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Discussione: Fruttero & Lucentini - La donna della domenica

  1. #1
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    Predefinito Fruttero & Lucentini - La donna della domenica

    L'architetto Garrone, personaggio che conduce una vita di squallidi espedienti a margine della Torino "bene",viene trovato ucciso con il cranio sfondato da un fallo di pietra. Il commissario Santamaria indaga sull'omicidio. A partire da questo fatto di cronaca si snoda davanti al lettore la vita della borghesia piemontese negli anni '70 fra vizi, ipocrisia, comicità, dame snob dell'alta società, poliziotti e industriali. Romanzo questo capostipite del giallo italiano.
    La lingua è colta e raffinata, l'ironia dirompente e acuta. E' un vero piacere godersi vocaboli ormai obsoleti, che la letteratura odierna ormai spesso ignora. Avete notato quanto la lingua si sia impoverita ultimamente, "assottigliata"? Dovremmo cercare di sforzarci ad usare sinonimi, sotterrare parole dall'oblìo, arricchire il nostro linguaggio quotidiano. Sarebbe una vera voluttà.
    Ho visto due volte quest'anno nella trasmissione Che tempo che fa Fruttero, per la pubblicazione di Mutandine di chiffon e mi ha colpita molto la sua età portata con tanta disinvoltura e dignità, la sua ironia e autoironia pungente. Mi è venuta voglia di leggere un suo libro e sto quindi leggendo La donna della domenica. Man mano, mi sto ricordando il film del 1975 con Jacqueline Bisset e Jean-Louis Trintignant; ebbe un grande successo di pubblico. Per fortuna, non mi ricordo come va a finire! Continuo a leggere!
    Ultima modifica di mame; 05-24-2011 alle 04:47 PM.

  2. #2
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    Al contrario, io sono rimasta sbalordita proprio dalla pessima qualità del linguaggio. Congiuntivi e condizionali spazzati via da un ciclone. Da questo punto di vista questo libro sembra scritto due giorni fa. I vocaboli in disuso saranno quattro o cinque in tutto il testo. Come giallo è così così. I personaggi sono un tantino antipatici. Mi sono chiesta se il successo del libro quarant'anni fa non sia stato per caso dovuto alla "scandalosa" messa in scena di tradimenti coniugali e di una coppia omosessuale, che all'epoca saranno stati decisamente trasgressivi. Per il resto, non mi è sembrato affatto un libro senza il quale si viva peggio.

  3. #3
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    Confermo il mio giudizio "parziale" lasciato altrove sul Forum: un libro delicato, scritto in punta di penna, terribilmente ironico e cinico quanto basta. Non vuole essere un giallo avvincente, sebbene la trama sia comunque ben congegnata; uno spaccato di una Torino che forse non c'è più ma che molto probabilmente c'è ancora. Credo che i due autori si siano alquanto divertiti a scriverlo nella speranza che il loro divertimento passasse dalle pagine del romanzo al lettore; nel mio caso l'obiettivo è stato raggiunto.

  4. #4
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    uhm... mi incuriosite! l'ho preso per Natale usato... credo che lo leggerò a breve!!

  5. #5
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    Citazione Originariamente scritto da jeanne Vedi messaggio
    L'architetto Garrone, personaggio che conduce una vita di squallidi espedienti a margine della Torino "bene",viene trovato ucciso con il cranio sfondato da un fallo di pietra. Il commissario Santamaria indaga sull'omicidio. A partire da questo fatto di cronaca si snoda davanti al lettore la vita della borghesia piemontese negli anni '70 fra vizi, ipocrisia, comicità, dame snob dell'alta società, poliziotti e industriali. Romanzo questo capostipite del giallo italiano.
    La lingua è colta e raffinata, l'ironia dirompente e acuta. E' un vero piacere godersi vocaboli ormai obsoleti, che la letteratura odierna ormai spesso ignora. Avete notato quanto la lingua si sia impoverita ultimamente, "assottigliata"? Dovremmo cercare di sforzarci ad usare sinonimi, sotterrare parole dall'oblìo, arricchire il nostro linguaggio quotidiano. Sarebbe una vera voluttà.
    Ho visto due volte quest'anno nella trasmissione Che tempo che fa Fruttero, per la pubblicazione di Mutandine di chiffon e mi ha colpita molto la sua età portata con tanta disinvoltura e dignità, la sua ironia e autoironia pungente. Mi è venuta voglia di leggere un suo libro e sto quindi leggendo La donna della domenica. Man mano, mi sto ricordando il film del 1975 con Jacqueline Bisset e Jean-Louis Trintignant; ebbe un grande successo di pubblico.

    Ecco non direi che "La donna della domenica" sia un capostipite del giallo italiano che nasce più o meno con De Angelis negli anni "30 e con Scerbanenco negli anni "50/60. Diciamo che è il ritorno del giallo italiano dopo alcuni anni a conti fatti vuoti e un ritorno in grande stile sia per l'attendibilità e ilo realismo della trama, compreso l'ambiente della Polizia, che (soprattutto) per i personaggi ben delineati, con pregi e difetti, tic e manie.
    Uno spaccato bello e interessante e se è vero che la società è un po' cambiata è altrettanto vero che le persone lo sono di meno.
    Non credo che il successo sia da attribuirsi alle relazione extraconiugali etero o omosessuali, chiunque avesse una minima dimestichezza con i racconti gialli già all'epoca non ne sarebbe rimastao colpito.

    Non ricordo il film con Trintignant, ricordo però un eccellente Santamaria (che nel libro viene coinvolto nelle indagini all'inizio marginalmente, per le sue conoscenze nella Torino "bene") interpretato da Mastroianni

  6. #6
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    Citazione Originariamente scritto da pigreco Vedi messaggio
    Confermo il mio giudizio "parziale" lasciato altrove sul Forum: un libro delicato, scritto in punta di penna, terribilmente ironico e cinico quanto basta. Non vuole essere un giallo avvincente, sebbene la trama sia comunque ben congegnata; uno spaccato di una Torino che forse non c'è più ma che molto probabilmente c'è ancora. Credo che i due autori si siano alquanto divertiti a scriverlo nella speranza che il loro divertimento passasse dalle pagine del romanzo al lettore; nel mio caso l'obiettivo è stato raggiunto.
    e io riconfermo la mia voglia di leggerlo messo in lista

  7. #7
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    libro molto piacevole, delicato e ben congegnato. Le scritture a più mani mi piacciono sempre molto!
    Un giallo, ma anche uno spaccato interessante della vita di Torino di qualche anno fa. Tra l'altro a Torino sono stata da poco proprio per andare al Balun, quindi lo trovato ancora più interessante!
    Consigliato!

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