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Discussione: 221° MG - Vita di Melania Mazzucco

  1. #16
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    Penso che fino a lunedì riuscirò a leggere pochino...

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  • #17
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    Predefinito capitolo Ragazza italiana sparita - (sono al 55% ) SPOILER

    Sono arrivata oltre la metà del libro. Volevo aspettarvi, ma inserisco qui alcune considerazioni, perchè temo di dimenticarle!

    Questo è il capitolo per il quale Melania Mazzucco è stata accusata di plagio, per alcune assonanze con pagine di Guerra e Pace di Tolstoj.

    La storia di Vita e Diamante è molto appassionante, mi colpisce pensare che una bambina di 9 anni e un bambino di 12 possano essere andati in America da soli, con 10 dollari in tasca. Di questi tempi bambini di quell'età raramente tornano da soli a casa da scuola...

    Mi ha favorevolmente impressionato l'importanza e l'attenzione che l'autrice attribuisce alla parola (e ai ricordi):
    “Se impari l’americano a scuola me lo insegni?, aveva chiesto Diamante a Vita. Sì. Lei gliele avrebbe insegnate le parole che imparava, in cambio però di un’altra cosa. Diamante in cambio prometteva le avventure dei reali di Francia o le fiabe delle Mille e una notte, che erano storie d’amore e di peccato. No, Vita voleva qualcos’altro. Voglio un bacio per ogni parola, le era scappato d’un tratto."

    “Le parole, Diamante le mette nella valigia – l’unico bagaglio, l’unica ricchezza che si porta via dall’America. Forse non hanno nessun valore, ma non ha importanza. Lascia a Vita tutto quello che ha trovato, tutto quello che ha perso. Le lascia il ragazzo che è stato e l’uomo che non sarà mai. Perfino il suo nome. Ma le parole – quelle le porta via con sé.”


    La gente pensa che i ricordi rendano tristi. Invece è vero il contrario. Si diventa tristi quando si dimentica”

    Questo libro è un Puzzle, è un romanzo corale, un'epopea familiare e nazionale:
    "Credo che il romanzo sia vivo. Anche perché può inglobare forme e generi diversi, documenti, materiali di ricerca. E nel suo raccontare le storie di persone senza storia, sa comporre un’autobiografia della nazione»
    Melania Mazzucco

    Mi ha colpito anche l'emancipazione che l'America ha rappresentato per le donne emigrate. In Italia erano casalinghe oppresse e chiuse in casa, mentre, in America hanno avuto indipendenza e libertà. Ad esempio il padre di Vita a New York, cercava di tenerla chiusa in casa per paura che si "contaminasse", che prendesse le abitudini americane. Come non pensare alle ragazze musulmane che vivono in Italia, divise tra la maggiore libertà delle coetanee italiane e il tentativo della famiglia di tenerle in casa, lontane dall'emancipazione.

    Mantengo le mie perplessità iniziali sui flash back e gli andirivieni temporali: non mi piacciono, disturbano la lettura. Riconosco che l'autrice abbia fatto un paziente e meticoloso lavoro di ricerca, cucendo ricordi familiari, ricerche storiche e fantasia. Però... non deve farlo pesare al lettore! La storia di Vita e Diamante è molto cinematografica, appassionante, bella. Letta d'un fiato sarebbe stata più piacevole.
    Così si è giustificata Melania Mazzucco a questo proposito:
    "L’andirivieni cronologico della storia, del resto rispecchia anche l’andirivieni della memoria, oltre che l’avventura della ricerca. Io stessa non ho scoperto le vicende e i segreti dei miei personaggi con un ordine lineare, e volevo che anche il lettore le scoprisse a poco a poco con me."
    Ultima modifica di qweedy; 12-08-2017 alle 11:37 PM.

  • #18
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    Predefinito Pag 126 - Il caso Vita M. - spoiler

    Io sono una patita dei flashback e dei salti temporali ma è la prima volta che leggo in un libro - non come pre- o post-fazione, ma proprio durante la narrazione - il racconto delle ricerche a ritroso dell'autrice, la quale ha avuto accesso a vari archivi e così ha avuto notizie, talvolta non provate, sui suoi antenati e in particolare sul nonno Diamante. Di certo ciò distrae dalla lettura della storia di Vita e Diamante, della vita e delle miserie non solo materiali degli immigrati italiani a New York, ma allo stesso tempo rende la storia più reale.
    Sono arrivata al punto in cui Lena racconta a Vita il suo sogno in cui il figlio, che in realtà lei ha gettato nel fiume perché non dovesse soffrire ancora, è vivo ed è stato adottato da persone ricche ... ne parla con grande convinzione, come se davvero ci credesse, mi ha fatto tenerezza ma anche rabbrividire.
    Intanto Vita continua a desiderare che Lena muoia, così suo padre Agnello, uomo rozzo e violento, potrà tornare da sua madre e anche lei tornerà a casa ... che tristezza.
    Il nome "Vita" credo sia reale, e il titolo ha un duplice senso ... perché questo romanzo è stranamente pervaso di vita, che si respira continuamente tra le pagine, e prevale nonostante la drammaticità degli eventi.

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  • #19
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    Predefinito Ho finito il libro - spoiler

    Citazione Originariamente scritto da alessandra Vedi messaggio
    Io sono una patita dei flashback e dei salti temporali ma è la prima volta che leggo in un libro - non come pre- o post-fazione, ma proprio durante la narrazione - il racconto delle ricerche a ritroso dell'autrice, la quale ha avuto accesso a vari archivi e così ha avuto notizie, talvolta non provate, sui suoi antenati e in particolare sul nonno Diamante. Di certo ciò distrae dalla lettura della storia di Vita e Diamante, della vita e delle miserie non solo materiali degli immigrati italiani a New York, ma allo stesso tempo rende la storia più reale.
    Se ti piacciono i flashback e i salti temporali, allora il libro ti piacerà moltissimo! Io non li sopporto, nè nei libri nè nei film, e qui ce ne sono troppi per i miei gusti!
    Comprendo che la scrittrice abbia perso molto tempo facendo ricerche pazienti e minuziose, ma a mio parere lo fa pesare troppo: è un libro sulle sue ricerche o la storia di Vita e Diamante? Ora che sono arrivata alla fine, direi che è un libro sulle sue ricerche. L'ha scritto per sè, non per i lettori!
    Avrei gradito di più se il libro avesse narrato la storia di Vita e Diamante con la giusta sequenza temporale, e solo alla fine un resoconto delle ricerche storiche. Ci sono capitoli che si leggono tutti d'un fiato (quelli che narrano di Vita e Diamante) purtroppo continuamente interrotti da altri troppo prolissi e noiosi (quelli delle ricerche).
    E' comunque una bellissima storia da film, che racconta probabilmente in modo molto vicino alla realtà il mondo dei nostri immigrati in America, che all'epoca furono considerati sinonimo di delinquenza, sporcizia e degrado, ma a mio parere è un racconto di fantasia al 70%, non è così "storico" come l'autrice vorrebbe.

    Come voto, non darei più di un 3, mi è piaciuto, ma sicuramente mi aspettavo di più.

    “Gli Italiani erano la minoranza più miserabile della città. Più miserabile degli Ebrei, dei Polacchi, dei Rumeni e perfino dei negri. Erano negri che non parlavano nemmeno inglese".


    Sonetto di E.Lazarus, inciso sul piedistallo della Statua della Libertà:

    “Tenetevi, o antiche terre, la vostra vana pompa - grida essa con le silenti labbra - Datemi i vostri stanchi, i vostri poveri, le vostre masse infreddolite desiderose di respirare liberi, i rifiuti miserabili delle vostre coste affollate. Mandatemi loro, i senzatetto, gli scossi dalle tempeste e io solleverò la mia fiaccola accanto alla porta dorata”
    Ultima modifica di qweedy; 12-13-2017 alle 11:07 PM.

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  • #20
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    Io sono a pagina 100
    Bella l'avventura notturna sul grattacielo, in cui si dà l'estremo saluto al fratello americano.
    E anche la scena del furto nella tomba... sono perfino andata alla pagina successiva per vedere se Diamante fosse riuscito ad uscire Quando si dice l'immersione...

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  • #21
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    Predefinito Pag 150 - spoiler

    Qweedy, sei velocissima!
    L'altra notte non riuscivo a lasciare il libro ... dopo le bellissime avventure di cui parla Spilla ce ne sono altre meravigliose ... cioè, no, in realtà sono bruttissime ... le punizioni di Agnello dopo che Vita viene beccata con Diamante sono qualcosa di terrificante, è una parte cruda, se non fosse che la piccola protagonista è talmente vitale che le supera tutte. E poi il piccolo "spione" di cui ora mi sfugge il nome o il soprannome, che fine triste fa, quasi come la sua vita.
    Però almeno Agnello gli paga un bel funerale.
    Il personaggio di Lena è forse quello che mi intristisce di più.
    Soprattutto mi intristisce il fatto che sia una storia realistica ... che davvero molti italiani all'estero vivessero così. Ne L'urlo e il furore di Faulkner (bellissimo libro) c'è una scena in cui si parla di una famiglia di italiani immigrati in America: vengono descritti con disprezzo, ladri, delinquenti, sporchi e puzzolenti, come molte persone parlano ora dei rom o di altre etnie ... o in generale degli immigrati. Questo mi fa riflettere molto. Ribadisco che questo libro dovrebbero leggerlo in tanti.

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  • #22
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    Leggo i vostri commento solo a pezzi, non voglio incappare in qualche spoiler
    Sono a pagina 150, anche io attratta e insieme sconvolta dal realismo della narrazione. Trovo intensissimo il "desiderio di Vita" provato da Diamante. Dove "vita" va letto in entrambi i suoi significati.
    Ho capito poco del dono posseduto da Vita, non mi è chiaro se lei lo controlli o se sia una sorta di medium attraverso la quale si materializzano fenomeni inspiegabili.
    Le interruzioni della narrazione a volte suonano sgradevoli, eppure capisco che per l'autrice fossero necessarie": portano a capire come la storie sia andata chiarendosi, come abbia acquisito spessore e dettagli, quale sia il contorno in cui sono maturate le scelte, gli eventi. Tutto questo mi fa sentire ancora più "dentro", ancora più lì. Questa famiglia italiana avrebbe potuto essere la mia, la vostra.
    Ha ragione Alessandra, magari tanti leggessero questo libro!

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  • #23
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    Predefinito Pag 336 - Un biglietto per l'Ohio

    Io sto procedendo ...
    ho rallentato un po' quando sono incappata nella storia di Dy che mi ha annoiato un po'.
    Ho trovato la prima parte nettamente più appassionante. Sono molto belli però anche i capitoli in cui si parla di Diamante e del suo lavoro come waterboy. Subisce tutte le angherie possibili e lo tiene in vita il pensiero di ... Vita, appunto. Intanto lei, pur continuando ad amarlo, ha una relazione con Rocco diventato ricco (chissà come), e ama anche lui ma in un altro modo ... questa parte mi piace di meno, così come le divagazioni dell'autrice e il ritorno alla vita dei posteri, che (avevate ragione) comincia ad annoiarmi e a diventare troppo dispersiva.
    Nel complesso comunque è un bellissimo libro.

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  • #24
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    Predefinito

    Il salto tempirale a metà volume mi ha destabilizzato . Non sono riuscita a procedere e alla fine ho fatto una cosa nuova per me: ho saltato le pagine dell'attacco americano e ho letto le successive, dove Dy è a Roma
    Penso di leggerle successivamente. Adesso spero di ritrovare Vita e Diamante

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  • #25
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    Anch'io le pagine che ho preferito leggere erano quelle di Vita e Diamante.

  • #26
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    Predefinito Spoiler - quasi finito

    Vita e Diamante ritornano. Ma ognuno per conto suo. L'ultima parte del libro è di nuovo bella, struggente, racconta ogni personaggio e il suo dolore. Vita senza Diamante, Diamante senza Vita. A lei forse quel nome che è anche un destino dà la forza di andare avanti. Lui è malato fisicamente e morto dentro. E il povero Geremia, che personaggio debole e sfortunato.

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  • #27
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    Predefinito

    Ho ritrovato Vita a New York, ormai quindicenne, alle prese con la discreta corte di Rocco.
    Leggo lentamente perché, dopo il salto temporale di metà libro, il racconto ha come perso la sua magia
    Sono a poco più di 100 pagine dalla fine, con uno sforzo di volontà dovrei finire tra pochi giorni

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  • #28
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    Predefinito Finito

    Citazione Originariamente scritto da Spilla Vedi messaggio
    Ho ritrovato Vita a New York, ormai quindicenne, alle prese con la discreta corte di Rocco.
    Leggo lentamente perché, dopo il salto temporale di metà libro, il racconto ha come perso la sua magia
    Sono a poco più di 100 pagine dalla fine, con uno sforzo di volontà dovrei finire tra pochi giorni
    La magia forse non la ritroverai, però poi la storia migliora.

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  • #29
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    Predefinito Commento finale

    Questo libro racconta l'epopea degli immigrati italiani in America nei primi anni del 1900 partendo da una grande storia d'amore. Una storia che inizia durante l'infanzia: Vita ha solo nove anni e Diamante pochi di più quando si ritrovano quasi all'improvviso tra i bordanti che vivono nella casa di Agnello, padre rozzo, ignorante, violento e fino allora sconosciuto di Vita. Qui continua la loro conoscenza del sacrificio e del dolore, che già conoscevano bene in Italia, dove Diamante ha perso i fratelli per fame. La prima parte, quella che si svolge in questa sorta di casa che sembra quasi una pensione di infimo livello, è bellissima. Il degrado, l'istinto di sopravvivenza che spesso porta al malaffare, come capita a Rocco, la miseria più assoluta, lo squallido rapporto tra Agnello e Lena, che vive portando dentro di sé un segreto e un dolore indicibile, che trascorre la giornata a fare da serva agli uomini ma comunque sorride, canta e racconta storie legate alle sue origini, la determinazione di Diamante, il coraggio e la ribellione di Vita, il cui nome non è un caso, i sogni dei due giovani, spesso irrealizzabili ma necessari per non soccombere, tutto ciò viene descritto con grande sensibilità e partecipazione da parte dell'autrice. Ho trovato parecchio affascinante il dono di Vita (chi legge capirà), forse gli avrei dedicato più spazio.
    Come ho già scritto in altri post, impossibile non paragonare la vita dei protagonisti, gli stenti, il disagio a quello degli immigrati attuali. Ci si rende conto di quanto è semplice essere "dall'altra parte", criticare senza conoscere e non soffermarci sulla difficoltà delle vite altrui. Forse qualche scorcio di questo romanzo dovrebbe essere letto nelle scuole.
    Ho trovato interessanti, soprattutto all'inizio, anche le divagazioni che portano a scoprire qualcosa in più della vita dei suoi antenati e del nonno, appunto Diamante. Quando Vita e Diamante si separano la storia si perde un po', finché non ricomincia il racconto del loro dolore, uno senza l'altro. Molto triste l'incontro da adulti.
    In fin dei conti, al di là di alcune parti forse evitabili ma che non ne inficiano la bellezza, si tratta di un libro toccante, profondo e consapevole poiché frutto di un immenso lavoro da parte della scrittrice. Promosso a pieni voti.

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