Questo breve romanzo scritto in forma di diario raccoglie i ricordi di un impiegato delle ferrovie; in effetti non c'è una vera trama, ma solamente la resa di una psiche malata, debole e tormentata, di un uomo che non riesce ad addattarsi al mondo ed è vittima di manie di persecuzione e nevrosi... lo stile di Tozzi è sempre lo stesso, cioè essenziale, scarno, semplice, crudo. Questo breve inquietante scritto di Tozzi si potrebbe riassumere nella frase di Sartre "L'inferno sono gli altri".
Non ci si aspetti da Tozzi denuncia sociale o un racconto realistico: è solo il rendiconto di una psiche sconvolta che vive la realtà come un incubo, fedele resa della mente sconvolta dello sfortunato autore.