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di C.Preve su "La forza della ragione" 2/4

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Oriana Fallaci si vede ripetutamente come la reincarnazione femminile novecentesca di Mastro Cecco, un eretico fiorentino bruciato vivo nel 1328. Mastro Cecco fu bruciato vivo dalla vecchia Inquisizione, quella dei pretoni cattolici per i quali la Fallaci ha un rapporto schizofrenico di attrazione-repulsione, fino a dichiararsi "un'atea cristiana" (p. 189), mentre Oriana Fallaci è simbolicamente bruciata viva dalla nuova Inquisizione, quella del Politicamente Corretto della nuova Eurabia. Certo, il povero Mastro Cecco è vissuto in un mondo reale, in cui il fuoco bruciava veramente, mentre per sua (e nostra) fortuna Oriana Fallaci vive in un mondo virtuale ed allucinatorio. E tuttavia, mai come in questa demenziale analogia la Paranoia di Oriana Fallaci celebra i suoi trionfi.
Oriana Fallaci vive nel centro dell'impero, ha dietro gigantesche potenze economiche, politiche e commerciali, vende tonnellate di libri, è adulata dai recensori entusiasti (prima fra tutti, la sionista fanatica Fiamma Nirenstein), ed è a tutti gli effetti un bardo del potere militare imperiale. Ebbene, questa paranoica, se mai questo termine ha avuto un senso, si finge un povero eretico bruciato vivo. Mai inversione della realtà fu più palese. E' anche interessante la lettera sprezzante che Oriana Fallaci manda alla brigatista rossa Nadia Desdemona Lioce (pp.184-188). La Lioce esprime una cultura politica che ha tutta la mia condanna e disapprovazione (fra l'anticapitalismo e la decisione solitaria di uccidere a freddo due esperti di diritto del lavoro, eretti a simbolo astratto del nuovo lavoro interinale, precario e flessibile, ci stanno almeno dieci passaggi logici, di cui almeno otto o nove sbagliati.
Così come in nome del Cristianesimo non si possono uccidere musulmani "simbolici", ed in nome dell'Islam non si possono uccidere cristiani "simbolici", nello stesso modo in nome del Proletariato non si possono uccidere giuslavoristi "simbolici". In questo "delirio dell'intelletto astratto" - uso qui una categoria filosofica di Hegel adatta all'argomento - c'è qualcosa di profondamente sbagliato). Ma visto che la sta duramente pagando con l'ergastolo, non c'è ragione di infierire bestialmente sul vinto, e trovo demenziale che le si voglia anche impedire di leggere comunicati e le si metta la mordacchia alla bocca come a Giordano Bruno. Ma Oriana Fallaci si accanisce sul vinto. Nella sua lettera alla Lioce (p. 186) Oriana Fallaci descrive anche con esattezza le torture ai prigionieri delle belve militari anglo-americane, anche se lo fa ovviamente senza saperlo, perché sghignazza sul fatto che mai la Lioce avrebbe sopportato le torture dei nazisti. Non sa, la paranoica, che le torture che descrive non sono oggi fatte da un contadino della Sassonia, ma da una contadina della Virginia, anche se in entrambi i casi per ordini e disposizioni superiori.
Qui, appunto, la Paranoia celebra i suoi trionfi. La star dell'Occidente, che il defunto Antonio Gramsci avrebbe definito un "intellettuale organico" al moderno impero dotato di forze militari e mediatiche soverchianti, si finge un povero eretico medioevale bruciato vivo. Di fronte a questa Paranoia, signori, giù il cappello. Ritengo impossibile arrivare a tanto. "

4. Passiamo alla Libera Stupidaggine. Per impregnarsi di libere stupidaggini è inutile fare il liceo classico e studiare filosofia a Parigi. Basta entrare in qualunque bar, tram suburbano, scompartimento di treni, eccetera, in cui la plebe (nel mio linguaggio la "plebe" non è una categoria sociologica legata al reddito, ma è una categoria filosofica legata all'intelligenza critica) si ingaglioffisce liberamente.
"Diciamoci la verità. Le donne sono nel profondo tutte puttan.e, vogliono una cosa sola, e adesso le femministe le permettono di alzare la testa. I terroni sono tutti pigri e mafiosi, e la sola cosa che sanno fare sono i magliari. Ci vuole la pena di morte sulla pubblica piazza, ed anzi ai pedofili bisognerebbe prima cavare gli occhi davanti a tutti. Se Hitler se le è presa tanto con gli ebrei, qualche ragione ci dovrà pure essere stata. Quando mai i negri hanno avuto un Dante o un Beethoven? Eccetera, eccetera…"
Dal momento che la Libera Stupidaggine, in forma generalmente pseudo-storica e pseudo-filosofica, è l'equivalente intellettuale della scorreggia, è normale che l'emittente di libere stupidaggini senta un oscuro senso di colpa. Si tratta della legittima vergogna di fronte alla vaga sensazione di stare dicendo cose infondate e generalizzazioni improprie e indebite. La libera stupidaggine non può essere abolita dalla storia, perché fa parte della natura umana così come il peto fa parte della predisposizione fisiologica. E' terribile, invece, quando la Libera Stupidaggine viene legittimata da una fonte considerata "colta".
Oggi il Politicamente Corretto protegge, sia pure in modo imperfetto, le donne, i neri e gli ebrei. Non protegge, invece, i musulmani, insieme ad altre categorie (come ad esempio i resistenti iracheni). Oriana Fallaci spinge la Libera Stupidaggine a livelli veramente artistici. A mio avviso il punto più sublime è a p. 245, in cui Oriana Fallaci, scrive letteralmente ".. i musulmani di solito si accoppiano con i travestiti brasiliani, brutti sudicioni".
Ho letto capolavori di flussi di coscienza antisemiti ed antiebraici, come ad esempio Bagatelle per un massacro di Céline. Ma neppure Céline si sarebbe potuto inventare per gli ebrei una cosa del genere. Brava Oriana Fallaci!
Il libro di Oriana Fallaci è un vero florilegio di libere stupidaggini. Lo spazio mi impedisce di fare una buona analisi stilistica, come meriterebbe.

5. Siamo dunque arrivati ad un primo bilancio critico. Il libro di Oriana Fallaci è un capolavoro, anzi un duplice capolavoro di Paranoia e di Libera Stupidaggine. Adesso, colto l'essenziale, possiamo passare ad un'analisi più ravvicinata.
Caro lettore, preparati, ne verranno fuori delle belle


(segue)

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