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Discussione: Il Fatto Quotidiano

  1. #1
    *MOD* Monkey Member
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    Predefinito Il Fatto Quotidiano

    Mi sembra di aver capito che Fabio era d'accordo all'inserimento dei quotidiani in questa sezione,in caso contrario può spostare la mia discussione in sede più ideale.
    Sono abbonata a questo quotidiano da quando è nato,cioè dal 23 settembre 2009 in versione pdf,quindi lo leggo sul pc ogni mattina,tranne il lunedì,giorno in cui non esce.
    Da febbraio,ogni domenica ha in allegato internamente un inserto di satira,il Misfatto,su cui scrive anche Dario Vergassola.Compro sempre la copia cartacea per leggere meglio le vignette .
    Il direttore è Antonio Padellaro,ex direttore de L'Unità,in collaborazione con Marco Travaglio,ideatore del quotidiano,il cui nome è in onore al programma tv di Enzo Biagi,Il fatto.
    Alcuni nomi dei giornalisti che vi scrivono sono Luca Telese,Beatrice Borromeo,Oliviero Beha,Peter Gomez,Furio Colombo.
    Molto importante è che NON RICEVE ALCUN FINANZIAMENTO PUBBLICO.

  2. #2
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    Non lo compro spesso, ma mi piace la loro linea editoriale...
    e poi c'è Travaglio....

  3. #3
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    E' stato il prescelto dal momento in cui ho cominciato a leggere il giornale e ho lasciato perdere la televisione...
    Ultima modifica di Denni; 07-19-2010 alle 12:51 PM.

  4. #4
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    Anch'io non lo compro spesso (più che altro perchè non sempre lo trovo), ma quando riesco lo prendo, molto bem fatto e interessante.

  5. #5
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    Citazione Originariamente scritto da Evy Vedi messaggio
    Non lo compro spesso, ma mi piace la loro linea editoriale...
    e poi c'è Travaglio....
    condivido con te Travaglio

  6. #6
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    Citazione Originariamente scritto da irididimoganoenotte Vedi messaggio
    condivido con te Travaglio

    che uomo, di una pacatezza e gentilezza uniche davvero....
    e sarebbe l'unico uomo a cui sarei disposta a far la badante

  7. #7
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    Citazione Originariamente scritto da Evy Vedi messaggio

    che uomo, di una pacatezza e gentilezza uniche davvero....
    e sarebbe l'unico uomo a cui sarei disposta a far la badante
    Quoto

  8. #8

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    Purtroppo dove abito io non riesco a trovarlo;
    in compenso c'è sempre il sito internet e anche il canale di Beppe Grillo su youtube.

  9. #9
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    Lo leggo quasi ogni giorno on-line, soprattutto perchè c'è Travaglio.
    Mi piace,anche se non sempre sono d'accordo con lui, perchè è un giornalista che non si fa scrupoli di bacchettare sia la destra che la sinistra,quindi capace di essere il più possibile imparziale.
    Si impara molto da lui in modo facile ,per la sua vena ironica e tagliente ma che va dritta
    al punto.
    Da vedere i suoi video di approfondimento del Lunedì segnalati di solito dal blog di Beppe Grillo:un es.
    http://www.youtube.com/watch?v=m1NOZrdfH3Q

  10. #10
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    Sempre segnalato dal Fatto,questo lungo monologo di Travaglio,tenuto a Marsala,in occasione del 2 Festival del "Giornalismo d'inchiesta": da ascoltare
    cercando di non farsi venire il mal di stomaco
    http://www.youtube.com/watch?v=TtZrS...eature=related

  11. #11

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    Come Minerva6 sono abbonato al giornale da prima che uscisse il primo numero e me leggo quotidianamente in versione pdf (e' comodissimo visto che viaggio parecchio all'estero per lavoro). E' l'unico giornale che non ha padroni e vive soltanto grazie ai soldi di chi lo acquista (e di qualche rarissima inserzione pubblicitaria).
    Hanno pure pubblicato qualche mia lettera....

  12. #12
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    Dal numero odierno:

    noi & loro di Maurizio Chierici
    L’11 SETTEMBRE DI ALLENDE
    Nessuno ha ricordato l’altro 11 settembre: 37 anni fa, a Santiago, moriva Salvador Allende travolto dal colpo di stato di Pinochet. Tremilatrecento persone sono state uccise dopo lo sfinimento della tortura. 400 morti in più delle Torri gemelle. Quasi un milione di cileni hanno preso la strada dell’esilio piangendo il sogno di una convivenza civile che il piccolo presidente stava costruendo “dalla parte della gente non con la dittatura del popolo”. Disegnava una democrazia diversa dalle democrazie che Washington affidava agli autocrati devoti del continente latino. Ecco perché lo
    consideravano pericoloso. L’esempio di Allende poteva anticipare la frantumazione del potere militare delle multinazionali. E la Casa Bianca si spaventa. Risolve con 12 milioni di dollari pagati dall’amministrazione Nixon e distribuiti da Kissinger (premio Nobel per la Pace ) a rivoltosi,killer o editori in monopolio come Agustin Edwards, famiglia di banchieri, proprietario e direttore del “Mercurio”, unico giornale che arriva in ogni angolo del lunghissimo paese. Edwards torna da Washington con due milioni di dollari,allora, una fortuna. Ogni giorno scatena il Mercurio, radio e Tv contro Allende con la serietà di un signore che rispetta il contratto e il suo impero si gonfia nella benevolenza di Pinochet. Kissinger prepara colpo di Stato e delitti eccellenti per eliminare intellettuali e generali fedeli alla Costituzione. Lo prepara insinuando l’immagine ipocrita di una nuova Cuba in fondo all’America. I documenti segreti che Bill Clinton distribuisce prima di lasciare la Casa Bianca, raccontano la storia esemplare del grande paese terrorizzato non dal “c o mu n i s m o ” che a parte l’isolamento cubano ha animato guerriglie perdenti e piccole élites, ma dall’idea di non controllare le risorse del subcontinente dove gli Usa regnano da quasi un secolo. Serviva una morte preventiva per raggelare gli entusiasmi di chi preferiva la democrazia. Le parole con le quali Nixon commenta il rapporto di Kony,ambasciatore Usa in Cile, non lasciano dubbi su cosa sta per succedere: “I bastardi finiranno così”. Batte la mano sul tavolo dove è aperto il piano preparato da Kissinger (seduto nella sedia accanto) per far fuori il piccolo presidente. L’Europa si indigna: ambasciate chiuse, marce nelle strade, scaricatori del porto di Genova che non scaricano le navi cilene. 37 anni dopo nessuno si arrabbia. Ricordo impallidito negli affanni quotidiani che avviliscono la sicurezza dei sessantenni
    cresciuti nelle scuole dedicate ad Allende. 187 istituti solo in Italia. Adesso, non so. E poi la voglia di seppellire gli intrighi della Guerra fredda, squadre della morte del Kgb di Putin,squadre della morte della Cia, famiglia Bush. Tanto fredda non era. Se Mosca tranquillizza con i suoi carri armati la Germania Est (1953 ). Ungheria (’57), Cecoslovacchia (‘68), gli Stati Uniti insediano in Iran “un governo amico” (1953 ),invadono il Guatemala (’54 ), Repubblica Domenicana (’65) senza contare Corea e Vietnam. In questi giorni si discute se il cinema sia più efficace della Tv nella diffusione della propaganda che esalta le buone cause.
    I sessantenni smemorati sono cresciuti con film che trasformavano in difensori del mondo libero gli 007 della Cia protagonisti che incantano Hollywood: bianco e nero di Jack Ryan, Harrison Ford a colori, in lotta con gli agenti senza pietà del Kgb.
    L’educazione sentimentale di due generazioni si è formata così. Angeli da una parte, assassini dall’altra. Ormai sappiamo che la crudeltà ha accompagnato ogni protagonista delle guerre segrete non importa la bandiera era falce e martello o stelle strisce. Cinismo delle poltrone di Mosca o del Pentagono. Allende era la speranza nel cuore di chi guardava da lontano, ma dopo tanti film e tanta Tv, i ragazzi cosa sanno?

  13. #13
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    Tra l'altro, di questo eroico-didascalico giornale, è molto interessante (atque importante, atque profonda) la pagina culturale.
    Oggi un'amica mi ha indicato - a titolo puramente esemplificativo - un intelligente ed esemplificativo exemplum:

    L’inesistenza di una cultura di destra
    Così, ieri, dopo l’inevitabile can can mediatico dell’attesa sul programma di Fazio e Saviano, l’evento televisivo si è appalesato: ha prodotto quel che era logico attendersi, un buon prodotto televisivo, e le ampiamente previste reazioni del giorno dopo, tutte nel segno della maglietta di appartenenza.

    Mi pare possa tranquillamente dirsi che siamo alle solite, la destra benpensante, quella che vota Berlusconi ma in fondo un po’ se ne vergogna, attribuisce le ragioni del successo berlusconiano alla “cultura” di sinistra, e trova in Fazio e nel fazismo l’archetipico epifenomeno del “culturame” di sinistra

    Al di là della mia personale difficoltà a considerare di sinistra Fazio, indipendentemente da quello che voti, e Saviano di destra, a voler fare un discorso un po’ più articolato, sarebbe magari il caso di interrogarsi se oggi, a prescindere da ospiti e ospitate, sia realmente possibile una televisione di sinistra: per quanto mi riguarda, credo,che la risposta non possa finire che con l’essere negativa per la stessa, mi si perdoni il cascame culturale, ontogenesi della televisione italiana.

    A fronte di una televisione implicitamente già di destra, la questione pare piuttosto essere allora l’esistenza, in una buona fetta di società italiana, di una sorta di riflesso pavloviano, per cui al primo sentire la parola cultura, si mette automaticamente mano alla fondina.

    Ora, nello specifico, mi risulta abbastanza difficile pensare il medium televisivo come fosse l’espositore di un museo (che è poi esattamente la formula del talk-show di ambizioni culturali), ma il problema è che gli unici due tentativi di inventare una cultura televisiva in luogo di una televisione della cultura – e mi riferisco alla Rai Tre di Guglielmi e alla Italia 1 di Freccero - hanno fatto la fine delle streghe nel medioevo, e questo nonostante il grande successo di pubblico; e guarda caso, in genere, la reazione suscitata all’epoca nei benpensanti di ogni età era stata la stessa che oggi suscita il pur antipodico Fazio, di fastidio, quand’anche non di aperta avversione: la qual cosa, mi sembra, dà conto sufficiente della buona fede di certe critiche.

    Il problema, quindi, a voler essere proprio schietti, non pare francamente quello della cultura di sinistra (tenuto conto poi che la cultura, almeno in parte, è necessariamente elitaria) quanto piuttosto quello della totale inesistenza almeno in Italia di una cultura di destra (personalmente non so se dipendente dal successo della gramsciana politica della egemonia culturale, o dalla consapevolezza della sostanziale autosufficienza ed autoreferenzialità insita nel pensiero di destra).

    Appena si esce fuori dallo stretto recinto della riflessione economica, trovare l’ombra di un cascame culturale conservatore diventa impresa disperata, circostanza forse riportabile alla delega in bianco attribuita, alla bisogna, alla dissertazione catechistica della Chiesa Cattolica – e, da questo punto di vista, estremamente illuminante appare il fenomeno degli atei devoti-. che però contribuisce a fare della destra italiana una delle più antimoderne d’Europa.

    In sintesi l’italiano di destra sentendo la parola ‘cultura’ vede rosso come il toro nell’arena, e finisce col chiudersi a riccio, mostrando una reazione tutta, e solo, di pancia, totalmente scevra da un’analisi puntuale del reale valore delle manifestazioni che si trova davanti; così può succedere di dover sentire giudizi francamente risibili di fronte al Benigni da catalogo dapontiano della canzone su Berlusconi: un momento di teatro talmente anarchico e liberatorio da trascendere del tutto il qui ed ora della situazione politica.

    Il sospetto, allora, al tirar delle somme è uno, la cultura, quando è realmente tale nella sua analisi dei meccanismi dati è fatalmente ed inevitabilmente, se non di sinistra, certo eversiva e dunque: potrà mai piacere alla destra codina?


    Credo questa fantasia sia di tale Marcello Andreozzi. Spero voi abbiate potuto apprezzare la lucidità, l'ampiezza di vedute, la lungimiranza e, forse, finanche la profeticità oracolare, piziatica, del testo riportato. Da sottolinear anche la (personale) marchiana gran conoscenza storica e storico-letteraria che l'autore lascia trasparire.

  14. #14

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    Citazione Originariamente scritto da Mizar Vedi messaggio
    Spero voi abbiate potuto apprezzare la lucidità, l'ampiezza di vedute, la lungimiranza e, forse, finanche la profeticità oracolare, piziatica, del testo riportato. Da sottolinear anche la (personale) marchiana gran conoscenza storica e storico-letteraria che l'autore lascia trasparire.
    Caro, ma tu sei un destro codino? carino!!!!

  15. #15
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    Mi avete fatto venire voglia di comprarlo.
    Ma chi è quella carina donzella accanto a Travaglio, a sinistra, nella foto?
    Interessante l'articolo postato da Mizar. Proprio ieri pensavo: ma possibile che non ci sia una cultura di destra? Ed è possibile che tutte le volte che c'è un comico che si esibisce (che contesta), uno scrittore che scrive (che contesta), un filosofo che parla (che contesta), ecc., in fondo in fondo si va sempre a pensare che sia un comunista, oppure che sia di sinistra, e mai invece che sia di destra? Mi viene allora in mente il film "Cosmonauta", di qualche anno fa, dove Luciana, bambina di nove anni, in risposta a un'ordine ricevuto, che non vuole eseguire, ribellandosi dunque ai genitori, dice con enfasi: "io sono comunista!"

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