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Discussione: 4° GdL poetico - Fiore di poesia (1951-1997) di Alda Merini

  1. #46
    Motherator
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    Citazione Originariamente scritto da Minerva6 Vedi messaggio
    Se mai io scomparissi
    presa da morte snella,
    costruite per me
    il più completo canto della pace!

    Chè, nel mondo, non seppi
    ritrovarmi con lei, serena, un giorno.

    Io non fui originata
    ma balzai prepotente
    dalle trame del buio
    per allacciarmi ad ogni confusione.

    Se mai io scomparissi
    non lasciatemi sola;
    blanditemi come folle!

    La voglio come epitaffio, è stupenda

    Poi con calma passo a commentarla
    il verso "presa da morte snella" è geniale!

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  • #47
    Motherator
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    Predefinito Amo, e Tu sai...

    Padre, se questo amore
    così grande mi attira
    fino a darmi giganti dimensioni;
    Padre, se questa ascesa
    è simile all’abisso e colorata,
    prosperosa ogni vena di ricordo,
    dammi morte ossequiosa
    dei miei ciechi travagli
    e una pura deriva
    a cui possa ancorare ogni divieto.

    Padre dolce, mi attiri
    il Tuo pieno coraggio:
    velami Tu di mille accettazioni
    che non siano fragili eminenze
    di un assente principio.

    Amo, e Tu sai che l’anima mi è stanca:
    troppe volte abbattuto
    fu il fantasma del vuoto alle mie case!

  • #48
    Motherator
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    Predefinito Amo, e Tu sai...

    Padre, se questo amore
    così grande mi attira
    fino a darmi giganti dimensioni;
    Padre, se questa ascesa
    è simile all’abisso e colorata,
    prosperosa ogni vena di ricordo,
    dammi morte ossequiosa
    dei miei ciechi travagli
    e una pura deriva
    a cui possa ancorare ogni divieto.

    Padre dolce, mi attiri
    il Tuo pieno coraggio:
    velami Tu di mille accettazioni
    che non siano fragili eminenze
    di un assente principio.

    Amo, e Tu sai che l’anima mi è stanca:
    troppe volte abbattuto
    fu il fantasma del vuoto alle mie case!

    La Merini è talmente ispirata che a volte i suoi versi sono oltre l'arte: "dammi una morte ossequiosa" e "velami Tu di mille accettazioni" sono profondamente umani e altamente spirituali. Amo la frantumazione delle parole che a volte non permettono di cogliere il senso generale ma danno frammenti di pensieri, emozioni, intuizioni...

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  • #49
    Motherator
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    Predefinito Dies Irae

    a mio marito

    Tu insegui le mie forme,
    segui tu la giustezza del mio corpo
    e non mai la bellezza
    di cui vado superba.
    Sono animale all'infelice coppia
    prona su un letto misero d'assalti,
    sono la carezzevole rovina
    dai fecondi sussulti alle tue mani,
    sono il vuoto cresciuto
    sino all'altezza esatta del piacere
    ma con mille tramonti alle mie spalle:
    quante volte, amor mio, tu mi disdegni.

  • #50
    Motherator
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    Predefinito Dies Irae

    a mio marito

    Tu insegui le mie forme,
    segui tu la giustezza del mio corpo
    e non mai la bellezza
    di cui vado superba.
    Sono animale all'infelice coppia
    prona su un letto misero d'assalti,
    sono la carezzevole rovina
    dai fecondi sussulti alle tue mani,
    sono il vuoto cresciuto
    sino all'altezza esatta del piacere
    ma con mille tramonti alle mie spalle:
    quante volte, amor mio, tu mi disdegni.

    L'inquietudine della Merini la si legge anche nel sentimento che prova duranti gli amplessi, che vive in modo disagiato, tra un suo sentirsi bella e desiderabile ed essere rifiutata o poco valorizzata.

  • #51
    Motherator
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    Predefinito Lamento di un morto

    a Padre Camillo De Piaz

    Aspettavo la ricomposizione
    dei miei sensi disgiunti,
    ma un Dio non sospettato
    ha disciolte le rime del mio amore...
    Credevo commutare
    questi pilastri d'ossa con sorgenti
    di finissimo cielo,
    e in cambio n'ebbi basi di pantano.
    Sono finito più che nel dolore...
    Ma non è questo il punto
    saturo di mia fede:
    il mio Dio sta immerso
    di là d'un palmo, e ho le dita monche
    per raggiungerlo in pieno!


  • #52
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    Predefinito Colori

    S’io riposo, nel lento divenire
    degli occhi, mi soffermo
    all’eccesso beato dei colori;
    qui non temo più fughe o fantasie
    ma la “penetrazione” mi abolisce.

    Amo i colori, tempi di un anelito
    inquieto, irresolvibile, vitale,
    spiegazione umilissima e sovrana
    dei cosmici “perchè” del mio respiro.

    La luce mi sospinge ma il colore
    m’attenua, predicando l’impotenza
    del corpo, bello, ma ancor troppo terrestre.

    Ed è per il colore cui mi dono
    s’io mi ricordo a tratti del mio aspetto
    e quindi del mio limite.


    Versi molto elaborati e complicati per me, un bell'insieme piacevole da udire ma impenetrabile.

  • #53
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    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da elisa Vedi messaggio
    Non ti preparerò col mio mostrarmiti
    ad una confidenza limitata,
    ma perché nel toccarmi la tua mano
    non abbia una memoria di presagi,
    giacerò all'informe
    fusa io stessa, sciolta dentro il buio,
    per quanto possa, elaborata e viva,
    ridivenire caos...

    Orfeo novello, amico dell'assenza,
    modulerai di nuovo dalla cetra
    la figura nascente di me stessa.
    Sarai alle soglie piano e divinante
    di un mistero assoluto di silenzio,
    ignorando i miei limiti di un tempo,
    godrai il possesso della sola essenza.

    Allora, concretandomi in un primo
    accenno di presenza,
    sarò un ramo fiorito di consenso,
    e poi, trovato un punto di contatto,
    ammetterò una timida coscienza
    di vita d'animale
    e mi dirò che non andrò più oltre,
    mentre già mi sviluppi,
    sapienza ineluttabile e sicura,
    in un gioco insperato di armonie,
    in una conclusione di fanciulla...

    Fanciulla: è questo il termine raggiunto?
    E per l'addietro non l'ho maturato
    e non l'ho poi distrutto
    delusa, offesa in ogni volontà?
    Che vuol dire fanciulla
    se non superamento di coscienza?
    Era questo di me che non volevo:
    condurmi, trascurando ogni mia forma,
    al vertice mortale della vita...
    Ma la presenza d'ogni mia sembianza
    quale urgenza incalzante di sviluppo,
    quale presto proporsi
    e più presto risolversi d'enigmi!

    E quando poi, dal mio aderire stesso,
    la forma scivolò in un altro tempo
    di più rare e più estranee conclusioni,
    quando del mio "sentirmi" voluttuoso
    rimase un'aderenza di dolore,
    allora, allora preferii la morte
    che ribadisse in me questo possesso.

    Ma ci si può avanzare nella vita
    mano che regge e fiaccola portata
    e ci si può liberamente dare
    alle dimenticanze più serene
    quando gli anelli multipli di noi
    si sciolgano e riprendano in accordo,
    quando la garanzia dell'immanenza
    ci fasci di un benessere assoluto.

    Così, nelle tue braccia ordinatrici
    io mi riverso, minima ed immensa;
    dato sereno, dato irrefrenabile,
    attività perenne di sviluppo.


    La fanciulla ha bisogno di essere contenuta, dall'abbraccio sicuro di Orfeo, definita, così come nella poesia precedente i colori definiscono le forme.
    Anche questa per me è tanto complicata e non mi trasmette molto, percepisco il tema della coscienza di sè ma non riesco ad afferrare molto, si riferisce alla persona, all'amore, alla poetica? Boh

    Voi che ne pensate?

  • #54
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    Predefinito Il pericolo

    Che s’io così mi decanto
    sciogliendomi in tempo
    dalla forma assoluta che “decide”,
    non vedere, amor mio,
    dentro la povertà della mia assenza
    un assenso, un consenso o solamente
    una parola
    da richiamare sempre,
    da oppormi quasi a specchio ed a condanna
    d’ogni mio moto divenuto illecito!

    Ho timore di questo:
    che qualcuno ricavi dal passato
    un simbolo, un accenno
    che mi descriva incatenata sempre
    ad un unico passo …

    Mobile come sono,
    cinta di fughe e da sproni tremendi
    e incalzanti turbata, esasperata,
    non è ancora per me giunto il momento
    di riposare queste membra stanche
    sull’iniziale della fissità!


    Dopo due poesie contorte eccone una che apprezzo molto di più. Mi piace questa difesa del diritto di cambiare, crescere, svilupparsi e non essere legata sull’iniziale della fissità.

  • #55
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    Predefinito Lamento di un morto

    anche io sono d'accordo con velvet, è una poesia ancora troppo personale, legata alla poetessa e quindi arriva poco a livello emotivo se non gomitolo intricato di sentimenti e vissuti.
    In quest la poesia forse parla direttamente Padre Camillo Se Piaz oppure un altro morto di cui però non sappiamo nulla se non che, forse, è morto per amore.





    a Padre Camillo De Piaz

    Aspettavo la ricomposizione
    dei miei sensi disgiunti,
    ma un Dio non sospettato
    ha disciolte le rime del mio amore...
    Credevo commutare
    questi pilastri d'ossa con sorgenti
    di finissimo cielo,
    e in cambio n'ebbi basi di pantano.
    Sono finito più che nel dolore...
    Ma non è questo il punto
    saturo di mia fede:
    il mio Dio sta immerso
    di là d'un palmo, e ho le dita monche
    per raggiungerlo in pieno!

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  • #56
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    Predefinito Solo una mano d'angelo

    Solo un mano d'Angelo
    intatta di sé, del suo amore per sé,
    potrebbe
    offrirmi la concavità del suo palmo
    perché vi riversi il mio pianto.
    La mano dell'uomo vivente
    è troppo impigliata nei fili dell'oggi e dell'ieri,
    è troppo ricolma di vita e di plasma di vita!
    Non potrà mai la mano dell'uomo mondarsi
    per il tranquillo pianto del proprio fratello!
    E dunque, soltanto una mano di Angelo bianco
    dalle lontane radici nutrite d'eterno e d'immenso
    potrebbe filtrare serena le confessioni dell'uomo
    senza vibrarne sul fondo in un cenno di viva ripulsa.




  • #57
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    Predefinito La notte

    … Ma con le cifre fervide del cuore
    descriverò l’analisi notturna
    delle nostre rovine.
    Quando su me ti conducevi assorto
    come sulle macerie si conduce
    un aggraziato termine di maggio
    e, tutta illuminandomi, sostavi
    alle crepe tremando di un astratto
    cenno di salvazione, o d’una piaga
    esprimendo il concreto esterrefatto
    in bagliori di veli,
    o, toccando il mio vertice, in un grido
    permutavi il dolore in esultanza
    freccia puntata d’ogni tentazione…
    E come ti sfuggivo inorridita
    delle mie stesse grazie, innamorata
    invece
    della fragilità delle mie spine.

    La notte: quante mai disconoscenze
    mi spinsero ad urlare questo frutto
    di dannata certezza,
    quante dalle mie braccia dolorose
    angosce risollevo
    ad affogare in turbini sanguigni!


    Una passione cantata con termini oscuri, torbidi e angoscianti. Spicca ancora il contrasto tra il corpo e l'anima:
    E come ti sfuggivo inorridita
    delle mie stesse grazie, innamorata
    invece
    della fragilità delle mie spine.

    Ancora un'oscurità difficile da penetrare.

  • #58
    Senior Member
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    Predefinito Lasciando adesso che le vene crescano

    Lasciando adesso che le vene crescano
    in intrichi di rami melodiosi
    inneggianti al destino che trascelse
    te fra gli eletti a cingermi di luce.
    In libertà di spazio ogni volume
    di tensione repressa si modella
    nel fervore del moto e mi dissanguo
    di canto "vero" adesso che trascino
    la mia squallida spoglia dentro l'orgia
    dell'abbandono. O, senza tregua più,
    dannata d'universo, o la perfetta
    nudità della vita,
    o implacabili ardori riplasmanti
    la già morta materia: in te mi accolgo
    risospinta dagli echi all'infinito.


    Anche qui criptica, i temi però mi sembra che ritornano, l'amore, la passione , la poesia, il disinteresse quasi disprezzo per la materialità. Ma nel complesso il significato mi sfugge.

  • #59
    *MOD* Monkey Member
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    Predefinito

    Solo un mano d'Angelo
    intatta di sé, del suo amore per sé,
    potrebbe
    offrirmi la concavità del suo palmo
    perché vi riversi il mio pianto.
    La mano dell'uomo vivente
    è troppo impigliata nei fili dell'oggi e dell'ieri,
    è troppo ricolma di vita e di plasma di vita!
    Non potrà mai la mano dell'uomo mondarsi
    per il tranquillo pianto del proprio fratello!
    E dunque, soltanto una mano di Angelo bianco
    dalle lontane radici nutrite d'eterno e d'immenso
    potrebbe filtrare serena le confessioni dell'uomo
    senza vibrarne sul fondo in un cenno di viva ripulsa.


    Questa mi piace molto.
    Avrei tanto bisogno anche io di un Angelo che raccolga le mie lacrime che in questo periodo purtroppo sono piuttosto frequenti. Concordo sulla difficoltà per un essere vivente di riuscire a immedesimarsi nel dolore di un altro simile ma non tanto perché non sappia capirlo piuttosto perché a volte ci si sente a disagio e non si sa bene cosa dire per confortare davvero senza scadere nel banale, mentre un Angelo sarebbe di certo più capace .
    Non so se Alda sia credente però ho notato che fa riferimento spesso a figure spirituali... Voi che dite?
    Ultima modifica di Minerva6; 03-23-2018 alle 09:16 PM.

  • #60
    Motherator
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    Predefinito Solo una mano d'Angelo

    Solo un mano d'Angelo
    intatta di sé, del suo amore per sé,
    potrebbe
    offrirmi la concavità del suo palmo
    perché vi riversi il mio pianto.
    La mano dell'uomo vivente
    è troppo impigliata nei fili dell'oggi e dell'ieri,
    è troppo ricolma di vita e di plasma di vita!
    Non potrà mai la mano dell'uomo mondarsi
    per il tranquillo pianto del proprio fratello!
    E dunque, soltanto una mano di Angelo bianco
    dalle lontane radici nutrite d'eterno e d'immenso
    potrebbe filtrare serena le confessioni dell'uomo
    senza vibrarne sul fondo in un cenno di viva ripulsa.


    Un grido di dolore, forse, l'impossibilità di esistere, di confrontarsi con gli uomini, con il limite umano, solo l'Angelo, la purezza e la comprensione totale possono capire un animo così tormentato e sofferente

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