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I malavoglia

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Discussione: Verga, Giovanni - I malavoglia

  1. #31
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    L'ho letto molti anni fa, più che altro ricordo il peso di una lettura che mi intristì, ma ero molto giovane

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  • #32
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    L'ho letto a scuola: classica lettura forzata e non mi era piaciuto per niente. Poi dopo qualche anno l'ho riletto e ho scoperto un libro stupendo ed un autore meraviglioso.

  • #33
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    Letto a scuola....Verga non mi è mai piaciuto..nemmeno le novelle....non credo riuscirei a riprenderlo per vedere se era solo l'effetto scuola!!!!

  • #34
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    Guarda...anche io non l'avrei mai detto...eppure quando ho riletto i Malavoglia non ci potevo credere che la prima volta non mi fosse (per niente) piaciuto.

  • #35

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    La tristezza della storia ti coinvolge in modo incredibile...

  • #36
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    Aggiunto alla wish! ma dovrà aspettare anche questo...

  • #37
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    Opera complessa, fortemente innovativa nel panorama letterario italiano d’allora. La tecnica dell’impersonalità, cioè la riproduzione quanto più possibile accurata della mentalità e del parlato popolare, permette all’autore di “scomparire” quasi nel libro, come se questo, secondo i canoni del Verismo, si fosse fatto da sé.
    Il che in effetti è solo un’illusione, perché anche le scelte apparentemente più distaccate di un artista sono sempre scelte, e qualsiasi forma egli decida di dare ad un’opera questa è pur sempre un frutto del suo modo, necessariamente soggettivo, di vedere le cose. Così, nonostante Verga sembri limitarsi a registrare impassibilmente la storia dei Malavoglia e di Aci Trezza, vengono fuori il suo pessimismo di fondo, la sua sfiducia nello istituzioni statali ma anche nelle idee politiche più “di sinistra” (lo speziale è sì repubblicano, ma è un inconcludente che si limita a predicare e ha paura anche della moglie), e contemporaneamente la sua profonda pietà per i “vinti” dalla vita e la sua fede in un unico valore superstite: quello del focolare, degli affetti domestici, del pascoliano “nido”. La “colpa” del giovane ‘Ntoni, il vero vinto del romanzo, è proprio quella di aver abbandonato la famiglia.
    Ma nonostante ciò egli è il personaggio più interessante del romanzo secondo me, e forse il più “sentito” da Verga, perché in lui vive potentemente la disperazione di chi non ha nulla e si vede costretto a lavorare tutta la vita per rimanere sempre povero. E davvero il libro è la tragedia della povera gente, tanto più flagrante proprio perché registrata da Verga con apparente imparzialità e freddezza, sia quando è la natura ad accanirsi contro gli sventurati Malavoglia, sia quando sono gli uomini (gli avari creditori e ancor di più quello Stato che porta Luca a morire combattendo dei nemici che ad Aci Trezza “non si sapeva neanche chi fossero” e poi si “dimentica” di avvertire la sua famiglia).
    Un limite del libro potrebbe essere questo accanimento un po’ eccessivo della malasorte contro i protagonisti, come pure l’uso smodato dei proverbi e le descrizioni forse un po’ troppo lunghe e dettagliate delle piccole beghe del Paese, specie quelle fra comari.
    Ma nel complesso il tono non è monotono, anzi Verga sa toccare corde di grande liricità nei personaggi di Mena ed Alfio e di profonda commozione umana per i due ‘Ntoni e la Longa.
    Libro non semplice ma molto bello.
    Ultima modifica di Masetto; 07-30-2009 alle 11:03 PM.

  • #38
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    Citazione Originariamente scritto da Dorylis Vedi messaggio
    A me è piaciuto molto! L'ho letto in 2 giorni.. Avevo un'edizione che spiegava le parole in siciliano con delle note .. Sicuro che nn sia x qs che nn ti è piaciuto? x il dialetto siciliano?
    ti stimo... io l' ho abbandonato a metà.. sarà perchè non capivo una parola.. telefonavo a mia nonna per chiederle in continuazione le parole, solo che lei è napoletana non siciliana !!!

  • #39

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    Commentare i Malavoglia è come toccare un testo sacro, i romanzi di Verga sono un caposaldo della letteratura italiana, leggerli significa non solo arrichire il proprio bagaglio culturale ma anche acquisire una maggiore sensibilità, in essi la realtà è rappresentata in tutta la sua crudezza, senza violenze o scene erotiche, la dimensione è superiore a qualsiasi genere contemporaneo, il mondo dei Malavoglia sta lì come una condanna sociale, i personaggi sono veri e a volte commoventi, nel loro vissuto così lontano dalla vita contemporanea, peccato che la scuola abbia rovinato il gusto di leggere Verga!

  • #40
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    Citazione Originariamente scritto da mariangela rossi Vedi messaggio
    peccato che la scuola abbia rovinato il gusto di leggere Verga!
    quello è vero, ogni libro che ho letto a scuola, riletto poi a casa senza l' obbligo di dover farci sopra un tema o una relazione mi è piaciuto molto di più..

  • #41
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    E' proprio vero che quando ti obbligano a leggere un libro, specialmente se a farlo è un professore, non si riesce ad apprezzare ciò che stai leggendo...
    Avevo voglia di leggere un classico trovo in casa una vecchia edizione scolastica de "I Malavoglia" e mi decido... lo leggo!
    A scuola non mi era piaciuto per niente! Ora credo che sia uno dei libri più belli e commoventi che abbia mai letto!
    Credo di non aver mai pianto leggendo un libro, con "I Malavoglia" l'ho fatto!
    Onore a Verga!!!!!!

  • #42
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    Devo dire che io ho avuto la fortuna di poterlo apprezzare al liceo,grazie ad una fantastica professoressa che sapeva far amare i libri a tutti (a me non serviva,ero già amante,ma fa sempre piacere trovare un insegnante che sa rendere affascinante ogni lettura ).
    Mi sono fatta coinvolgere dalla descrizione dei vari personaggi e mi sono commossa per la loro sorte,ancora oggi non posso dimenticare la "casa del nespolo" (anche xchè ne ho uno molto grande davanti casa mia ).

  • #43
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    A scuola, nonostante fosse obbligatorio non lo lessi. Poi data la mia passione per le saghe familiari in genere me lo sono letto per mia volontà. E nonostante la difficoltà del dialetto, dei personaggi che a volte vengono chiamati con due soprannomi diversi, complessivamente l'ho trovato un romanzo di altissimo livello. Certo non ha le atmosfere magiche delle saghe sudamericane e nemmeno la complessità dei Buddenbrook per fare un esempio europeo. Allo stesso modo però i personaggi della famiglia riescono lo stesso ad entrare nelle simpatie del lettore. Voto 4/5

  • #44
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    Io l'ho concluso quasi una settimana fà...all'inizio ero scettica quando la nostra insegnante ha deciso di farcelo leggere durante le vacanze perchè tutti ne hanno sempre parlato male, ma nonostante ciò l'ho letto e devo dire che è tutto il contrario di quello che dicono. La sventurata storia di questa famiglia mi ha coinvolto, soprattutto il personaggio di Mena. 10+

  • #45
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    L'ho letto dopo il diploma, presa da una passione x i classici e ricordo che quella tristezza che accompagna tutto il romanzo mi era piaciuta molto. Oggi però non so se lo rileggerei.

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