Ritorna in questo romanzo Leo Demidov, il protagonista del precedente romanzo Bambino 44. Leo, ex agente della Sicurezza di Stato ha ottenuto l'incarico di fondare a Mosca un Dipartimento Omicidi, si impegna a fondo nelle indagini che capitano e nel costruirsi una nuova vita accanto alla moglie Raisa e a due bambine da loro adottate.
Purtroppo la pubblicazione da parte di Chruscev di un Rapporto in cui vengono denunciati i crimini dell'epoca staliniana, mette Leo , in qualità di ex agente, e la sua famiglia al centro di una pericolosa vendetta.
Leo sarà cosi costretto per salvare se stesso e i sui cari a passare dal gulag siberiano della Kolyma, alla Budapest messa a ferro e fuoco dalla sanguinosa rivolta ungherese.
Bel romanzo, ideale seguito di Bambino 44, in cui l'attenzione non è solo incentrata sulla trama d'azione, ma anche sui tentativi da parte di Leo di riscattare la sua vita passata , ma soprattutto sul quadro storico : vengono ricordati i tradimenti, le delazioni, la vita nei gulag e , in conclusione, la rivolta ungherese.
Mi ha comunque convinto meno rispetto al primo romanzo, se l'aspetto storico è sempre interessante , la storia tende ad essere un pò troppo frenetica con tutti i cambiamenti di scenari.