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samantha.bevoni

Dostoevskij e la sua opinione sulle scrittrici donne

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"Le nostre scrittrici scrivono da scrittrici, cioè con intelligenza, con gentilezza e con una grande smania di esprimersi. Spiegatemi un po' perché la donna non riesce mai a diventare un artista serio. Perfino a un'artista vera, come la George Sand, molte volte le sue qualità femminili sono riuscite nocive." Tratto dalla lettera ad Apollon Nicolàjevic Màikov, 18 gennaio 1856

Cosa pensate di questa affermazione sulle artiste donne? Senza scambiare questa breve lapidaria opinione di Dostoevskij in misoginia, vorrei conoscere la vostra opinione.
Come prova dell'ammirazione che Dostoevskij sente per il sesso femminile riporto questo estratto. "Perfino il migliore degli uomini non è talvolta, mi sia permesso di dirlo, che un balordo. Il cuore femminile, la pietà femminile, la compassione femminile, la bontà sconfinata, di cui noi non abbiamo un'idea e di cui spesso non ci accorgiamo neppure, presi come siamo dalla nostra propria vacuità sono insostituibili". Tratto dalla lettera a Maria Dmitrijevna Jessajeva (sua futura prima moglie), 4 giugno 1855.

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Commenti

  1. L'avatar di Andrea Dilorenzo
    Mah... non saprei, davvero!... Diciamo che Dostoevskij è il mio scrittore preferito, quindi sarei comunque di parte...
    È chiaro che le donne, da un certo punto di vista, sono (state) svantaggiate rispetto agli uomini. Dato che il gentil sesso si è affacciato sulla soglia dell'arte solo recentemente, e quindi molto più tardi rispetto all'uomo, questo fa sì che, per una pura questione di statistica, ci siano, per esempio, meno scrittrici e più scrittori (parlando di questo caso specifico). E questo lo sappiamo tutti. Di conseguenza si verifica quello che succede, per esempio, con il calcio, nei paesi dove questo sport non è così popolare come lo è, invece, in altri, che sfornano tanti campioni e vincono coppe e via dicendo.
    La sua visione è certamente unilaterale, come quella di tutti, e andrebbe considerata appunto nella sua epoca (anche perché, nel frattempo, sono passati un po' d'anni, da quando lui era ancora in vita, e di artiste ne sono nate da allora), circoscritta nei limiti della sua conoscenza (perché tutti ne abbiamo di limiti) e anche e soprattutto nello stato psichico in cui si trovava nel momento in cui ha detto quello che ha detto (cosa che a noi rimarrà per sempre sconosciuta), poiché può anche darsi che non lo pensasse affatto o, chissà, solo in parte.
    Io sono solo in parte d'accordo con lui.
    Sarebbe interessante obbligare gli uomini a fermarsi per qualche secolo e lasciare tutto in mano alle donne. Poi, alla fine di questo ciclo, potremmo tirare le somme e vedere se anche nel prato dell'arte femminile è sbocciato un da Vinci, piuttosto che un Michelangelo o un Dante eccetera eccetera...
  2. L'avatar di Shoofly
    "La ragione vuole che i mariti siano gli unici libri delle loro mogli, ove giorno e notte esse imparino a leggere il proprio destino", questo per citare Maréchal che proprio in tempo di Illuminismo proponeva - senza intento satirico alcuno!! - un bel "Progetto di legge per vietare alle donne di imparare a leggere" (figuriamoci a scrivere). Per secoli gli uomini sono stati degli inguaribili invidiosi e pur di stroncare il talento delle proprie compagne le hanno provate tutte, molto spesso riuscendoci. Basti pensare alla massa di poverette tacciate da baldracche, indemoniate, streghe ecc. ecc. e perseguite come tali solo per aver "disobbedito". Un clima simile non poteva certo incoraggiare le donne ad uscire allo scoperto ed anche se oggi le cose sono molto cambiate in fatto di pari opportunità c'è ancora qualcuno che rimpiange l'incompiutezza del progetto di Maréchal.