E’ la storia di un uomo impegnato nell’attività di imprenditore e di politico.
Sono tratteggiati i difficili rapporti con la popolazione amministrata, le difficoltà di una azienda da lui fortemente voluta e messa su per dare lavoro a una ventina di persone, l’attività di lavoro in una miniera di zolfo ormai destinata ad essere chiusa, i rapporti con la famiglia di origine, e con la famiglia che si è creato in seguito, ma in fondo il romanzo è il lungo addio di un uomo ad una vita che gli va stretta, alla ricerca di qualcos'altro.

Non scorrevolissimo come libro, forse a causa di una prosa non proprio "moderna", e (purtroppo) intessuta di diversi errori (di stampa?), però lo struggimento dell'uomo alla ricerca di un senso nella vita, ha alcune pagine notevoli. Voto sufficiente.

Nel privato tutto teso all'egoistico, all'individuale, al te; nel pubblico, cittadino teso al generale, ala forma: devi essre contemporaneamente oppressore ed oppresso in una devastazione continua di te, privo di equilibrio.
Lo scialle nero che offusca la tua mente e la getta nel buio spettrale con i suoi mille tentacoli, i mille fili di tessuto che ti creano la trappola da cui non puoi uscire ma ti getta sempre più a fondo e il bastone che deturpa il tuo corpo e smarrisce la tua mente.

Non so come dirti ma continuare mi sembra disonesto, non in senso morale ma fisico. Disonestio perchè quello che faccio non appartiene più alla radice intima della mia esistenza ed è come se barassi al gioco. oggi so che debbo allontanarmi. Il giudizio della gente non mi tocca più. ...Avverto paura per la vita che mi sta davanti, per l'ignoto. E so che quella è la strada da imboccare. La paura blocca le nostre migliori energie ma è il giusto segnale, il segno, la stella polare verso cui muoversi.