Maqroll il Gabbiere discende il fiume in mezzo alla selva con una barca dove viaggia con una rappresentnza del genere umano che vanno dal Capitano sempre ubriaco agli indios che salgono e scendono dalla barca a loro piacimento. Ricerca delle segherie ma il viaggio è il mezzo e la meta. Lui ha un riferimento sulla Cordigliera, La Neve dell'Ammiraglio, una bottega sperduta dove l'aspetta la sua donna.

Il romanzo di Mutis fa parte di un più ampio progetto di poesia e prosa su Maqroll il Gabbiere, simbolo dell'inquietudine e del vinto che si muove fino alla morte. Io non sono riuscita ad apprezzare il lirismo di Mutis, che è un po' oscuro, sempre ripiegato in un racconto-ritorno quasi circolare. Scritto in forma di diario ha poi la sua continuazione in una lettera e in alcuni racconti. Purtroppo non mi ha mai preso, non era il momento, non è il mio linguaggio, non lo so, rimane un po' l'insoddisfazione di non aver raccolto l'essenza di qualcosa che valeva la pena di cogliere.