"Percy Jackson non sapeva di essere destinato a grandi imprese prima di vedere la professoressa di matematica trasformarsi in una Furia per tentare di ucciderlo. Le creature della mitologia greca e gli dei dell'Olimpo, in realtà, non sono scomparsi ma si sono semplicemente trasferiti a New York, più vivi e litigiosi di prima. Tanto che l'ultimo dei loro bisticci rischia di trascinare il mondo nel caos: qualcuno ha rubato la Folgore di Zeus, e qualcuno dovrà ritrovarla entro dieci giorni.
Sarà proprio Percy a dover indagare sull'innocenza di Poseidone, dio del mare e padre perduto, che l'ha generato con una donna mortale, facendo di lui un semidio. Nuove gesta e antichi nemici lo aspettano, e non saranno solo lo sguardo di Medusa e i capricci degli dei ad ostacolare la ricerca della preziosa refurtiva, ma le parole dell'Oracolo ed il suo oscuro verdetto: un amico tradirà e il suo gesto potrebbe essere fatale..."

Avevo iniziato a leggere questo libro spronata dalla mia passione per la mitologia greca, ma sono rimasta un pochino delusa. A parte che l'ho trovato scontatissimo... e poi ci sono troppe simmetrie con Harry Potter (al quale, tra l'altro, non si avvicina minimamente): ad esempio, gli amici di Percy (Grover, timido ed impacciato, e Annabeth, la sapientona) assomigliano moltissimo a Ron ed Hermione, così come il Campo Mezzosangue assomiglia al Castello di Hogwarts, con tanto di studenti divisi in Case, ecc...
Niente di troppo speciale, menomale che non l'avevo comprato, ma solo noleggiato in biblioteca...