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 Lazzaro felice

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Discussione: Rohrwacher, Alice - Lazzaro felice

  1. #1
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    Predefinito Rohrwacher, Alice - Lazzaro felice

    Anni novanta. La Marchesa Alfonsina de Luna possiede una piantagione di tabacco e 54 schiavi che la coltivano senza ricevere altro in cambio che la possibilità di sopravvivere sui suoi terreni in catapecchie fatiscenti, senza nemmeno le lampadine perchè a loro deve bastare la luce della luna. In mezzo a quella piccola comunità contadina si muove Lazzaro, un ragazzo che non sa neppure di chi è figlio ma che è comunque grato di stare al mondo, e svolge i suoi inesauribili compiti con la generosità di chi è nato profondamente buono. Ma qual è il posto, e il ruolo, della bontà fra gli uomini? (Mymovies)

    Film decisamente poetico, pur avendo come temi principali lo sfruttamento degli altri prima e l'emarginazione sociale, dopo.
    Non è certo di facile visione, la prima parte è un po' lenta, la seconda si muove più velocemente ma va verso un finale che lascia spiazzati, Forse finale diverso non potrebbe esserci.
    La regista usa un linguaggio tutto suo per esprimere il buono che c'è al mondo, e non è sempre facile starle dietro, specie sotto l'aspetto temporale. Il protagonista è perfettamente calato nella parte, parla poco ma si esprime tanto.
    Sono contenta di averlo visto ma non è un film per tutti, troppa poesia può far male

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  • #2
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    Predefinito

    Devo dire che mi è piaciuto, sebbene per tutto il film ho avvertito qualcosa di stonato, stridente, disturbante. Credo, però, che sia per via delle tematiche, dell'ambientazione e del contesto sociale di estrema povertà, degrado, miseria in tutti i sensi. Questo film molto particolare racconta un aspetto dell'Italia dei nostri tempi quasi sommerso e dimenticato: crediamo che alcune problematiche appartengano al passato, invece lo sfruttamento, la prevaricazione, l'approfittarsi degli altri non passa mai di moda. Ma questo film parla anche di altro, per esempio di discriminazione e di amicizia e lo fa in un modo tutto particolare, amaro, quasi decadente che, devo dire, ho apprezzato. Nel complesso trovo che questo sia un buon film.

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  • #3
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    Predefinito Dal Cineforum - Contiene spoiler

    Mi sembra un po' strano tornare qui in punta di piedi per scrivere un commento su Lazzaro felice, dopo tanti mesi...però avevo promesso (a me stessa?) di farlo e quindi cercherò di vincere il mio "blocco del commentatore", sempre che mi ricordi qualcosa del film. Chissà che non mi serva per rompere il ghiaccio.
    E' un film che parla allo spettatore in modo nuovo, originale. La marchesa De Luna schiavizza sì e no 50 persone che sgobbano nella sua terra senza avere niente in cambio, a parte i suoi modi da "tiranna" e la possibilità di vivere come bestie nella sua proprietà, se così si può chiamare. All'interno di questo ambiente dimenticato da Dio si muove Lazzaro, solo, figlio di chissà chi, buono in maniera innaturale, sempre pronto ad aiutare tutti, tanto semplice da sembrare tonto. Felice forse, di che cosa? Della sua vita? Forse sì, perché Lazzaro non conosce altre maniere di vivere.
    Ma prima o poi arriva un evento che scuote le persone, evento che, nel caso del nostro protagonista, assume le sembianze del giovane Tancredi, figlio della marchesa.
    E' un film che mescola un aspetto profondamente realistico - lo sfruttamento dei lavoratori, visto in un contesto di cui raramente si parla, e il loro vivere di espedienti una volta che le magagne vengono scoperte e devono arrangiarsi, tratto che mi è piaciuto particolarmente - a un altro onirico e intriso di una forma di misticismo, nel momento in cui Lazzaro "risorge". Mi è piaciuto molto, ho trovato il finale un po' esagerato ma forse non poteva essere altrimenti.


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