La tragedia narra l'ultimo periodo di vita di Alberto di Wallenstein, generale boemo che combattè per Ferdinando II d'Austria durante la guerra dei Trent'anni. In seguito però a profondi contrasti con l'Imperatore, Wallenstein iniziò a seguire trattative personali di pace con gli svedesi, questo considerato come vero e proprio tradimento portò ad un complotto e al successivo omicidio del generale.
Schiller inizia la tragedia dal momento in cui Wallenstein ha già deciso il tradimento, la bellezza della tragedia stà nel fatto che Schiller non dà mai un giudizio attraverso i suoi protagonisti , non crea un vero e proprio dualismo " buono " e " cattivo " come fà ad esempio ne i " Masnadieri ", i suoi protagonisti sono soldati, uomini combattuti nelle loro scelte : chi vuole essere fedele a Wallenstein tradendo però il proprio Imperatore e chi a tradire Wallenstein nonostante l'amicizia che lo lega ad un uomo con cui si son divisi i campi di battagllia, su quest'ultimi spicca il miglior amico di Wallenstein Ottavio Piccolomini e il figlio Max.
In questo modo non è facile discernere i tratti morali di questi personaggi, sono portatori di un idea, espressioni di un interesse politico e sociale, d'un modo d vita che ha i suoi diritti da far valere non meno di quello a cui s'oppone.
La tragedia è divisa in tre parti :
la prima parte : Il campo di Wallenstein è un grande corale dei soldati che discutono e manifestano i loro dubbi e i loro propositi di fedeltà
la seconda e terza parte : I piccolomini e la morte di Wallenstein fannon entrare in scena i veri protagonisti, gli intrighi e i tradimenti fino alla morte del general.
La tragedia è splendida, i dialoghi sono appassionanti, le figure memorabili nei loro tormenti e nelle loro incertezze, la vicenda è ricca di colpi di scena. Altra caratteristica di quest'opera che osservavo mentre la leggevo è la musicalità, ogni passo fà venire in mente un opera verdiana o wagneriana, quando i protagonisti parlano , discutono tra loro si può pensare a duetti, arie, corali.