Cornwell, Patricia - Calliphora

isola74

Lonely member
È impossibile, nella carriera di un detective, dimenticare il disordinato, incessante movimento delle mosche necrofaghe su un cadavere umano: uno spettacolo orribile che prima o poi un poliziotto è costretto a contemplare. Adesso le mosche Calliphora potrebbero essere un lontano ricordo per Kay Scarpetta che, lasciati Richmond e l'Istituto di medicina legale della Virginia, si è trasferita in Florida: un lavoro da consulente free lance, decisamente più tranquillo. Ma gli spettri, si sa, ritornano.

Il libro prende il nome dalla Calliphora vicina, una mosca che depone le proprie uova nelle ferite aperte e sui cadaveri di cui si nutre, contribuendo cosi' alla loro decomposizione. Ma le mosche compaiono poche volte nella trama , quindi non mi sembra un titolo molto indovinato.
Per quanto riguarda il romanzo in sè, diciamo che è, al solito, scorrevole e di piacevole lettura (soprattutto adatta all'estate...:wink:) ma ormai mi sembra che la Cornwell stia perdendo un po' di mordente rispetto ai primi libri. Kay Scarpetta sembra essersi presa una pausa e non c'è traccia delle indagini elaborate a cui ci ha abituati. Spesso la storia si trascina a stento e, soprattutto, il finale irrompe all'improvviso, quasi senza suspance.
Promosso, ma con una sufficienza "stentata".
 
Ultima modifica di un moderatore:

albertodiprima

New member
patricia cornwell a me piace molto debbo ancora leggere "il libro dei morti" e "predatore"
ho letto solo "kay scarpetta".
 

Ira

Retired member
Il peggiore della Cornwell - Troppi personaggi, troppe situazioni, finale raffazonato - Brutto
 
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