Benvenuti nel forumlibri
la community dei lettori italiani cultura e letteratura


Benvenuti nella community degli amanti dei libri, della letteratura e cultura. In forumlibri si discute di:
 » libri, arte, cultura, letteratura e Bellezza
 » cinema: recensioni di film e registi;
 » salotto letterario: letteratura, case editrici, nuovi autori, etc;
 » sociale: trova nuovi amici e nuovi contatti.

iscriviti R E G I S T R A T I al forumlibri

Registrandoti avrai accesso a tutte le funzioni del forumlibri e la navigazione sarà più veloce. Per comunicazioni, commenti o altro: info@forumlibri.com

    Buona navigazione!

copertina libro

Una giornata di Ivan Denisovič

Mostra risultati da 1 a 7 di 7

Discussione: Solženicyn, Aleksandr - Una giornata di Ivan Denisovič

  1. #1
    Mathematician Member
    Data registrazione
    May 2009
    Messaggi
    698
    Thanks Thanks Given 
    0
    Thanks Thanks Received 
    1
    Thanked in
    1 Post

    Predefinito Solženicyn, Aleksandr - Una giornata di Ivan Denisovič

    Lessi questo libro durante il liceo, quando la professoressa mi chiese di fare un parallelo con "Se questo è un uomo" di primo Levi. Nella narrazione di Solzenicyn c'è tutto l'orrore dei campi di concentramento comunnisti nella Russia staliniana, la fame, l'umiliazione, il dolore e il freddo che entra anche nelle ossa del lettore. Ricordo che rispetto a Levi mi sembrò un racconto molto più asciutto, senza divagazioni intellettuali o riflessioni profonde, solo un arido resoconto della vita all'interno del gulag. E credo che rendere fredda anche la narrazione fosse una scelta pensata dell'autore. Anche solo per il valore storico, un libro che non si può non leggere.

    Da Wikipedia:
    Le pagine di Ivan Denisovič presentano una umanità costretta a vivere in condizioni subumane, in balia di un potere cieco ed assurdo. Per certi versi riecheggia la prosa di Primo Levi, particolarmente nella descrizione della quotidianità all'interno di un lager.
    Oltre gli orrori fisici ampiamente prevedibili (freddo, fame, sfinimento, disumanità dei carcerieri) grava sul protagonista la pesante coartazione psicologica e relazionale che un sistema come quello di un campo di concentramento induce, nella ricerca dell'annullamento dell'individuo fino a farlo diventare cosa.

    Nei campi e nelle prigioni Ivan Denisovič si era disabituato a pensare a che cosa avrebbe fatto fra un giorno o fra un anno e come avrebbe mantenuto la famiglia. Per lui pensavano i capi.

    Nel campo la squadra è fatta in modo che il capo non abbia bisogno di aizzare i detenuti, ma siano i detenuti ad aizzarsi l'un l'altro. La scelta può essere solo fra un supplemento di rancio per tutti o - ugualmente - la morte per tutti.
    Ultima modifica di Fabio; 07-12-2010 alle 04:22 PM.

  2. #2
    Senior Member
    Data registrazione
    Nov 2009
    Località
    prov. di Milano
    Messaggi
    4457
    Inserimenti nel blog
    1
    Thanks Thanks Given 
    817
    Thanks Thanks Received 
    508
    Thanked in
    347 Posts

    Predefinito

    Me lo ricordo anche io come un libro molto bello, che rileggerei. Belle le pagine in cui due squadre di operai fanno a gara per terminare prima la loro parte di lavoro. Perché la dignità dell'uomo si esprime anche là dove è negata.

  3. #3
    Senior Member
    Data registrazione
    Dec 2008
    Località
    Guidonia (Roma)
    Messaggi
    198
    Thanks Thanks Given 
    0
    Thanks Thanks Received 
    0
    Thanked in
    0 Posts

    Thumbs up

    L'ho letto qualche mese fà. Mi è piaciuto.
    Ciao!

  4. #4
    Senior Member
    Data registrazione
    May 2009
    Località
    Genova
    Messaggi
    1643
    Inserimenti nel blog
    19
    Thanks Thanks Given 
    53
    Thanks Thanks Received 
    109
    Thanked in
    52 Posts

    Predefinito

    Romanzo breve, dal ritmo serrato, come sono serati e implacabili gli orari delle squadre
    di lavoro dei deportati. Scriveva Primo Levi :
    Considerate se questo è un uomo
    Che lavora nel fango
    Che non conosce pace
    Che lotta per mezzo pane


    Questa è la stessa sorte dei condannati al gulag, però in alcuni protagonisti della storia,
    sembra prevalere la voglia di lottare, uno spirito temprato dalle avversità che spinge ad andare avanti.
    Belle pagine, libro da consigliare.

  5. #5
    Member
    Data registrazione
    May 2011
    Messaggi
    49
    Thanks Thanks Given 
    0
    Thanks Thanks Received 
    0
    Thanked in
    0 Posts

    Predefinito

    Pur essendo una cronaca asciutta di una giornata di lager, il libro rende chiare le agghiaccianti (in tutti i sensi, visto il clima rigidissimo del campo di prigionia) condizioni di vita dei detenuti nei gulag stalinisti.
    Solo chi sapeva adattarsi con intelligenza e furbizia poteva sperare di sopravvivere a quell'inferno, che rappresenta sicuramente una delle pagine più nere dell'umanità.
    Secondo me un difetto del libro è che, a tratti, è noioso, soprattutto quando si sofferma minuziosamente sui lavori eseguiti dai detenuti.

  6. #6
    Member
    Data registrazione
    Feb 2012
    Località
    Bitritto (Ba)
    Messaggi
    37
    Thanks Thanks Given 
    0
    Thanks Thanks Received 
    0
    Thanked in
    0 Posts

    Predefinito

    Un libro bellissimo e che io ricordo con affetto in quanto è stato il primo libro che ho comprato e che ho letto.
    E' successo tanti anni fa, forse risale a 40 anni fa. Ora ho 59 anni e ricordo ancora quella mattina quando mio padre mi regalò 500 lire e io corsi
    al'edicolante vicino casa mia dove comprai questo libro dal nome un pò strano, pagandolo 350 lire.
    Ricordo ancora adesso che lo rilessi più volte in quanto mi commuoveva ogni volta.
    Da allora la mia libreria è arrivata a contenere circa 850 libri ma UNA GIORNATA DI IVAN DENISSOVIC sta lì ancora con tuttii suoi ricordi.

    lettore enzo

  7. #7
    Senior Member
    Data registrazione
    May 2012
    Messaggi
    2338
    Thanks Thanks Given 
    44
    Thanks Thanks Received 
    194
    Thanked in
    117 Posts

    Predefinito

    Fin dalle prime pagine di “Una giornata di Ivan Denisovic” si percepisce che non si sta leggendo una storia romanzata, ma una pagina di vita vissuta. Solzenicyn infatti l’esperienza dei campi staliniani di lavoro forzato purtroppo l’ha vissuta direttamente sulla sua pelle. La giornata di Ivan Denisovic è quindi una delle tante giornate di Aleksandr Solzenicyn. Ma a far accapponare la pelle al lettore è la consapevolezza che le persone condannate ai lavori forzati in condizioni climatiche disumane non erano efferati assassini o gente macchiata di crimini atroci. No, i tanti “Ivan Denisovic” del libro – come quelli della realtà - erano persone condannate per crimini politici, perché si opponevano al governo di Stalin, o perché durante la Seconda Guerra Mondiale avevano disertato consapevoli che la Russia non era preparata per una simile guerra. A volte addirittura non c’era neppure stata l’intenzione di disertare, semplicemente nella neve ci si era trovati abbandonati, isolati dagli altri.
    Temevo che questo libro fosse pesante, noioso ed invece - gradevolissima sorpresa - è un libro scorrevolissimo, dallo stile asciutto, diretto che tiene incollati alle sue pagine. Come dice il titolo racconta una giornata del prigioniero Sc 854 Ivan Denisovic Suchov dalle 5 del mattino quando – come tutte le mattine tranne alcune domeniche – viene buttato giù dal suo pagliericcio fino alle dieci di sera quando finalmente su quel pagliericcio riesce a tornarci per il meritato riposo. In mezzo c’è condensata tutta la vita del campo, con i suoi inconvenienti (fame e freddo in primis), con le mille astuzie imparate in tanti anni per riuscire a sopravvivere, con i soliti “furbi”, con le prevaricazioni, ma anche l’intelligenza di alcuni di darsi una mano perché solo in questo modo si ha una possibilità di venirne fuori. Colpisce molto l’atteggiamento di Denisovic, non è rassegnazione, quanto necessità di esser preparati a tutto, anche al fatto che quando arriva il giorno della liberazione quella liberazione possa non esserci, perché si è trovato qualche cavillo, pretesto per prolungare la detenzione. Allora è meglio non farsi illusioni, e cercare in ogni giornata che si vive un motivo per essere felici di quella giornata senza pensare al domani.
    Consigliato.

    “…Era trascorsa una giornata non offuscata da nulla, una giornata quasi felice.
    La pena affibbiatagli, dal principio sino alla fine, contava tremilaseicentocinquantatré giornate come quella. Per via degli anni bisestili si allungava di tre giorni ancora…
    Ultima modifica di bouvard; 06-03-2016 alle 09:48 PM.

Ti potrebbero interessare:

 

Discussioni simili

  1. Turgenev, Ivan - Padri e figli
    Da elisa nel forum Piccola biblioteca
    Risposte: 17
    Ultimo messaggio: 04-20-2017, 05:05 PM
  2. Gončarov, Ivan Aleksandrovič - Oblomov
    Da Zorba nel forum Piccola biblioteca
    Risposte: 20
    Ultimo messaggio: 06-13-2016, 04:01 PM
  3. Turgenev, Ivan - Memorie di un cacciatore
    Da Handreaar nel forum Piccola biblioteca
    Risposte: 9
    Ultimo messaggio: 05-03-2014, 04:45 PM
  4. Reitman, Ivan - Ghostbusters. Acchiappafantasmi
    Da +°Polvere di stelle°+ nel forum Piccola cineteca
    Risposte: 4
    Ultimo messaggio: 01-15-2011, 07:21 PM
  5. Reitman, Ivan - La mia super ex ragazza
    Da Fabio nel forum Piccola cineteca
    Risposte: 10
    Ultimo messaggio: 05-13-2010, 07:10 PM

Regole di scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •