tutti spicca Sam Weller,uno dei personaggi più riusciti con la sua umiltà,audacia ed esuberanza,un perfetto parafulmine per i mali che affligono la società inglese dell'ottocento.

    Libro consigliato,così come tutti i libri di Dickens.L'edizione in mio possesso è Adelphi,con le illustrazioni di Phiz se non sbaglio.

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