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Discussione: Nucci, Flaminia - Yuki. Rinascere dalla neve (Robin Edizioni)

  1. #31

    Predefinito Yuki

    "Una cascata di sole la investe: il folto manto maculato, grigio e beige, capace di occultarla in perfetti mimetismi di luce e ombra, due occhi gialli giganteschi e due orecchie appuntite da elfo dei boschi. Il cuore mi batte disordinatamente. E' una fiera ancestrale, una creatura plasmata da un milione di anni, una cosa luminosa e distante, oro scintillante nella neve."

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    Da Sempre

  • #32

    Predefinito Yuki

    "Non riesco più a scrivere.
    Sono colta da un'indescrivibile emozione. Yuki è silenziosa, fatata ed eterea come la neve, ma feroce, libera e selvaggia come una fiera.
    Vorrei essere come lei: lasciarmi alle spalle il mondo degli umani e tornare allo stato ferino. Vorrei poter essere libera e feroce."

  • #33

    Predefinito Yuki

    "La loro stanza, spartana ed essenziale, era bianca latte, con un letto su base di pietra, posto al centro della stanza. In fondo, una finestra che dava su un uliveto gracidante di cicale e, vicino all'entrata, un piccolo fornello per cucinare. Tutto girava intorno a quel letto massiccio e inamovibile: un grande materasso, appoggiato su un quadrato di pietra dipinto di bianco. A Diana aveva ricordato il letto nuziale di Ulisse, scavato in un ulivo centenario, radicato nella terra, un letto intorno al quale l'eroe greco aveva costruito la sua casa. Ma se per Penelope il letto di Ulisse era un luogo di attesa e di solitudine, per Diana quel letto greco era un luogo di passione, dove il desiderio si riaccendeva e si placava, instancabile, ogni giorno."

  • #34

    Predefinito Yuki

    "Gli uomini appiccano il fuoco, che subito divampa con un lacerante crepitio di fiamme. Una morbida luce gialla si trasforma in poco tempo in una ruggente cascata arancione, che emana un chiarore spaventoso. Una piramide di fiamme, alta svariati metri, illumina tutta la collina fino alla riva del lago, incendia i volti di arancio e proietta tutt'intorno lunghe ombre tremolanti. La legna è incandescente. Schiocca, si sbriciola e fuma al suono di voci roboanti.
    Il falò è un rito apotropaico, una cerimonia di protezione, una magia per cacciare, insieme all'inverno, il freddo, la paura, la notte, il caos e fare spazio alla primavera, alla luce e all'armonia del cosmo.
    Ora fa un caldo spaventoso. Mi scopro la testa, tolgo i guanti e mescolo la mia voce e il mio cuore a quelli degli altri."

  • #35

    Predefinito Yuki

    "Yuki condivide volentieri lo spazio con me, a patto che l'atmosfera sia calma, rotonda e lieve come la neve. Abbiamo dato vita ad un nostro personalissimo modus vivendi, una sorta di "eutopia felina".
    Yuki è capace di donare familiarità alla mia routine del quotidiano, calore alla mia dimensione domestica e lo fa attraverso una sottile trasmissione di atmosfera, che trasforma la radura e i dintorni della casa in luoghi colmi di vissuto e di soggettività.
    Yuki mi cerca quando non c'è niente da fare, quando né io né lei siamo indaffarate e allora si possono condividere il silenzio, l'inattività, il gioco svagato.
    Viviamo immerse in un unico amnios, fatto di frattaliche riflessioni come in un gioco di specchi, chiuso all'esterno per naufragare nell'onirico e nell'infantile, per condividere odori tranquillizzanti e accertarsi che tutto rimarrà nel magico incantesimo dell'eterno presente."

  • #36

    Predefinito Yuki

    "Il fatto di compiere, ogni mattina, gli stessi gesti come se facessero parte di un rituale, dà un senso alla mia giornata. Con lo spirito di un monaco Zen, trovo, nella lentezza e nell'amore per i dettagli, una sorta di pace interiore.
    Questo cottage e il terreno circostante sono diventati, per me, un grembo materno in cui poter diventare e accettare ciò che sono stata, sono e sarò.
    A volte mi sento come se mi espandessi nel paesaggio e vivessi in ogni albero, nella neve che è caduta e che ora sta per sciogliersi, nelle nuvole e negli uccelli che vanno e vengono e, naturalmente, in Yuki.
    Il silenzio mi circonda sensibilmente e vivo in perfetta armonia con la natura."

  • #37

    Predefinito Yuki

    "Il paesaggio cambia sotto i miei occhi. Quello che vedo non è solamente l'inverno che lascia il posto alla primavera, è una terra che si riempie di punti e linee di bellezza. Sopra alla collina splende un sole sorprendentemente carico. Tira un vento tiepido da Sud. Le pupille di Yuki si stringono in sottilissime fessure di felicità."

  • #38

    Predefinito Yuki che filtra dalla finestra è color arancione. Penetra sottile fino a disperde

    "La luce che filtra dalla finestra è color arancione. Penetra sottile fino a disperdere nell'aria bagliori simili a quelli di un'alba ancora acerba, incurante del mio orologio che segna quasi la mezzanotte. Dopo tante notti primaverili, quello strano capriccio della natura che pietrifica il sole al momento del tramonto, lasciandolo sospeso in un'attesa quasi infinita, riesce ancora a cogliermi di sorpresa. E' una strana sensazione, è come riuscire ad annullare la legge del tempo, quell'ineluttabile alternanza di notte e giorno che rappresenta la più elementare certezza nella vita di ogni persona. In Lapponia questa certezza non esiste. Qui in Lapponia io vivo fuori dal tempo."

  • #39

    Predefinito Yuki

    "Poi, improvvisamente, le era arrivato un lungo SMS:
    Individuai allora due silenzi. Quello totale, inguaribile, della solitudine senza rimedio: e capii che questo silenzio lo riempiamo in modo ridicolo di cose che non hanno parole alle spalle; e l’altro, che le parole non abbandonano mai e te lo concedono per amarle ancora di più. Si parla per sentirsi vivi: è come se la morte, la fine, avessero paura, si tenessero lontane quando un uomo racconta ed emoziona.
    Ciao. Mara"

  • #40

    Predefinito Yuki

    "La parola non è un oggetto casuale, una merce di scambio, un codice di comodo: è la storia, l’intelligenza che adatta o reinventa, l’emozione che dà accenti, ritmi, soavità e burrasca, aspetto, volto alla muta condizione del cuore.
    La parola ha un seme, nasce e si allunga verso la luce che trova, si spezza, germoglia e muta petali, si adatta al tempo, al clima, si trasforma per sopravvivere; la parola ricorda: ricorda come eravamo, perché siamo, come saremo, ricorda nell’intimo della sua essenza, in una memoria che sopravvive ai suoi nuovi colori e ai suoi vecchi significati, perché se le cose le ha create Dio, le parole sono le cose ricreate dagli uomini: è quel nome, la vita."

  • #41

    Predefinito Yuki

    "Quella notte, però, le era arrivato un sogno, finalmente luminoso, dopo tanti giorni bui.
    Sto parlando con Mara: forse le sto dicendo quello che le ho scritto nelle ultime lettere e quello che le ho detto poi a voce. Alla sua sinistra c’è una donna bruna, che ha anche lei le sembianze di Mara. Allora guardo bene e mi accorgo che la ragazza con cui sto parlando non assomiglia a Mara: ha i capelli chiari e gli occhi chiari, del colore dei miei. Realizzo solo ora che sono io! Sono io, giovane e bella, di poco più di vent’anni, tutta intenta ad ascoltare. Il contatto tra noi è intensissimo e io mi perdo nei grandi occhi limpidi di questa giovanissima me."

  • #42

    Predefinito Yuki

    "La zona che circonda il rifugio ha due anime: una è sicuramente nordica, lunare nei colori e glaciale nei suoni. L'altra, quella protesa verso la città di Kiruna ha il fascino e il carattere solare dei paesaggi africani.
    Io prendo il sentiero che s'inerpica in salita tra l'erba e i sassi, rincorrendo la vetta. Il Kebnekaise mi accoglie come un vecchio signore dell'inverno che, smarrito il senso del tempo e dell'estate ormai dischiusa su tutti i prati della regione, continua un letargo fatto di neve e di piogge nebbiose.
    Dopo le prime ore di cammino, scorgo la cima della montagna. Sembra una cupola bianca, impalpabile e lontana come lontane dovevano essere sembrate le prime montagne ai primi uomini. Poi, in un attimo, scompare in silenzio sotto il peso di nuvole basse. Il mio peregrinare continua lento attorno alle sue pendici, nella speranza che il vento del Nord mi regali il bel tempo."

  • #43

    Predefinito Yuki

    "Forse sono gli ultimi anni della vita di Diana, con le sue illusioni e delusioni d'amore. Forse è la sua anima, rimasta, da qualche parte, inspiegabilmente fanciulla e incapace di calarsi nella feroce banalità delle relazioni umane. Forse è questa folle e straziante ricerca della dimensione poetica della vita e dell'amore, che non si placa mai e non trova mai casa."

  • #44

    Predefinito Yuki

    "Attraverso la radura e cammino fino alla riva del lago. Tolgo il coperchio dell'urna ed estraggo il sacchettino di plastica che c'è all'interno. Lo apro e, tenendolo ben saldo per un angolo, lancio con forza le ceneri verso il cielo. Una folata di vento le disperde."

  • #45

    Predefinito Intervista

    Questa è un'intervista che è comparsa sul sito www.recensionelibro.it

    1. Dovendo riassumere in poche righe il senso del libro Yuki, cosa diresti?

    Yuki narra l’esperienza di una rinascita psicologica ed emotiva che segue al dolore di una doppia perdita: un lutto e una separazione sentimentale. Tre saranno gli strumenti “terapeutici” per la protagonista del libro: la permanenza in solitudine in una landa remota e selvaggia (la Lapponia svedese), la scrittura di un romanzo e, soprattutto l’amicizia con una lince delle nevi, che diventerà, per lei, una sorta di animale-guida, un “daimon”, uno specchio per l’anima.

    2. Da dove nasce l’ispirazione per questo romanzo in cui la protagonista ha bisogno di lasciarsi alle spalle tutto e partire per ritrovare se stessa?

    Oltre ai miei vissuti personali, mi confronto quotidianamente, in quanto psicoanalista, con l’esperienza della perdita. Di fronte a un lutto o a una separazione, ci sentiamo perduti, annullati, incapaci di procedere nel nostro cammino esistenziale. Ho scritto un libro su questo tema perché credo che la fine di un amore sia un vero e proprio tabù culturale: la scongiuriamo in tutti i modi e abbiamo grande difficoltà ad accettarla, mentre io credo che ogni fine comporti un inizio e contenga sempre in sé un importante germe di rinnovamento.

    3. Cosa vorresti che i lettori riuscissero a comprendere leggendo le tue parole? Quale segno vorresti lasciare in loro?

    Con Yuki ho cercato di trasmettere l’importanza di due cose: la prima è la vita interiore, intesa come introspezione (anche introversione, quando necessario) e come considerazione della propria vita onirica e dei propri sogni; la seconda è il contatto con la Natura e la sua sacralità, con la magia, sempre più rara, dell’incontro, profondamente psichico, tra l’Uomo razionale e la parte più autentica di sé: l’animale selvatico.

    4. C’è qualcosa che avresti voluto aggiungere al libro, quando l’hai letto dopo la pubblicazione?

    No, sono soddisfatta così.

    5. Se Flaminia Nucci dovesse utilizzare tre aggettivi per definire Yuki, quali userebbe?

    Poetico, profondo e toccante.

    6. Perché credi si debba leggere il tuo libro?

    Perché credo collochi il senso della vita su un piano che, tutti noi, presi dal trambusto della vita quotidiana, non siamo più abituati a frequentare.

    7. Hai nuovi progetti? Stai scrivendo un nuovo libro? Puoi anticiparci qualcosa?

    Ho appena completato un romanzo in cui otto personaggi, quattro donne e quattro uomini di età e paesi diversi, ognuno con esperienze di vita e di lavoro differenti, hanno senza saperlo qualcosa in comune: uno stato d’animo di sofferenza e di crisi esistenziale. A legarli nel profondo sarà una serie di eventi in apparenza casuali e poco sgnificativi ma capaci, misteriosamente, di innescare una catena di esperienze psichiche straordinarie e sogni potentemente trasformativi, in grado di cambiare per sempre le loro vite.

    8. Qual è il romanzo che hai letto e ti ha più colpito emotivamente in quest’ultimo anno?

    La fine del mondo e il paese delle meraviglie di Murakami.

    9. Quale libro non consiglieresti mai a nessuno?

    Non credo ci siano libri inconsigliabili in assoluto, credo però sia importante sentirsi in qualche modo in sintonia con l’autore e con il suo “messaggio”.

    10. Adesso è arrivato il momento per porti da sola una domanda che nessuno ti ha mai fatto, ma a cui avresti sempre voluto rispondere…

    Mi è stato chiesto quando e come mai ho iniziato a scrivere (Yuki è il quinto libro), ma non perché ho continuato e continuo a farlo. Come direbbe James Hillman, scrivo per “fare anima”, per connettere la mia anima a quella degli altri, a quella dei lettori. Perché ogni libro contiene l’anima di chi lo ha scritto e di chi lo ha letto e per questo può trasformarsi in un grande sogno collettivo.

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