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Discussione: L'ignoranza è una colpa.......?

  1. #1
    b
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    Predefinito L'ignoranza è una colpa.......?

    "(....) l'uomo ha il dovere di sapere. L'uomo risponde della propria ignoranza. L'ignoranza è una colpa. (....)"
    M. Kundera, Amori ridicoli, pag. 107, Adelphi

    E secondo voi....?
    E' davvero cosi?
    Che cosa ne pensate riguardo l'ignoranza?
    E soprattutto ci scusa o acusa nei nostri comportamenti, l'idee, visioni.....?

    Mi piacerebbe sentire la vostra.

  2. #2
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    Che dire nicole, purche' non si combini con la stupidita', allora si che puo' essere irritante

    "piu' so, piu' so di non sapere"

  3. #3
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    interpreto arbitrariamente le parole di Kundera e ritengo che la colpa riferita all'ignoranza sia quella di chi dovrebbe sapere e fa finta di non vedere, penso ai Gulag e ai campi di sterminio e a tutte le atrocità piccole e grandi che si consumano sotto i nostri occhi e faccimao finta di non vedere, di non sapere, di non capire.

    per l'altra ignoranza, quella filosofica, non c'è colpa ma solo beatitudine

  4. #4
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    Da qualche parte ho letto che:"L'ignoranza è la cosa più comoda dopo il divano di casa mia"

    Comunque,penso che l'ignoranza di cui parla Kundera sia,come dice elisa,la nostra volontaria ignoranza,non vogliamo ne sapere ne vedere,verso gli altri.
    Per la legge l'ignoranza non è ammessa,un individuo deve sapere,deve informarsi,non è scusato.
    Ma poi,chi ignora,sà di ignorare?!

  5. #5
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    Anche io credo che l'ignoranza colpevole sia quella "voluta", a prescindere poi dal fatto che sia verao meno... uhm.....mi spiego: penso che sia colpevole sia chi fa solo finta di non sapere perchè gli fa comodo (vedi gli esempi di elisa), sia chi davvero non sa ma potrebbe sapere e non si impegna minimamente per farlo (in qualsiasi campo...)
    l'intelligenza è un dono e va usata

  6. #6
    CON LA "C"
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    L’ignoranza, secondo me, non può mai essere una colpa se non intacca le proprie competenze. Nel caso che ha citato Elisa non si tratta di ignoranza, dato che il presupposto dell’ignorante è di non sapere, e non di far finta.
    Ad esempio io sono ignorante in moltissime cose, ma non credo di ledere nessuno con ciò che non so e non mi interessa. A che mi servirebbe indottrinarmi sulla fusione e fissione di nuclei atomici, o sull’orografia del Burkina Faso. Certo, mi piacerebbe saperlo, ma il non saperlo non può considerarsi una colpa.
    Credo che, come afferma Kundera, abbiamo l’obbligo di colmare la nostra ignoranza su ciò che ci riguarda e ci appartiene: lavoro, studio, interessi ecc. per non trasformarci da ignoranti, inconsapevoli e perciò compresi, su ciò che non ci compete, a stupidi consci e doppiamente stupidi (nonché pericolosi) nel caso opposto (un attimo che devo capirmi ...). Tipo un ingegnere “ignorante” nella sua materia che calcola le misure per la costruzione di una diga, o di un chirurgo, un insegnante, un falegname, ecc.

  7. #7
    Σκιᾶς ὄναρ ἄνθρωπος.
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    No, non è affatto un colpa. Al massimo, io credo, è stupidità.
    Chi sia dotato di tutte le facoltà necessarie, e, pur avendole, non le eserciti nella conoscenza, onde in seguito poter giustificare un'opinione, è, per come la vedo io, un perfetto idiota. E' quegli che, difatti, possiede gli strumenti ma non sa cosa farsene. Su questo non v'è delitto e non può esservi colpa.

  8. #8
    CON LA "C"
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    Citazione Originariamente scritto da D= i Vedi messaggio
    No, non è affatto un colpa. Al massimo, io credo, è stupidità.
    Chi sia dotato di tutte le facoltà necessarie, e, pur avendole, non le eserciti nella conoscenza, onde in seguito poter giustificare un'opinione, è, per come la vedo io, un perfetto idiota. E' quegli che, difatti, possiede gli strumenti ma non sa cosa farsene. Su questo non v'è delitto e non può esservi colpa.
    Sarebbe bello, ma pur avendo tutte le facoltà necessarie, non si può sapere tutto

  9. #9
    Σκιᾶς ὄναρ ἄνθρωπος.
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    Citazione Originariamente scritto da franceska Vedi messaggio
    Sarebbe bello, ma pur avendo tutte le facoltà necessarie, non si può sapere tutto
    E' il cruccio più grosso per D, Francesca.
    Ma non mi si faccia così sprovveduto
    Chi sia dotato di tutte le facoltà necessarie, e, pur avendole, non le eserciti nella conoscenza, onde in seguito poter giustificare un'opinione
    Non tutti possiamo parlare di tutto, è stato detto e siamo d'accordo. Chi voglia disquisire di fisica nucleare, trascurando persino le nozioni minime, non è colpevole di alcunché; per me al massimo è un idiota. Questo perché ad avere opinioni siamo buoni tutti, ma appunto non basta.

  10. #10

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    Le affermazioni di Kundera sull'ignoranza e la sua inescusabilità sono solitamente calate in un contesto storico ben preciso. Ricordo la tesi sul comunismo e il mito di Edipo, esposta sotto forma di lettera opinionista in L'insostenibile leggerezza dell'essere. Là si sosteneva che i politici responsabili della disfatta di un Paese dovrebbero (metaforicamente) cavarsi gli occhi e auto-esiliarsi, inorriditi da se stessi e dalle conseguenze delle loro decisioni, dalla società. Peraltro, lo stesso protagonista cambio opinione nel corso del libro e arriva a sostenere l'esatto opposto, è bestiale incolpare qualcuno per qualcosa che non poteva conoscere né prevedere.

    La tematica è molto affascinante. Personalmente, sono contraria a stigmatizzazioni e capri espiatori in generale. Tuttavia, ho la sensazione, odiosa, che oggigiorno la classe politica usi la carta dell'ignoranza per deresponsabilizzarsi in ordine a qualsiasi cosa.
    Istintivamente, voglio poter pensare che , se deresponsabilizzazione può esserci, questa deve provenire quantomeno da altro soggetto che non il "deresponsabilizzando"..in particolare dal soggetto che ha subito le conseguenze della gestione politica. I politici dovrebbero avere l'umiltà e la coscienza di non pretendere l'assoluzione morale del popolo, ma di chiederla, in ginocchio, capo chino. Guidare un paese non è mai stato facile, non è mai stato compito "leggero". Chi ne è investito, chi si assume un tale ruolo, è già "condannato", in certo senso, sin dall'inizio. E' impensabile uscirne puliti, con una autoproclamazione di innocenza perché "ma io non sapevo!". Eliminare la responsabilità morale significa eliminare la percezione di "essere alla guida di qualcosa". E tutti immaginiamo senza problemi quale fine attende una cosa (un Paese!) che si muove senza una guida, senza una coscienza di responsabilità.

    D'altro canto, mi accorgo anche che nel popolo, nei singoli componenti di un Paese, nel nostro, per esempio, non esiste più il senso di pietà umana, compassione. Una mancanza che preclude persino la possibilità di un perdono. Il che costituisce una sorta di odiosa deresponsabilizzazione, allo stesso modo. Quando ci dimentichiamo di appartenere ad una collettività di "uomini", fatta da uomini, guidata da uomini, e perdiamo il nostro senso di "umanità", non possiamo pretendere nemmeno un fantasma, o un'ombra, di giustizia. Per dirla alla Checov, "e non è ridicolo pensare alla giustizia quando ogni violenza viene accolta dalla società come una necessità ragionevole e conveniente e ogni atto di clemenza, per esempio una sentenza di assoluzione, suscita l'esplosione di un sentimento d'insoddisfazione e di vendetta?".

    Credo che per liberarsi dall'accusa di ignoranza, ma anche per accusare qualcuno di ignoranza, serva maggiore responsabilità, coscienza di appartenere ad una collettività. Però io non ne vedo, qualche volta la leggo nei libri, difficilmente la noto intorno a me, nella mia collettività. Anzi, mi piacerebbe conoscere, un giorno, a quale collettività appartengo, veramente.

    Insomma, i tempi stanno decadendo e non c'è più nemmeno la mezza stagione.

  11. #11
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    Predefinito neanche gli dei

    Citazione Originariamente scritto da D= i Vedi messaggio
    No, non è affatto un colpa. Al massimo, io credo, è stupidità.
    Chi sia dotato di tutte le facoltà necessarie, e, pur avendole, non le eserciti nella conoscenza, onde in seguito poter giustificare un'opinione, è, per come la vedo io, un perfetto idiota. E' quegli che, difatti, possiede gli strumenti ma non sa cosa farsene. Su questo non v'è delitto e non può esservi colpa.
    Citazione Originariamente scritto da D= i Vedi messaggio
    (...) Non tutti possiamo parlare di tutto, è stato detto e siamo d'accordo. Chi voglia disquisire di fisica nucleare, trascurando persino le nozioni minime, non è colpevole di alcunché; per me al massimo è un idiota. Questo perché ad avere opinioni siamo buoni tutti, ma appunto non basta.

    Il sottolineato credo sia quanto di più sensato io abbia letto da svariati lustri a questa parte. Sul resto invece, credo di dissentire profondamente.

    Esiste, a parer mio, la stupidità colpevole dell'incapacità di concepire la sublime arte del silenzio, del tacere, quando non si sa di cosa si parla, almeno per nozioni minime appunto. Il minimo di decenza.

    Non sono certo io, non nelle pagine di questo forum almeno spero, a dover spiegare che le parole una volta dette stan lì, come macigni. E che ripetute molte volte, da molte voci, possono arrivare ad avere forza immaginabile e micidiale, aprendo baratri dove milioni di vite possono sprofondare in un attimo. Proprio così, basta un attimo di distrazione.

    In questo, nell'incapacità di tacere e voler dire, semplicemente perchè si può, ad ogni costo la propria su tutto, senza avere, o almeno onestamente ritenere di avere, un minimo di prepaparazione a supporto, io ravviso colpa eccome, ed inaccettabile.

    Di quella stupidità insomma in merito alla quale Schiller sconsolatamente osservava: "Contro la stupità neanche gli dei possono nulla".

    Le parole più disperate che siano mai state scritte.
    Ultima modifica di Zefiro; 09-27-2010 alle 01:22 AM.

  12. #12
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    A mio avviso, no. L'ignoranza, in generale, non può essere una colpa. Lo è nei vari settori di appartenenza. Mi spiego... Ignorante è chi ignora. Che manca di conoscenza di un certo sapere.
    Quindi colui che si manifesta ignorante nel proprio sapere; un medico,un avvocato,un insegnante,ma anche un tecnico…e oltre, è colpevole e condannabile.

    Ad ogni modo odio l’ignorante che manchi d’umiltà. Quello per me è il vero idiota.

  13. #13
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    Più che altro, bisognerebbe vedere cos'è una colpa.
    Ponendo che in qualche modo implichi il recare danno a ciò che circonda, dubito fortemente che l'ignoranza possa essere causa scatenante. Al massimo può concorrere, ma dove mancano da una parte predisposizione a offendere e dall'altra predisposizione a subire, la colpa perde significato e l'ignoranza resta un mero fatto.

  14. #14
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    Citazione Originariamente scritto da Zefiro Vedi messaggio
    (...)

    Esiste, a parer mio, la stupidità colpevole dell'incapacità di concepire la sublime arte del silenzio, del tacere, quando non si sa di cosa si parla, almeno per nozioni minime appunto. Il minimo di decenza.(...)
    In questo, nell'incapacità di tacere e voler dire, semplicemente perchè si può, ad ogni costo la propria su tutto, senza avere, o almeno onestamente ritenere di avere, un minimo di prepaparazione a supporto, io ravviso colpa eccome, ed inaccettabile.

    (...).
    Sono pienamente d'accordo. Infatti in un certo modo è proprio questa la mancanza di unmiltà alla quale mi riferivo.

    Si può essere ignoranti e, sebbene oggi ci siano molti mezzi per sapere, non esserne "colpevoli". Ma quando un ignorante ha la presunzione di "sapere", beh! quello non lo tollero. Deve avere almeno (uso una tua parola Zefiro) la decenza di stare zitto.

    Niente è più terribile di un'ignoranza attiva. (Goethe)

  15. #15
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    Citazione Originariamente scritto da asiul Vedi messaggio
    Niente è più terribile di un'ignoranza attiva. (Goethe)
    Uh! Questa non la conoscevo. Notevolissima...

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