"Detesto le confidenze. D'altronde, sono convinto che un uomo è la somma delle sue cose, anche se alcuni fortunati sono la somma di un'assenza di cose".

Chatwin non mi ha convinta. Forse non lo ho capito. Di certo, non è mi è piaciuto.
Una raccolta di scritti, pensieri, racconti, recensioni. Sembra che nemmeno l'Autore sappia di preciso dove vuole andare a parare.
Racconti di viaggio, di sogni, di desideri di evasione. Un senso di incompletezza aleggia su tutta l'opera. Basti dire che il titolo si riferisce ad un libro che l'Autore non ha poi mai terminato. Una forse eccessiva autoreferenzialità infastidisce, un senso di confusione appesantisce l'opera, lo spirito nomade è elogiato fino alla esasperazione. Ma forse proprio in questo costituisce la irrequietezza. Forse l'oggetto del libro è descritto meglio dallo stile dell'Autore (voluto?), così interpretato, piuttosto che dalle sue parole. Ma la bontà dell'opera ancora non mi persuade.