"Qualsiasi onesta dichiarazione a favore della pace deve essere un'enumerazione dei sacrifici che si è disposti a fare per la sua preservazione"

In questo libro Heisemberg, premio Nobel per la fisica 1932 e padre del Principio di Indeterminazione e dello sviluppo della fisica quantistica, parla di tutto lo scibile umano dagli albori del pensiero ad oggi, in sole 240 pagine. Un libro compatto ed essenziale, scritto in modo abbastanza accessibile per tutti, eccetto alcune parti dove si parla più specificatamente della Teoria dei Quanta, dove l’autore mette in relazione le implicazioni filosofiche di questa teoria e il mutamento nel modo di pensare il mondo, tipico della fisica classica, che è stato necessario per formularla.
Passa in rassegna l’approccio delle filosofie del passato, dai Greci a Kant, alla conoscenza della realtà che ci circonda, e mette in evidenza le modalità con cui si perviene a questa conoscenza, lo sviluppo di un sistema di concetti che ci consenta di esprimere questa conoscenza in modo organico e non contraddittorio e il problema del linguaggio, confrontandole poi con i nuovi approcci della fisica moderna.
Lo sviluppo di un tale sistema di concetti rappresenta una idealizzazione e come tale non può abbracciare la totalità dei campi del sapere né descrivere esattamente la realtà, ma viene costruito per ogni campo assegnando ad esso un certo linguaggio e una serie si assiomi e definizioni specifiche; ciò è dovuto al fatto che “ogni parola o concetto, per chiari che ci possano sembrare, hanno soltanto un campo limitato di applicabilità”.
Simpatica la storiella che, dice Heisemberg, amava raccontare Niels Bohr (altro Nobel per la Fisica) per illustrare la limitazione dei concetti: “Un ragazzino entra da un droghiere e chiede - Vorrei trenta lire di canditi misti. - Il droghiere prende due canditi e li porge al ragazzo dicendo – Ecco i due canditi. A mischiarli pensaci da te. - “.
Infine Heisemberg analizza il ruolo della fisica moderna nel mondo attuale, della assurda strumentalizzazione che i governi hanno fatto delle armi nucleari, e dell’importanza che possono avere gli studi di fisica nucleare al di fuori delle terribili questioni di potere e di prevaricazione tra stati.
Un libro in definitiva che è diventato a tutti gli effetti la mia bibbia, a cui temo non sia riuscita a rendere il giusto merito con questa recensione, tanti e vari sono i temi trattati e sorprendenti le interconnessioni tra argomenti che a prima vista possono sembrarci distanti e indipendenti gli uni dagli altri e che invece sono strettamente correlati.