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Discussione: 239° MG - La via del tabacco di Erskine P. Caldwell

  1. #1
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    Predefinito 239° MG - La via del tabacco di Erskine P. Caldwell

    Siamo ai blocchi di partenza, qweedy, Ayuthaya ed io (con c0c0timbo in forse) per addentrarci nel ruvido mondo descritto da Caldwell.

    Non conosco quest'autore, che ho estratto a sorte nel gioco "Adotta un autore", ma scorrendo le prime righe del libro capisco che sarà un buon compagno di viaggio.
    Penso di iniziare già oggi.

    Ragazze (e ragazzo in forse) voi ci siete?

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  • #2
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    Predefinito

    Non l'avevo proprio mai sentito nominare... Inizio oggi!

    «Tutto ciò che volevo fare era raccontare una storia, e raccontarla al meglio delle mie capacità.»

    La via del tabacco (1932) è considerato uno dei suoi lavori migliori, il romanzo, ambientato durante la Grande depressione degli anni Trenta, racconta le vicende dei Lester, una famiglia di mezzadri ridotta in miseria.

    Erskine Caldwell (1903 - 1987), figlio unico di un pastore presbiteriano itinerante, trascorse la sua infanzia trasferendosi di stato in stato negli Stati Uniti meridionali seguendo il padre nelle diverse chiese che gli venivano affidate.
    Politicamente le sue simpatie andavano nella direzione delle rivendicazioni operaie. Il suo stile, semplice e diretto, è paragonato a quello di John Steinbeck e Francis Scott Fitzgerald, suoi contemporanei.



    “Vorrei ricordarvi che uno scrittore è innanzitutto una persona semplice. Non è un genio, un grande pensatore o un filosofo, bensì un narratore.”

    “Non sono nato scrittore: prima di ogni altra cosa sono uno che sa ascoltare.”

    “Non mi interessa la trama di un libro, ma solo come posso rendere i miei personaggi e ciò che fanno.”

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  • #3
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    Predefinito capitolo XIV

    Mi sta piacendo moltissimo. Il linguaggio è crudo, ma è efficace per descrivere bene la situazione di grande degrado economico e morale di questa famiglia, una famiglia di contadini caduta in rovina nel periodo della Grande depressione. Una famiglia privata di qualsiasi umanità, personaggi la cui vita trascorre all'insegna della fame e dell'ignoranza.
    Il protagonista Jeeter ripete continuamente le stesse riflessioni. All'inizio questo mi infastidiva, ma poi ho capito che è il modo che l'autore ha trovato per farci capire come funziona la mente del protagonista. Si arrovella sempre sulle stesse frasi, senza mai concludere nulla.


    La via del tabacco film del 1941 diretto da John Ford

  • #4
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    Predefinito Fine cap. 2- spoiler

    Io ho letto i primi due capitoli, stasera inizio con maggior lena.
    Sono rapita dalla figura della piccola Pearl, sposa bambina che prova ad attuare ogni forma di resistenza ad una situazione di abuso e prepotenza. Ma nemmeno il marito Lov può essere troppo criticato, nel suo modo incoerente e ignorante è stato, almeno nei primi mesi di matrimonio, "rispettoso", in un certo senso, della ritrosia della moglie. Viene descritta una situazione dove la miseria, economica, morale e spirituale, domina ogni relazione.

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  • #5
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    Predefinito


    Film John Ford 1941

    La piccola Pearl, sposa a 12 anni, attua con molta forza una resistenza passiva suggerita dalla speranza di poter andare a lavorare in città nella filanda, ben sapendo che se rimane incinta resterà bloccata lì.

    Sgradevole la figura del capofamiglia, che condanna la sua famiglia alla fame con la sua indolenza e passività, procastinando all'infinito ogni decisione. Ama la terra, si ritiene un contadino e si rifiuta di andare a lavorare come altri hanno fatto nella città. La famiglia non ha nulla da mangiare, vivono in una casa che sta per crollare, non possono lavorare la terra perché hanno venduto tutti gli attrezzi, non possono acquistare il guano per fertilizzare i campi e neppure le sementi e neanche un mulo a cui attaccare l'aratro, perché nessuno gli fa credito. Aspetta passivamente che Dio risolva la sua situazione. Di umano, per la sua famiglia, non rimane nulla: vivono come bestie che cercano di sopravvivere in modo animalesco, confidando nell'impossibile aiuto di Dio, dal quale implorano senza ritegno, né vergogna, il perdono per i loro misfatti e la loro ignavia.



    Mi ha colpito la figura della nonna, commovente e straziante: la vecchia madre è l'immagine della sofferenza che non ha lamenti; pur sapendo che non c'è nulla da mangiare si ostina, da anni, a raccogliere la legna nel boschetto vicino. Scrive l'autore "arrancando attraversò la strada...mentre avanzava zoppicando sembrava un vecchio spaventapasseri avvolto nei suoi stracci neri...Il vento di febbraio fischiava nei brandelli di stoffa nera e li faceva mulinare e la vecchia sembrava che avesse le convulsioni. Le calze erano state ricavate dagli stracci neri più lunghi che aveva trovato, avvolti intorno alle gambe e annodati alle estremità. Le scarpe erano collari da cavallo tagliati a strisce e legati ai piedi con lo spago."



    Rappresentazione teatrale La via del tabacco Milano 1945. Luchino Visconti ne diresse una memorabile trasposizione teatrale, avvalendosi della traduzione di Suso Cecchi d'Amico e dell'interpretazione di Vittorio Gassman.
    Ultima modifica di qweedy; 07-02-2019 alle 03:08 PM.

  • #6
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    Bello! Bello il romanzo e bello il film! Vi seguirò volentieri...

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  • #7
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    Io l'ho già finito, del resto sono solo 217 pagine e il Kindle mi pronosticava fin dall'inizio un'ora e mezza di lettura.
    Un romanzo eccellente: dopo il mio amato Steinbeck, insieme a Faulkner e Lansdale ci sta benissimo anche Erksine P. Caldwell. E' insuperabile nel descrivere la miseria umana e spirituale in cui precipita questa famiglia di contadini ai tempi della grande Depressione. Non c'è speranza, solo disperazione, e la morte diventa quasi una liberazione.
    Anche il linguaggio, così duro, scabro, è perfetto.



    Il romanzo è stato dichiarato dalla Modern Library uno dei cento libri più importanti del Novecento; Fernanda Pivano lo collocò, in una sua biblioteca ideale, tra le cinquanta migliori opere americane di tutti i tempi.



    Alcune immagini mi sono rimaste in mente: Dude che continua a suonare il clacson dell'auto nuova, a ripetizione, come un bambino: piu' che guidare, si preoccupa solamente di suonare continuamente "la tromba". Ada, il cui unico desiderio è avere un vestito decente della lunghezza giusta alla moda per la sua sepoltura. Il capofamiglia senza dignità, Jeeter e il suo attaccamento animalesco alla terra.
    Ultima modifica di qweedy; 07-03-2019 alle 03:19 PM.

  • #8
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    Io ho iniziato il VII capitolo... Mi sta piacendo molto ma non ho tempo di commentare...

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  • #9
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    Siete velocissime, io vado piano piano ma me lo sto gustando appieno.
    La scena che si svolge nell'aia tra Jeeter, Lov e la ragazza con il labbro leporino ha qualcosa di epico. Una specie di sfida in stile western

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  • #10
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    Finito ieri.
    È straziante. La vicenda dei Lester è simbolica di tante cose: l’abbrutimento indotto dalla miseria, il potere devastante del progresso, che lascia inesorabilmente indietro chi non è in grado di adeguarsi ai suoi rapidi cambiamenti, il percorso involutivo a cui condannano l’ignoranza e l’isolamento...
    Mi è piaciuta molto la prima metà del libro, dove Caldwell delinea le figure dei personaggi, meno la seconda, che mi è sembrata un po’ forzata e dove i protagonisti, più che privi di strumenti culturali, sembrano completamente idioti.
    Sono contenta di aver conosciuto questo autore e vi ringrazio per i vostri commenti e la vostra compagnia.

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  • #11
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    Io ho finito in questo momento... Un capolavoro. Non sfigura assolutamente accanto ai migliori Steinbeck o Faulkner...

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