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Discussione: Esenin, Sergej - Confessione di un teppista

  1. #1
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    Predefinito Esenin, Sergej - Confessione di un teppista

    Confessione di un teppista
    Non a tutti è dato cantare,
    E non tutti possono cadere come una mela
    Sui piedi degli altri.
    Questa è la più grande confessione,
    Che mai teppista possa rivelarvi.
    Io porto a bella posta la testa spettinata,
    Lume a petrolio sopra le mie spalle.
    Mi piace illuminare nelle tenebre
    L’autunno spoglio delle vostre anime.
    E mi piace quando una sassaiola di insulti
    Mi vola contro, come grandine di rutilante bufera,
    Solo allora stringo più forte tra le mani
    La bolla tremula dei miei capelli.

    È così dolce allora ricordare
    Lo stagno erboso e il suono rauco dell’ontano,
    Che da qualche parte vivono per me padre e madre,
    Che se ne fregano di tutti i miei versi,
    E che a loro sono caro come il campo e la carne,
    Come la pioggia fina che rende morbido il grano verde
    [a primavera.
    Con le loro forche verrebbero a infilzarvi
    Per ogni vostro grido scagliato contro di me.

    Miei poveri, poveri contadini!
    Voi, di sicuro, siete diventati brutti,
    E temete ancora Dio e le viscere delle paludi.
    O, almeno se poteste comprendere,
    Che vostro figlio in Russia
    È il più grande tra i poeti!
    Non vi si raggelava il cuore per lui,
    Quando le gambe nude
    Immergeva nelle pozzanghere autunnali?
    Ora egli porta il cilindro
    E calza scarpe di vernice.

    Ma vive in lui ancora la bramosia
    Del monello di campagna.
    Ad ogni mucca sull’insegna di macelleria
    Da lontano fa un inchino.
    E incontrando i cocchieri in piazza,
    ricorda l’odore del letame dei campi nativi,
    Ed è pronto a reggere la coda d’ogni cavallo,
    come fosse uno strascico nuziale.

    Amo la patria!
    Amo molto la patria!
    Anche con la sua tristezza di salice rugginoso.
    Adoro i grugni infangati dei maiali
    E nel silenzio della notte, la voce limpida dei rospi.
    Sono teneramente malato di ricordi infantili,
    Sogno delle sere d’aprile la nebbia e l’umido.
    Come per scaldarsi alle fiamme del tramonto
    S’è accoccolato il nostro acero.
    Ah, salendo sui suoi rami quante uova,
    Dai nidi ho rubato alle cornacchie!
    È lo stesso d’un tempo, con la verde cima?
    È sempre forte la sua corteccia come prima?

    E tu, mio amato,
    Mio fedele cane pezzato?!
    La vecchiaia ti ha reso rauco e cieco
    Vai per il cortile trascinando la coda penzolante,
    E non senti più a fiuto dove sono portone e stalla.
    O come mi è cara quella birichinata,
    Quando si rubava una crosta di pane alla mamma,
    e a turno la mordevamo senza disgusto alcuno.

    Io sono sempre lo stesso.
    Con lo stesso cuore.
    Simili a fiordalisi nella segale fioriscono gli occhi nel viso.
    Srotolando stuoie d’oro di versi,
    Vorrei dirvi qualcosa di tenero.

    Buona notte!
    A voi tutti buona notte!
    Più non tintinna nell’erba la falce dell’aurora…
    Oggi avrei una gran voglia di pisciare
    Dalla mia finestra sulla luna.

    Una luce blu, una luce così blu!
    In così tanto blu anche morire non dispiace.
    Non m’importa, se ho l’aria d’un cinico
    Che si è appeso una lanterna al sedere!
    Mio buon vecchio e sfinito Pegaso,
    M’occorre davvero il tuo trotto morbido?
    Io sono venuto come un maestro severo,
    A cantare e celebrare i topi.
    Come un agosto, la mia testa,
    Versa vino di capelli in tempesta.

    Voglio essere una vela gialla
    Verso il paese per cui navighiamo.
    Ultima modifica di franceska; 09-15-2010 alle 03:01 PM.

  2. The Following User Says Thank You to franceska For This Useful Post:


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  • #2
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    Predefinito

    dimenticavo di dire che questa poesia di esenin ha ispirato la meravigliosa canzone "confessioni di un malandrino" di angelo branduardi

  • The Following User Says Thank You to franceska For This Useful Post:


  • #3
    Victorian lady
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    Predefinito

    Non conoscevo questo poeta, ho letto la sua biografia, una vita breve e tormentata.


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