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Discussione: Bourget, Paul

  1. #1
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    Predefinito Bourget, Paul

    Bourget e Cristo.
    L'innocente redimera' il colpevole. Fara' di piu': lo liberera' dalla sua colpa.
    Solo Cristo puo' farlo.
    " I figli paghino le colpe dei padri": Matteo, tante volte citato da Bourget.
    L'individuo puo' pagare gli altri ma non se stesso: una volta che il debito e' stato pagato, l'individuo sente , una volta riscopertosi come coscienza, che lui e' ancora debitore nel suo intimo.
    Qualcosa di sbagliato rimane.
    La colpevolezza , l'ineliminabile ricordo: nessuna identita' ( come il borghese Muller) ci permette di dire , sono un nuovo uomo.
    L'anello della catena esistenziale: Nietzsche definiva questa catena come conseguenza ad infinitum: quello che compio oggi, avra' ripercussioni per sempre, perche' il mio " io" e' quella somma di fasci d'emozione: somma aggiuntiva , aggiunge Bourget: l'io, dunque come addizione, come esercizio di matematica.
    Un atto piu' un atto, piu' un atto ancora all'infinito = io.
    La mia somma personale e' la mia vita. I miei voleri sono figli di ieri e padri del domani: agi, disagi, amori, odi, amicizie, inimicize, lavori, quotidianita', latitudini, tempi , spazi, tutto ma proprio tutto concorre a mutare e trasformare il suo stesso manifestarsi: anche una colpa, fosse una sola.
    La colpa come debito sara' pagata , ma l'individuo ha bisogno della liberazione: l'innocenza la trovera' in quel Gesu', che si fa carico dell'essere uomo come tutti gli uomini.
    Ecco , il punto religioso profondissimo e non quel bieco cattolicesimo meschino: Bourget vede in Gesu' l'innocenza dell'essere di tutti, e vede in ogni figlio di ogni uomo borghese o rivoluzionario , prima l'individuo come coscienza personale e come colpa da pagare, poi nel momento della liberazione , come continumm della sostanza uomo:
    Patrizio paghera' le colpe del padre, non solo perche' figlio , ma perche' uomo come lui.
    Bourget sa bene da grande psicologo quale e', che questo estrema volonta' non appartiene all'uomo in quanto individuo: ecco perche' si rivolge al Crocifisso e a Gesu'. Si rivolge come un discepolo che sa una lezione impossibile per le proprie forze, ma anche se l'attuazione di essa e' fuori portata, il grande insegnamento sara' quel volere vedere l'uomo in ciascun uomo come un continuo di se stesso nell'altro.
    Questa e' la vera rivoluzione.
    Ma perche' ci sia questa rivoluzione ( questo ritrovarsi) e' fondamentale che l'uomo torni ad essere non solo un nome, ma appunto individuo dinnanzi alla sua presenza e ai suoi ATTI: il suo agire e' solo suo e di nessuno. La sua colpa pure, la sua liberazione di tutti.
    Ultima modifica di elisa; 05-20-2010 alle 08:49 PM. Motivo: format titolo

  2. #2
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    «Questa strana coppia la cui piaga divorante, come si vedrà, è quella malattia tutta propria della società presente, quella fatale, quella passionata cura del lusso, non è veramente eccezionale che solo per alcune circostanze. Il desiderio di brillare fino all'estremo dei propri mezzi, il bisogno di sorpassare tutti gli altri del proprio ceto, la necessità di rendersi uguali sempre e in tutto, nella maniera di vivere e nel contorno e nei piaceri, a coloro che ci stanno al di sopra, è forse altra cosa se non un particolar caso della nostra democratica degenerazione?»

    Paul Bouget

  3. #3
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    ci voleva la Rizzoli per irpubblicare un libro di questo grande autore francese: I nostri atti ci seguono.

    Vuoi vedere che finalmente lo riscoprono?

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