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Il legato romano

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Discussione: Cervo, Giulio - Il legato romano

  1. #1
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    Predefinito Cervo, Giulio - Il legato romano

    275 d.C., confine renano. La foschia della notte aleggia ancora sul villaggio addormentato quando i soldati romani irrompono tra le capanne, rovesciando sugli abitanti una valanga di ferro e di fuoco. Per Valerio e per l'Impero una nuova quanto inutile vittoria. Qualcosa di nuovo sta succedendo oltre il Reno. Una coalizione di tribù di dimensioni mai viste si sta riunendo per invadere le Gallie. Il destino di Roma sembra segnato. Alla valorosa XXII legione di Valerio Metronio spetta il compito di tentare l'impossibile.

    Primo libro di una trilogia che comprende "La legione invincibile" e "L'onore di Roma" è un libro scorrevole e piacevole senza troppe riserve . Per chi ama i romanzi storici e le letture leggere. 7/10

  2. #2
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    L'ho terminato ieri e mi sto scoprendo sempre più un'amante dei romanzi storici!
    Nella narrazione di Cervo, scorrevole e mai pesante, ho apprezzato molto l'accuratezza delle descrizioni, delle scelte linguistiche e della ricostruzione storica, in relazione alla quale ho colto un approfondimento maggiore rispetto ai libri di Manfredi, che pure ho amato molto, ma che mi sembrano decisamente più romanzati.
    Nel libro di Cervo, per esempio, la situazione storica è sempre ben delineata e ricca anche di riferimenti alle correnti filosofiche ed ai culti religiosi più diffusi nell'Impero nel III secolo d. C.

    Consigliato! 4/5, ovviamente per gli amanti del genere!

  3. #3
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    Un libro stupendo, da leggere d’un fiato, uno di quelli che vorresti non finissero mai! Un romanzo storico accurato che porta alla ribalta il confine renano dell’Impero Romano, dove gli incursori barbari tengono in scacco l’esercito dell’Aquila. A Mogontiacum, capitale della Germania Superiore, il legato Valerio Metronio Stabiano, a capo della XXII legione, combatte gli invasori e i propri “demoni”: il dolore per una prematura perdita, la solitudine di una vita dedicata solo all’esercito, l’orrore per il sangue di donne e bambini versato in guerra… ma forse la sua vita è a un bivio.

    Cervo intreccia sapientemente una ricostruzione storico-geografica perfetta con il piacere di raccontare “storie” personali della gente qualunque, oppressa dalla guerra, che tanto faticosamente cerca di andare avanti e sopravvivere. Impossibile non essere coinvolti nelle vicende di Valerio, uomo e combattente d’onore, di Idalin, bellissima donna suardone, di Marsilio, filosofo travolto dai sensi di colpa, di Bodomar, giovane svevo a disagio in guerra, che sogna il suo lago e la fattoria del padre, di Dolcinia, Milke, Letizia, Livilla, Ohilin, Murel e tanti altri che entreranno nel cuore del lettore.

    Cervo è anche “furbo” a concludere il libro lasciando però molti fili in sospeso e rimandando alla Legione Invincibile: non era necessario perché le vicende dei protagonisti sono così avvincenti che è impossibile abbandonarli! Un peccato veniale che non nega le “cinque stelle” a un libro meraviglioso, sui livelli dei migliori romanzi storici di Valerio Massimo Manfredi.
    A me ha emozionato moltissimo!

  4. #4
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    L'unico "neo", infatti, per così dire, è che l'autore lascia in sospeso alcune vicende che riguardano i personaggi principali della storia, e in genere non ci si aspetta questo in un romanzo storico.....
    ...vabbè, dovrò procurarmi presto "La legione invincibile"!

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