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copertina libro

Madame Bovary

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Discussione: Flaubert, Gustave - Madame Bovary

  1. #61
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    Io non sono proprio riuscita a finirlo, troppo noioso; avrei dovuto leggerlo per scuola ma, per il compito in classe, ho preferito copiare. Probabilmente non era il momento adatto ad una lettura del genere (:

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  • #62
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    Personalmente ho trovato questo libro non molto scorrevole..ma una volta terminato certo non mancano spunti di riflessione.
    Ho letto ciò che avete scritto, chi si schiera dalla parte di Emma, chi parteggia per Charles..ma io non riesco a farlo.
    Trovo che Flaubert abbia volutamente fotografato un insieme di personaggi che si muovono tutti sullo stesso piano, quello della mediocrità. La stessa Emma nonostante all'apparenza sembri una donna sicura di sè, incapace di accontentarsi e sempre in cerca di emozioni, alla fine ci appare solo come una povera infelice che si intrappola da sola in un continuo susseguirsi di illusioni e disillusioni.
    Per non parlare poi del povero e goffo Charles, della pochezza dei due amanti e del borioso farmacista Homais!
    E, a parer mio, sta proprio qui la bravura di Flaubert, che da un panorama così desolante riesce a far uscire un discorso universale sull'eterna frattura fra i sogni, le aspirazioni e la loro mancata realizzazione.
    E mentre Flaubert ci mostra, in modo molto vero e crudo, come cio' sia frutto di egoismi personali e meschinità varie, lascia poi scivolare sulle labbra di Charles le amare parole "E' colpa della fatalità" a chiudere la vicenda, rimarcando ancora di più la basezza morale dei personaggi capaci solo di nascondersi dietro una bugia.

  • #63
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    Citazione Originariamente scritto da white89 Vedi messaggio
    Personalmente ho trovato questo libro non molto scorrevole..ma una volta terminato certo non mancano spunti di riflessione.
    Ho letto ciò che avete scritto, chi si schiera dalla parte di Emma, chi parteggia per Charles..ma io non riesco a farlo.
    Trovo che Flaubert abbia volutamente fotografato un insieme di personaggi che si muovono tutti sullo stesso piano, quello della mediocrità. La stessa Emma nonostante all'apparenza sembri una donna sicura di sè, incapace di accontentarsi e sempre in cerca di emozioni, alla fine ci appare solo come una povera infelice che si intrappola da sola in un continuo susseguirsi di illusioni e disillusioni.
    Per non parlare poi del povero e goffo Charles, della pochezza dei due amanti e del borioso farmacista Homais!
    E, a parer mio, sta proprio qui la bravura di Flaubert, che da un panorama così desolante riesce a far uscire un discorso universale sull'eterna frattura fra i sogni, le aspirazioni e la loro mancata realizzazione.
    E mentre Flaubert ci mostra, in modo molto vero e crudo, come cio' sia frutto di egoismi personali e meschinità varie, lascia poi scivolare sulle labbra di Charles le amare parole "E' colpa della fatalità" a chiudere la vicenda, rimarcando ancora di più la basezza morale dei personaggi capaci solo di nascondersi dietro una bugia.
    Io non sarei così crudele con Charles. Il suo unico torto era quello di essere un uomo "normale". Un uomo che lavora e sogna una famiglia. E questo è sbagliato solo perché chi lo guarda sogna le grandi passioni del roman feuilleton di cui si ciba, senza vedere la linea di demarcazione tra la realtà e la fantasia romanzesca. Emma Bovary non era una da grandi interessi culturali, quello che leggeva era la "spazzatura" letteraria dell'epoca. Voleva i grandi stati d'animo delle eroine di quei libri, e li cerca in uomini mediocri che, detto terra terra, hanno solo prosaicamente accolto la sua disponibilità a concedersi sessualmente. Eppure si riteneva al di sopra del marito. A me Charles è sembrato la raffigurazione di tutti quegli uomini che pur essendo bravissime persone non vengono apprezzati dalle proprie compagne, laddove fanno l'errore di sposare donne che vogliono tutt'altro.

  • #64
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    Citazione Originariamente scritto da mame Vedi messaggio
    Io non sarei così crudele con Charles. Il suo unico torto era quello di essere un uomo "normale". Un uomo che lavora e sogna una famiglia. E questo è sbagliato solo perché chi lo guarda sogna le grandi passioni del roman feuilleton di cui si ciba, senza vedere la linea di demarcazione tra la realtà e la fantasia romanzesca. Emma Bovary non era una da grandi interessi culturali, quello che leggeva era la "spazzatura" letteraria dell'epoca. Voleva i grandi stati d'animo delle eroine di quei libri, e li cerca in uomini mediocri che, detto terra terra, hanno solo prosaicamente accolto la sua disponibilità a concedersi sessualmente. Eppure si riteneva al di sopra del marito. A me Charles è sembrato la raffigurazione di tutti quegli uomini che pur essendo bravissime persone non vengono apprezzati dalle proprie compagne, laddove fanno l'errore di sposare donne che vogliono tutt'altro.

    Io non prendo affatto le difese di Emma, la quale senza dubbio alcuno è una povera sciocca rovinata dalle cattive letture.
    Ma, pur riconoscendo che in fondo la vittima sia Charles, non si può negare che egli sia un medico mediocre, un uomo ingenuo che non sa badare ai suoi affari e che non sa comportarsi in società.
    Certo, è innamorato profondamente. Ma di chi? Di una Emma che ha costruito nella sua testa, che vede come angelo del focolare, mentre questa gliene fa di tutti i colori davanti al naso!
    Senza dubbio è il più buono ed onesto dei personaggi del libro, ma il peccato di ingenuità e cecità davanti ai fatti nessuno glielo può togliere!

  • #65
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    "Io sto morendo ma quella put..na di Emma Bovary vivrà in eterno"
    ---------------------
    Gustave Flaubert (poco prima di morire)

  • #66
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    Citazione Originariamente scritto da Zefiro Vedi messaggio
    "Io sto morendo ma quella put..na di Emma Bovary vivrà in eterno"
    ---------------------
    Gustave Flaubert (poco prima di morire)


    Wow! Non lo sapevo..Grazie Zefiro per questa perla!

  • #67
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    Bellissimo romanzo, narrato con una scrittura impeccabile.Per certi versi non sembra scritto nel 1856 ma successivamente a Proust.Ha ragione Moravia quando parlando di Emma la definisce "scollata" fatta di tanti pezzi.

    Quella di Flaubert è una narrazione oggettiva, come se l'autore conoscesse il soggetto Bovary.

    Il libro inizia in modo autobiografico, c'è quel "Eravamo.." come se l'autore s'identificasse con Charles e poi, qualche pagina dopo, più niente, lasciando la scena alla storia stessa.

    In merito, di lui, scrisse Pasolini; « Se non conoscessimo Flaubert in altri modi cioè attraverso altri suoi scritti e le testimonianze del tempo non sapremmo assolutamente chi fosse quest'uomo che sa tutto di Charles Bovary e di sua moglie. Non risulterebbe di lui alcun tratto caratteriale e culturale sia pur minimo, sia pur confuso. Di lui sapremmo solo, insomma, la sua « teoria della letteratura ».*

    Verissimo quanto di lei , di madame Bovary, scriveva Baudelaire..che lei " se donne ; emportée par les sophismes de son imagination, elle se donne magnifiquement, généreusement, d'une manière toute masculine, à des drôles qui ne sont pas ses égaux, exactement comme les poètes se livrent à des drôlesses."


    Quel si dona magnificamente, generosamente, in una maniera tutta maschile tanto vero fa di madame Bovary il capolavoro di Flaubert.



    (...)Il panno dell'abito di lei aderì al velluto della sua giacca. Ella arrovesciò il collo candido, che un sospiro faceva palpitare, disfatta, in lacrime, con un lungo fremito, nascondendo il viso, e si abbandonò.
    Scendevano le prime ombre della sera. Il sole basso all'orizzonte, penetrando con i suoi raggi orizzontalmente fra i rami l'abbagliava. Qua e là, intorno a lei, fra le foglie e sul terreno, tremolavano chiazze luminose, simili a penne di colibrì che questi uccelletti avessero perduto in volo. Il silenzio avvolgeva tutto, dagli alberi sembrava sprigionarsi una sorta di dolcezza nuova. Emma ascoltava il proprio cuore mentre ricominciava a battere e il sangue, che le scorreva nelle vene come un fiume di latte. In quel momento udì lontanissimo, al di là del bosco, sulle colline, un grido indefinibile e prolungato, un suono strascicato, e l'ascoltò in silenzio mescolarsi come una musica alle ultime vibrazioni dei suoi nervi eccitati,
    (...)




    *Descrizioni di descrizioni, Pier Paolo Pasolini
    Ultima modifica di asiul; 03-25-2011 alle 11:31 AM.

  • #68

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    magari non l'ho capito, o non sono riuscito a entrare nei tempi e nella cultura espressa nel libro... ma finirlo è stato davvero uno sforzo.
    Sconsigliato, credo che sia da considerarsi decisamente fuori tempo e inattuale e quindi poco digeribile per le nuove generazioni.

  • #69
    The Fool on the Hill
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    Citazione Originariamente scritto da mircontenti Vedi messaggio
    magari non l'ho capito, o non sono riuscito a entrare nei tempi e nella cultura espressa nel libro... ma finirlo è stato davvero uno sforzo.
    Sconsigliato, credo che sia da considerarsi decisamente fuori tempo e inattuale e quindi poco digeribile per le nuove generazioni.
    Inattuale non direi. Flaubert intendeva fare una critica feroce dei romans feuilletons che nutrivano le donne dell'epoca con una fantasia che nulla aveva a che vedere con la realtà. Infatti Madame Bovary finisce suicida proprio per l'errore di aver guardato la realtà attraverso il filtro di un'immaginazione che la distaccava totalmente dal reale. I suoi amanti se la volevano molto semplicemente portare a letto mentre lei immaginava grandi passioni e vita mondana, e provava schifo per la balia di sua figlia e la "banale" realtà della sua stessa casa. Le nuove generazioni potrebbero attingere l'esempio di quanto possa essere illusorio pensare che la realtà sia quella dei rotocalchi e delle riviste patinate. Si può scegliere di andare a fare l'escort per diecimila euro a sera, andando a letto con il primo che capita, rifarsi tutto il rifattibile e ritrovarsi "vecchie" a quarant'anni perché ormai il botulino non può più arginare il decadimento oppure capire che la realtà è quella delle donne che vivono andando a lavorare onestamente, fanno la spesa, puliscono la casa, crescono i figli e hanno compagni che le amano anche con un filino di grasso alle chiappe e qualche smagliatura sulla coscia. Direi che Madame Bovary sia stata il primo esempio di escort convinta di essere una gran donna, e se avesse potuto si sarebbe fatta di botulino anche lei per trattenere i suoi amanti ormai in fuga dopo la prima trombatina. Comunque si sarebbe suicidata alla prima ruga proiettata dallo specchio.

  • #70
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    Io ho iniziato Madame Bovary ieri e sono ancora al primo capiolo, quindi non posso esprimere giudizi, ma, leggendo i vostri commenti, sembra molto bello! Spero che mi piaccia, anche se è una lettura obbligata dalla prof di italiano..

  • #71
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    "Ci risiamo sempre i doveri. Parole del genere mi escono dalle orecchie. È un'accozzaglia di vecchi cretini dal panciotto di flanella e di bigotte con scaldino e rosario in mano, tutti accaniti a rifischiarci: "Il dovere, il dovere!" Eh, perbacco! Il dovere è sentire ciò che è grande, privilegiare ciò che è bello e non inchinarsi a tutte le convenzioni della società con le ignomie che ci impone."

    La parola umana è come una caldaia incrinata su cui battiamo musica per far ballare gli orsi, quando vorremmo commuovere le stelle. (parte seconda, capitolo 12)

    Proprio un bel libro. Quasi mai noioso, sempre ricco di spunti per riflettere. I personaggi sono ispezionati psicologicamente fin troppo bene.
    Certo, qualche dettaglio funerario in meno non mi sarebbe spiaciuto e anche il finale mi è sembrato eccessivamente tragico. In ogni caso è un libro da leggersi! 4,5/5

  • #72
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    Citazione Originariamente scritto da ~ Briseide Vedi messaggio
    Quella di Emma Bovary è una storia incredibilmente moderna. Superficiale ed ingiusto è definire la protagonista frivola o capricciosa. Dietro di lei vi è molto di più: il desiderio di poter vivere una vita vera, in cui i sentimenti la facciano da padrone prendendo a calci le convenzioni ed il buon costume. La voglia di incontrare un vero amore, la spinge a gettarsi tra le braccia di uomini che non potranno mai soddisfarla, perchè privi di spessore, di virilità, di maturità, partoriti da una realtà provinciale in cui la mediocrità serpeggia. Ma più di tutto, Emma è semplicemente un'infelice: e se sbaglia e spende la sua vita in stravaganze che denunciano un certo essere viziata, non è perchè ella sia realmente così, ma è la sua aspirazione a trovare qualcosa di reale in quella vita in cui ella è imprigionata a smuoverla. Tenta invano di ribellarsi alla condizione di inferiorità cui la donna è relegata, cercando di infrangere a suo modo le consuetudini, smettendo ad un certo punto di preoccuparsi della moralità, senza mai abbandonare tuttavia il proprio orgoglio e la propria dignità. Ma l'impostazione rigida del mondo, i suoi continui fallimenti, la sua afflizione, finiscono per consumarla come un cancro che da dentro le ha succhiato via ogni briciolo di linfa vitale: Emma se ne va, così come ha vissuto l'intera sua vita, con un'illusione dentro agli occhi ma il cuore troppo stanco per tornare a battere ancora.
    Voto: 4/5
    Lette un po' delle recensioni su questo bellissimo libro, mi trovo d'accordo con quanto scritto da Briseide.
    Emma è una donna infelice, sposata ad un uomo che non ama, che si accontenta di una vita semplice e non si chiede mai se anche Emma é felice, dà per scontato che quello chè fa felice lui basti anche alla moglie.
    Per cercare la felicità che le manca si butta in amori idealizzati, nella ricerca del lusso, nella demolizione delle convenzioni che la imprigionano. Sbaglia strada certamente, ma non è che la sua vita, l'ambiente e la società in cui viveva le dessero molte possibilità di riscatto, e per i suoi errori paga un prezzo molto alto.
    Libro molto attuale che insegna molto piú oggi che allora, oggi infatti altre possibilità una donna ce le ha.

  • #73
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    L'ho letto un po' di anni fa, ero al liceo... mi ricordo che mi ci volle tanta tanta fatica per finirlo, però è uno di quei libri di cui mi è rimasto molto. Avrei quasi voglia di rileggerlo.

  • #74
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    ho trovato questo libro scorrevole e ben scritto, ma ho abbastanza odiato il personaggio di Emma... tutto sommato non è vittima di un uomo crudele, sposato controvoglia, che la tratti male o le faccia mancare alcunchè...
    cioè... poteva anche accontentarsi... soprattutto non vedo perchè un'amante donna debba svenarsi economicamente... insomma non ha capito proprio nulla: farsi mantenere!!
    poi trovo molto irritante il rapporto che ha con la figlia... poverina...
    comunque piacevole lettura!

  • #75
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    Un libro triste. Triste come la condizione di una donna imprigionata in un matrimonio senza amore, e senza possiiblità di uscirne (spesso capita anche oggi)
    Per tre quarti del romanzo ho compatito Emma, ma confesso che alla fine cominciava ad innervorsirmi con tutte le sue decisioni menefreghiste....
    Si è illusa per ben due volte di aver trovato il vero amore, e tutte e due le volte è rimasta solo con la polvere d'oro tra le mani...
    Non bisogna toccare gli idoli: la polvere d'oro che li ricopre potrebbe restarci attaccata alle dita.perchè la povere d'oro resta sulle mani

    Scontato il paragone finale con Anna Karenina, che però vince la gara di antipatia...
    Promosso, anche se non a pieni voti.

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