Letto almeno 10 anni fa, ne conservo un bellissimo ricordo. Pur non essendo un amante delle raccolte di racconti, questo libro di Moravia è fresco, pieno di vita. Probabilmente un giorno lo rileggerò, perchè come capita spesso per i racconti brevi, i ricordi sbiadiscono ancora più velocemente dei romanzi.

Da Wikipedia:

Racconti romani è una raccolta di settanta racconti di Alberto Moravia, contenenti degli stralci di vita quotidiana, che descrivono ogni tipo di vicenda che potesse capitare a determinate persone, appartenenti a diverse classi sociali, nel secondo dopo guerra. Nel libro infatti sono descritte situazioni che riguardano il disoccupato, il povero, che cerca di migliorare la propria situazione truffando il prossimo, così come si possono trovare delle storie sulle classi emergenti. Tutte le vicende lasciano intravedere un'Italia che cerca di ricostruirsi e di lasciare alle spalle gli orrori e le delusioni create dalla Seconda guerra mondiale, vicende che fanno inoltre intravedere la prospettiva imminente del “boom economico”. Moravia in Racconti Romani riesce, attraverso la descrizione dei personaggi a dare un'idea chiara di come fosse la vita dopo la Seconda guerra mondiale. Lo scrittore dimostra una notevole capacità di osservazione, grazie alla quale riesce a inquadrare la gente e a saperne poi raccontare solamente con uno sguardo. Quest'abilità nel capire cosa spinge realmente un individuo è dovuta, come lo stesso scrittore afferma, alla tubercolosi ossea che Moravia contrae da ragazzo. La malattia lo costringe a letto per molti anni, che egli trascorreva leggendo e osservando ciò che lo circonda.