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di C.Preve su "La forza della ragione" 3/4

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6. La ricostruzione della storia arabo-musulmana è compendiata da Oriana Fallaci nello stupro di un ragazzino greco da parte di Maometto II dopo la presa di Costantinopoli nel 1453. Il resto è una lunga notte nera. Oriana Fallaci se la prende con gli storici e con gli islamisti che valorizzano indebitamente il ruolo della cultura araba (che fu anche persiana, turca, indiana, eccetera, ma è tipico degli ignoranti incurabili confondere gli arabi con i musulmani, senza neanche sospettare che non ci sono praticamente cristiani persiani e turchi, mentre di arabi cristiani ce ne sono a milioni, e solo ora la loro esistenza è minacciata a causa dell'invasione imperiale americana). Qui la libera cazzata sostituisce integralmente la conoscenza storica.
Non è colpa mia se gli europei dell'Alto Medioevo erano fallacianamente tanto ignoranti da non sapere nemmeno più il greco, ed hanno dovuto reimparare la medicina, la matematica e la filosofia greca in traduzioni dall'arabo fatte a Toledo.
Non è colpa mia se per secoli ci furono società multireligiose cristiane, musulmane ed ebraiche mentre non avvenne il contrario, perché quando arrivavano i cristiani l'alternativa per gli ebrei ed i musulmani era o di convertirsi a forza o emigrare.
Non è colpa mia se l'equivalente della Inquisizione romana o spagnola nell'Islam non è mai esistita, anche se ovviamente le persecuzioni verso i dissenzienti anche lì si sono sprecate. Non è colpa mia se i francesi hanno occupato il Marocco, l'Algeria, la Tunisia, il Libano e la Siria, gli italiani hanno occupato la Libia massacrando chi resisteva ed infine gli Inglesi hanno occupato la Palestina, la Giordania e soprattutto l'Irak.
Ed infine, non è colpa mia se le potenze imperialiste della Francia e dell'Inghilterra hanno disegnato banditescamente "frontiere maledette" (e prima inesistenti ed addirittura impensabili) che hanno tagliato con la forbice un'area economica, culturale e linguistica unificata, in cui Bagdad, Bassora, Beirut, Damasco, Aleppo e Gerusalemme facevano parte di un solo ed unico paese. La prima guerra mondiale, purtroppo, al di là della sacrosanta e mai troppo lodata rivoluzione di Lenin del 1917, è stata vinta dalla coalizione che ritengo fosse la peggiore delle due in lotta, la schifosa coalizione di Versailles che ha spezzettato due aree unitarie, quella centro-europea e quella medio-orientale, creando le condizioni per la seconda guerra mondiale (primo spezzettamento centro-europeo) ed ora per la quarta guerra mondiale in atto (secondo spezzettamento medio-orientale).
Ma è inutile continuare con i dettagli. Oriana Fallaci anche se crede di essere una colta intellettuale cosmopolita e poliglotta, è in questo erede della vecchia, bestiale, irredimibile sorda ignoranza della cultura storica italiana, una delle più provinciali del mondo (non parlo qui ovviamente degli specialisti, che non sono rilevanti per il nostro discorso).
Mi è capitato nella vita di studiare all'estero in un ambiente veramente cosmopolitico, e poi di insegnare storia e filosofia in licei italiani per trentacinque anni. Ho letto anch'io il manuale di storia medio ed ho conosciuto anch'io il collega insegnante medio. Abissi di provincialismo e di ignoranza, a volte irritanti, sempre pittoreschi. Gente che non sapeva nemmeno del genocidio degli armeni del 1915 (e che comunque non avrebbe mai saputo situare l'Armenia sulla carta geografica), gente che ignorava l'espulsione di un milione e mezzo di greci nel 1922 dall'Asia Minore (è come se, fatte le proporzioni demografiche, avessero espulso venti milioni di italiani), e soprattutto gente che non aveva la minima idea di come le "frontiere maledette" del Medio Oriente fossero state disegnate sulla carta da cialtroni colonialisti che avevano studiato ad Oxford ed alla Sorbona. E non sto parlando di studenti pigri che si tiravano le palline di carta. Sto parlando di estensori di manuali, di colleghi laureati, abilitati e sindacalizzati.
Oriana Fallaci appartiene a questo stesso ambiente di cialtronismo provinciale, e nessun alloggio a Manhattan potrà tirarla fuori dal suo ambiente naturale, impregnato di sottocultura plebea.



7. Oriana Fallaci si occupa molto della chiesa cattolica (ad es. pp 189-200). La sua posizione ("sono un'atea cristiana") è quella classica del consolidato laicismo crociano (non possiamo non dirci cristiani, anche se non pensiamo che esista un signore chiamato Dio e tanto meno una vita dopo la morte). Si tratta però di un laicismo crociano estremizzato dell'epoca imperiale delle guerre preventive.
In sostanza, Oriana Fallaci identifica il cristianesimo con l'Occidente e la sua è una vera e propria religione dell'Occidentalismo. Ma il suo occidentalismo è un occidentalismo senza dialogo interculturale, ed è dunque un occidentalismo senza universalismo.
L'Occidente cristiano di Oriana Fallaci è Pietro l'Eremita che chiama alla crociata i cavalieri (o il loro equivalente post-moderno, e cioè i paladini delle multinazionali). In proposito, farò tre tipi di osservazioni. Prima però, dirò qualcosa del mio modo personale di vedere la questione.
Per dirla in breve, io verrei subito classificato "ateo" nel chiacchiericcio identitario italiano, perché certo non credo nel Dio cui le dita grassocce ed inanellate d'oro del cardinale napoletano Giordano fa fare il miracolo di S.Gennaro, con la presenza istituzionale e nazionalpopolare di Bassolino e della Russo Jervolino. Di un Dio così non so proprio cosa farmene, e viva gli dei di Epicuro.
Sono invece d'accordo con Hegel, per cui la religione non è solo un sentimento, ma è anche in un certo modo conoscenza della realtà, anche se ovviamente da "decifrare". Mi tengo dunque bene alla larga non soltanto dal grassoccio idolatra Giordano, ma anche dal ridicolo ateismo laicista e positivista alla Oddifreddi e Levi Montalcini. Per quanto riguarda i cattolici, preferisco mille volte gli ortodossi greci, per il fatto che non pretendono di avere un papa universale unico vicario di Dio in terra e soprattutto perché fanno sposare i barbuti pretoni, che in questo modo hanno mogli, figli e nipotini e sono meno tentati di accarezzare lubricamente i rosei bambini. Dei protestanti non ho molta considerazione. Se sono isolati, sono semplicemente dei laici razionalisti inconseguenti. Se cantano in coro, penso agli orrendi protestanti fondamentalisti americani convinti come George Bush di parlare in nome di Dio, veri e propri Bin Laden di lingua inglese. Fine della parentesi personale.
Passando ai rapporti fra Oriana Fallaci e il cattolicesimo, mi limiterò a tre punti essenziali. In primo luogo, Oriana Fallaci, vorrebbe che il clero cattolico, dal papa all'ultimo pretino, diventasse il sacerdozio salmodiante dell'Occidente, intendendo come Occidente la banda americana e sionista che oggi monopolizza il circo politico-mediatico e che i popoli per ora non sono ancora riusciti ad abbattere ed a sostituire con nuovi gruppi dirigenti. Ma la chiesa cattolica, a differenza della cultura di "sinistra", ha un'esperienza secolare e sa che esiste una cosa chiamata "demografia", per cui sa bene che sulla base di bianchi puri può tranquillamente aprire un ospizio per vecchi. Le grida occidentaliste di Oriana Fallaci hanno pertanto scarse possibilità di essere accolte al di fuori di piccoli ambienti di laici snob.
In secondo luogo, Oriana Fallaci non ha forse ancora capito come vanno le cose. Oggi la chiesa cattolica è pienamente accodata alla crociata americana e sionista, e mentre con la mano sinistra grida "pace, pace", con la mano destra grida "continuazione dell'occupazione". L'arcipretone Ruini d'altra parte lo ha detto in occasione dei funerali dei soldati morti a Nassirya. "Terroristi assassini. Non fuggiremo di fronte a loro. Anzi, li fronteggeremo".


(segue)

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