Benvenuti nel forumlibri
la community dei lettori italiani cultura e letteratura


Benvenuti nella community degli amanti dei libri, della letteratura e cultura. In forumlibri si discute di:
 » libri, arte, cultura, letteratura e Bellezza
 » cinema: recensioni di film e registi;
 » salotto letterario: letteratura, case editrici, nuovi autori, etc;
 » sociale: trova nuovi amici e nuovi contatti.

iscriviti R E G I S T R A T I al forumlibri

Registrandoti avrai accesso a tutte le funzioni del forumlibri e la navigazione sarà più veloce. Per comunicazioni, commenti o altro: info@forumlibri.com

    Buona navigazione!

Visualizza il feed RSS

Dory

Allarme nebulosa

Valuta questo inserimento
Riporto qui la teoria zefiriana della nebulosa. Siccome ha a che fare in qualche modo con il libro che sto leggendo e con alcune cose a cui sto pensando in questo periodo, e siccome sta contagiando molti utenti del forum la voglio mettere in evidenza.

Citazione Originariamente scritto da Zefiro
Quando si entra nella nebulosa

Trovo questa osservazione molto interessante. “Sa di passato”, vero anche per me… è un commento che trovo azzeccato, mi torna.
Però… dipende da cosa c’è nel “passato”. Trovo il commento interessante perché credo possa fornire spunti di riflessione sul perché mai, su una medesima produzione artistica, una canzone in questo caso, possano esserci giudizi e pareri tanto discordanti. Teniamo da parte per attimo -non è questo il tema- valutazioni di tipo professionale, a dire inerenti la “tecnica” in questo caso poetica e musicale, con cui un certo prodotto artistico è confezionato e quindi la padronanza degli strumenti, dei ferri del mestiere. Nel caso di specie, Fossati, non credo del resto ci siano dubbi: è un grande, un grandissimo autore.

La questione nasce nel momento in cui ciascuno di noi va ad interagire e rapportarsi con una particolare (proprio quella!) produzione artistica, nel momento in cui quindi si passa in quell’area ben più nebulosa in cui è assai difficile anche solo immaginare la quantità e la complessità degli elementi che entrano in gioco per risolversi poi, forse, in quel qualcosa di davvero complicatissimo che è un’emozione. Intendendo con il termine tutta la sua gamma di possibili estensioni, dal semplicissimo superficiale moto d’animo momentaneo, a qualcosa di più profondo e duraturo.

Un primo aspetto della nebulosa è sicuramente il gusto personale e le altrettanto personalissime sensibilità di ciascuno: non tutti i cuori, -poeticamente intesi come luogo-non luogo sede di emozioni, ricordi “pesanti”, gangli profondi, scoperti e quindi sensibilissimi di noi- risuonano allo stesso modo ed alle stesse frequenze. Un secondo aspetto è quello legato all’effetto medeleine proustiana. Un odore, nel caso di Marcel, una circostanza, un luogo, una canzone possono, per motivi imperscrutabili (coincidenza temporale? somiglianze ed assonanze derivate da chissà quale labirinto di associazioni mentali? Chissà che altro?) rimandare a qualcos’ altro, e questo qualcos’altro può essere qualcosa di importante, finanche fondamentale per il nostro vissuto.

Personalmente per esempio, subisco effetti simili con la quasi totalità della produzione musicale degli anni ’80: Spandau, Duran Duran e simili. Il che peraltro è molto singolare: sono persona di gusti musicali molto rigidi (e limitati), e non verrebbe mi verrebbe mai in mente, purista del rock, dell’hard rock e del metal come sono, di sostenere che si tratta di produzioni di livello, ma, quando ascolto quella musica, per via di un vissuto tutto mio, praticamente mi squaglio e precipito in un mare di me stesso in cui mi perdo: l’effetto è dirompente e concretissimo.

La cosa interessante è che, entrati nella nebulosa, l’effetto gusto/sensibilità da un lato, e l’effetto medeleine dall’altro sembrano poter agire “indipendentemente”, a prescindere dal valore intrinseco dell’opera, dal giudizio magari tecnico e/o oggettivo che se ne può dare. Una volta avvenuto il mescolamento “opera/nebulosa”, quel che ne esce, forse, è quel davvero definisce, in ultima istanza la forza d’urto (non il suo valore in se! Ammesso la distinzione sia possibile… ) di una produzione artistica: la capacità di risuonare dentro di noi.

Mi rendo ben conto d’aver scritto tutte banalità, ben sintetizzate dalla lapidaria saggezza popolare del proverbio “de gustibus non disputandum est”. Era solo per ragionare un po’ su ciò che si nasconde dietro l’evidenza del proverbio, sul perché mai per esempio, questa canzone per Gian è un capolavoro ed a Dory piace -nebulose che in qualche modo risuonano alle frequenze giuste- mentre per Nicole “sa di passato” -se ne avvertono le sonorità, ma forse in quel particolare e personale passato non c’è quella canzone- a me non dice nulla –non risuona alle mie frequenze e non è nel mio passato- e così via…

Insomma, verrebbe da concludere: l’inevitabile effetto filtro della nebulosa.

PS [...] Mi interrogavo semplicemente sul perché i giudizi possono essere così dissonanti “indipendentemente” dal valore di un’opera qualunque ne sia il valore. Sono peraltro certo infatti che avremmo le medesime difformità di giudizio anche in merito a qualcosa che universalmente (anche dai suoi detrattori più acerrimi) è riconosciuto come un indiscutibile capolavoro.

PPS lunghissimo al mio solito...scusatemi...

Submit "Allarme nebulosa" to twitter Submit "Allarme nebulosa" to Digg Submit "Allarme nebulosa" to del.icio.us Submit "Allarme nebulosa" to StumbleUpon Submit "Allarme nebulosa" to Google Submit "Allarme nebulosa" to Oknotizie

Tag: No Aggiungi / Modifica tags
Categorie
Odissea

Commenti