"Martin Beck, il commissario della polizia di Stoccolma, Ŕ chiamato a indagare sulla scomparsa di un uomo. Alf Matsson un giornalista di successo, Ŕ sparito senza lasciare tracce. ╚, o era, un brutto personaggio, alcolista e attaccabrighe, nessuno rimpiangerebbe la sua presenza o si meraviglierebbe che stesse smaltendo la sbornia in qualche tana. Ma il direttore del giornale dove lavora minaccia un caso internazionale perchÚ l'ultima volta Ŕ stato localizzato a Budapest, oltrecortina, ed Ŕ lý che Matsson sembra essere svanito. Perci˛ Beck Ŕ convocato in via riservata proprio mentre Ŕ in procinto di partire per le vacanze estive, per raggiungere moglie e figli. Il commissario, che rifiuta per metodo ogni ipotesi preconcetta e ogni partito preso, segue due piste diverse e successive, serpeggianti dentro il sottomondo frequentato dal giornalista (un gruppo di colleghi compagni di bevute e fracassoni, e un terzetto equivoco di trafficanti), prima a Budapest e poi di ritorno in Svezia. "

Un altro curioso caso del commissario Beck, questa volta ambientato in Ungheria, con bellissime descrizioni di una Budapest anni '60.
Come sempre avvincente ed intrigante, ma un po' inferiore agli altri romanzi sul crimine della inossidabile coppia di coniugi perchŔ manca la loro tipica critica della societÓ svedese. Comunque piacevole.
Voto: 2,5