Da IBS:
Nella cornice di una casa di riposo nella campagna parmense si incrociano le vite degli ospiti riluttanti: primo fra tutti Eugenio, lì relegato dal figlio e dalla terribile nuora detta "pinna di squalo". Davanti alle grandi vetrate che incorniciano il mutare delle stagioni sfilano i personaggi con le loro storie: nobili singolari, poeti improbabili, attrici dalla vita malinconica e avventurosa, fascisti fedeli fino all'ultima ora, suore stravaganti, medici assurdi. Intorno, la strana magia della pianura e del fiume che la percorre, il Po, depositario di riti antichi, ma anche di delitti misteriosi. E mentre si passa da una tarda estate a un Natale nevoso, noi ci accorgiamo di attraversare, capitolo dopo capitolo, il romanzo di un secolo.

Personalmente, l'ho trovato un libro di cui non si sentiva la mancanza. L'idea di rendere protagonisti anziani che l'età ha reso non più saggi o capaci di trovare sintesi e significati all'esistenza, ma solo arrabbiati e spaventati dalla fine incombente, poteva essere interessante. Ma l'autore non trova mai una nota originale, un tono nuovo, il tutto si risolve in dialoghi esili e commenti triti su un'attualità, quella del 1989, ricca di eventi epocali qui evocati solo per dare tono al racconto. Un'occasione mancata.

Voto: 2/5