Il romanzo racconta la vita di due sorelle americane, Sarah ed Emily Grimes,
che si dipana dai primi anni '30 alle soglie dei '70 del Novecento.
Figlie di genitori separati, hanno due caratteri e personalità
completamente diverse: Sarah più solare, spigliata, fantasiosa, anche
più bella ma "convenzionale"; Emily riservata, chiusa, spigolosa nelle forme
e sicuramente più indipendente, uno spirito libero.

Le due sorelle cambieranno molto col trascorrere degli anni:
cambieranno aspetto, cambieranno case, cambieranno lavoro, cambieranno uomini...
cambieranno...
il loro rapporto rimarrà invece sempre lo stesso... più o meno...
un rapporto immortalato in una istantanea, quella della parata di Pasqua di tanti anni prima...

Va riconosciuta subito a questo autore la capacità di scrivere:
sintetico, preciso, puntuale, senza fronzoli eppure così completo, esaustivo, fornendo tutte le informazioni e i dettagli che interessano il lettore.
Yates confeziona un romanzo che sembra proprio una commedia ma che ha l'anima, lo spirito di una tragedia. La sua è la perfetta rappresentazione della sconfitta,
la sconfitta dell'uomo americano... un uomo condannato all'illusione,
alla solitudine, alla paura, destinato a soccombere al cospetto della vita
essenzialmente per l'incomunicabilità con i suoi simili...
Detto questo, sembrerebbe Easter Parade un libro triste, pesante, arcigno...
invece non lo è perchè Yates lo "decora" con umorismo, lo "cesella" con situazioni grottesche che nascondono la compassione di cui è intriso...
il suo, se vogliamo, è un "umorismo doloroso" teso soprattutto a sfatare il
mito americano che proprio stenta a riconoscere.

Buon libro, pieno di riferimenti autobiografici e che suscita un riso che
progressivamente diventa amaro, fino quasi a commuovere...