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Discussione: CIII GdL - Martin Eden di London

  1. #31
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    Predefinito Fino al capitolo 9

    Sono andata a vedere le parti segnate sul lettore ma per pigrizia alcune citazioni non le riporterò, ho appena scoperto che dal cloud di Ibs non posso fare copia e incolla e per farlo dal lettore dovrei collegarlo al PC, ammesso che si possa fare (questi libri protetti pure se li hai pagati non li capisco, passi per i nuovi, ma i classici non dovrebbero avere blocchi).
    Avevo segnato delle note su Ruth... Innanzitutto chi vi ricorda del forum con la sua ossessione per la grammatica perfetta ? Bouvard ne sa qualcosa .
    Ayu, ti fischiano le orecchie per caso ? Lo dico con affetto, lo sai .
    Tu ovviamente non sei così ristretta di mente come Ruth e non hai la presunzione delle persone come lei che il loro punto di vista sia il migliore e il più giusto per credo religioso, razza e pensiero politico (cito a memoria).
    Mi sa troppo di maestrina, lei magari ha tutte le buone intenzioni ma certe volte esagera davvero. In fondo Martin non ha studiato perciò non può pretendere la perfezione, anzi, è già troppo quello che riesce a fare da solo, ma lei non sempre sembra rendersene conto ed apprezzarlo.
    Ho letto da qualche parte che in lui c'è qualcosa di autobiografico, anche London avrà studiato quando era più grandicello... Però non sono sicura, prendetelo con le pinze .

    Poi volevo chiedervi se pure nella vostra traduzione ci sono parole dialettali quando Martin parla con Ruth, tipo mo' per intendere adesso, dalle mie parti si usa, ma ho scoperto che la traduttrice è marchigiana e ha studiato in Toscana, quindi si userà anche lì .
    E poi volevo chiedervi come pronunciate voi il suo cognome? Come è scritto oppure Iden?
    Ultima modifica di Minerva6; 10-20-2019 alle 02:18 PM.

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  • #32
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    Predefinito capitolo XX

    Citazione Originariamente scritto da Minerva6 Vedi messaggio
    Sono andata a vedere le parti segnate sul lettore ma per pigrizia alcune citazioni non le riporterò, ho appena scoperto che dal cloud di Ibs non posso fare copia e incolla e per farlo dal lettore dovrei collegarlo al PC, ammesso che si possa fare (questi libri protetti pure se li hai pagati non li capisco, passi per i nuovi, ma i classici non dovrebbero avere blocchi).
    Avevo segnato delle note su Ruth... Innanzitutto chi vi ricorda del forum con la sua ossessione per la grammatica perfetta ? Bouvard ne sa qualcosa .
    Ayu, ti fischiano le orecchie per caso ? Lo dico con affetto, lo sai .
    Tu ovviamente non sei così ristretta di mente come Ruth e non hai la presunzione delle persone come lei che il loro punto di vista sia il migliore e il più giusto per credo religioso, razza e pensiero politico (cito a memoria).
    Mi sa troppo di maestrina, lei magari ha tutte le buone intenzioni ma certe volte esagera davvero. In fondo Martin non ha studiato perciò non può pretendere la perfezione, anzi, è già troppo quello che riesce a fare da solo, ma lei non sempre sembra rendersene conto ed apprezzarlo.
    Ho letto da qualche parte che in lui c'è qualcosa di autobiografico, anche London avrà studiato quando era più grandicello... Però non sono sicura, prendetelo con le pinze .

    Poi volevo chiedervi se pure nella vostra traduzione ci sono parole dialettali quando Martin parla con Ruth, tipo mo' per intendere adesso, dalle mie parti si usa, ma ho scoperto che la traduttrice è marchigiana e ha studiato in Toscana, quindi si userà anche lì .
    E poi volevo chiedervi come pronunciate voi il suo cognome? Come è scritto oppure Iden?
    Io lo pronuncio in italiano, Martin Eden, così come è scritto ma immagino che sarebbe più corretto pronunciarlo in inglese.
    Anche nella mia traduzione ci sono parole smozzicate e strafalcioni nei primi dialoghi tra Martin e Ruth, proprio per far capire quanto il suo linguaggio sia poco corretto. Infatti lui si trova in difficoltà ad esprimere le sue idee, perchè gli mancano le parole.
    Mi ricorda la riflessione di Don Lorenzo Milani, quando diceva: perchè il medico quando parla con un ingegnere o un avvocato discute da pari a pari, pur non avendo studiato legge o ingegneria? Parla da pari a pari perchè ha in comune con loro il dominio della parola. Per questo ha cercato con la sua scuola di Barbiana di dare ai poveri il dominio sulla parola.
    Ed è esattamente questo che spinge Martin Eden a studiare il più possibile, per trovare le parole per esprimere quello che pensa e che sente.



    "Ci sono in me tante cose che voglio esprimere. Ma sono così grandi che non riesco a trovare veramente il modo di dirle. Qualche volta mi sembra che tutto il mondo, tutta la vita, ogni cosa siano entrati in me e mi stiano invocando perché sia il loro portavoce."

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  • #33
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    Io lo sto ascoltando e confermo che la pronuncia esatta è Martin "Iden"...
    Volevo postare il mio incipit anche io ma devo riascoltarlo e trascriverlo, spero di ricordarmi di farlo!

    A me sta piacendo ma ho solo piccolo appunto ed è che dopo più di tredici capitoli di fatto non è cambiato molto dalla situazione che si era delineata fin dall'inizio: insomma, trovo lo svolgimento un po' troppo lento rispetto a questa tipologia di romanzo..

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  • #34
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    Citazione Originariamente scritto da ayuthaya Vedi messaggio
    Io lo sto ascoltando e confermo che la pronuncia esatta è Martin "Iden"...
    Volevo postare il mio incipit anche io ma devo riascoltarlo e trascriverlo, spero di ricordarmi di farlo!

    A me sta piacendo ma ho solo piccolo appunto ed è che dopo più di tredici capitoli di fatto non è cambiato molto dalla situazione che si era delineata fin dall'inizio: insomma, trovo lo svolgimento un po' troppo lento rispetto a questa tipologia di romanzo..
    Confermo anch'io che lo trovo lento e a lungo andare ripetitivo, sono convinta però che dipenda dal fatto che è stato scritto nei primi anni del Novecento. Allora il ritmo era molto ma molto più lento di oggi.

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  • #35
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    Citazione Originariamente scritto da qweedy Vedi messaggio
    Confermo anch'io che lo trovo lento e a lungo andare ripetitivo, sono convinta però che dipenda dal fatto che è stato scritto nei primi anni del Novecento. Allora il ritmo era molto ma molto più lento di oggi.
    Forse anche Jack London era pagato "a parola" come si usava nell'ottocento. La maggiorparte dei romanzeri del diciannovesimo secolo tendeva ad allungare un po' il brodo proprio perché pagati "a cottimo". Sono solo al capitolo 8, domani posto le prime considerazioni.
    Ultima modifica di Zingaro di Macondo; 10-21-2019 alle 10:19 AM.

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  • #36
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    Citazione Originariamente scritto da ayuthaya Vedi messaggio
    Io lo sto ascoltando e confermo che la pronuncia esatta è Martin "Iden"...
    Volevo postare il mio incipit anche io ma devo riascoltarlo e trascriverlo, spero di ricordarmi di farlo!

    A me sta piacendo ma ho solo piccolo appunto ed è che dopo più di tredici capitoli di fatto non è cambiato molto dalla situazione che si era delineata fin dall'inizio: insomma, trovo lo svolgimento un po' troppo lento rispetto a questa tipologia di romanzo..
    Io ho appena iniziato il tredicesimo capitolo e sono d'accordo con te... il romanzo mi sta piacendo ma è un po' lento per i miei gusti.

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  • #37
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    Citazione Originariamente scritto da Zingaro di Macondo Vedi messaggio
    Forse anche Jack London era pagato "a parola" come si usava nell'ottocento. La maggior parte dei romanzieri del diciannovesimo secolo tendeva ad allungare un po' il brodo proprio perché pagati "a cottimo". Sono solo al capitolo 8, domani posto le prime considerazioni.
    E' esattamente così, è stato pubblicato in un primo tempo a puntate nella rivista Pacific Monthly, dal settembre 1908 al settembre del 1909, e solo successivamente pubblicato in volume unico. All'epoca evidentemente si usava così, perciò è logico che il racconto venisse allungato il più possibile. Per i gusti di oggi è lentissimo. Diciamo anche che all'epoca pure le relazioni avevano un andamento molto più lento di oggi.

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  • #38
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    Ho letto solo una cinquantina di pagine, ma non mi sono frenato di fronte ai vostri spoiler debitamente segnalati. Vedo che mi aspetta ancora un brodo lungo.

    Riallacciandomi allo spunto di Qweedy qui sopra, devo ammettere che il lato noioso del libro può anche essere rovesciato a mio sfavore. Sono un uomo del ventunesimo secolo, abituato alla frenesia e al volere tutto e subito. Non lo nego e non nego una certa schizofrenia del mio tempo, dalla quale non ho ancora imparato a prendere le distanze. Di certo, fino a un secolo fa, le relazioni erano più "lente" rispetto ad oggi. Tralasciando la discussione etica rispetto al tema, devo ammettere che non ho mai amato i grossi tomi ottocenteschi, quelli alla Dumas per intenderci. Pur riconoscendone il valore letterario, preferisco il filone americano del ventesimo secolo, quello che, per l'appunto, ha "velocizzato" i libri.

    Jack London è, se la vogliamo vedere in chiave negativa, prolisso, ma possiamo anche dire che sia finemente descrittivo.

    Resta il fatto che personalmente vedo un grandissimo scrittore che sta scrivendo una roba piuttosto noiosa.

    Al momento c'è poco da aggiungere rispetto a quanto avete detto. Sottolineo solo la parte in cui Martin immagina la biblioteca franargli addosso, con il suo carico psicologico di iper informazioni e sovra dosaggio di cultura. Chissà cosa penserebbe, oggi, London di Internet. Quella scena mi fa venire in mente, in quanto a forza "immaginifica", quella famosa delle camicie del "Grande Gatsby".

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  • #39
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    Citazione Originariamente scritto da qweedy Vedi messaggio
    E' esattamente così, è stato pubblicato in un primo tempo a puntate nella rivista Pacific Monthly, dal settembre 1908 al settembre del 1909, e solo successivamente pubblicato in volume unico. All'epoca evidentemente si usava così, perciò è logico che il racconto venisse allungato il più possibile. Per i gusti di oggi è lentissimo. Diciamo anche che all'epoca pure le relazioni avevano un andamento molto più lento di oggi.
    Sì, lo avevo immaginato!

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  • #40
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    Io ho iniziato a leggere il nono capitolo.

    Concordo perfettamente con Francesca circa le riflessioni sugli autori e le traduzioni. In effetti quello che noi leggiamo di un autore estero varia a secondo dei traduttori e i giudizi che diamo talvolta verrebbero confutati da una lettura del testo originale. Quante volte restiamo colpiti, ad esempio, dal ripetersi di una parola e magari così non è nella realtà...ci sarebbe un lungo discorso

    @Minerva: il fatto che ti ritrovi delle parti con parole dialettali secondo me corrisponde a quello che è il testo originale più della mia traduzione che invece usa tutte parole in perfetto italiano salvo poi tradurre che Martin parla in modo sgrammaticato e con termini gergali ma allora perchè traduci in perfetto italiano? Io da cosa capisco che quello parla male?

    Non avevo riflettuto su Eden e Iden anche perchè io ho sempre detto (e sentito dire) Eden, ma a ben pensarci ho sempre sbagliato

    Concordo anche sul fatto che sia lento e sul fatto che sia dovuto anche ad una questione di guadagni...io sto leggendo proprio la parte in cui Martin fa tutti quei calcoli su quanto guadagnerebbe scrivendo un pezzo di 300 parole alla settimana, o quanto guadagnerebbe scrivendo...ecc, ecc,

    Piuttosto voi non vi siete stupite di quanto Martin riesce a leggere e ad apprendere in una sola settimana? Ok essere intelligente, avere una mente fertile, ma in una settimana uno non può leggere tanti libri...no forse qualcuno riesce a leggere tanto

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  • #41
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    Predefinito fino al capitolo 17

    La lettura scorre sempre piacevolmente e finalmente qualcosina si muove visto che almeno Martin ha fatto leggere i suoi scritti a Ruth! la delusione è dietro l'angolo ma si poteva intuire.... spero solo che questa fase di regressione per lui sia momentanea e soprattutto senza troppe conseguenze
    Ogni volta che i due ragazzi discutono non posso fare a meno di pensare che è lui quello più capace di dialogare, che riesce a cogliere gli aspetti più importanti delle cose, si può dire che sono l'incarnazione della differenza tra teoria e pratica

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  • #42
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    Predefinito capitolo XXV

    Citazione Originariamente scritto da bouvard Vedi messaggio
    Piuttosto voi non vi siete stupite di quanto Martin riesce a leggere e ad apprendere in una sola settimana? Ok essere intelligente, avere una mente fertile, ma in una settimana uno non può leggere tanti libri...no forse qualcuno riesce a leggere tanto
    Dormiva solo 5 ore per notte! In effetti può sembrare strano che dal nulla si possano leggere e capire libri importanti. Credo che si possa dire che Martin Eden aveva una grandissima forza di volontà, un'enorme desiderio di imparare e di migliorarsi, e anche un'immensa fiducia nelle proprie capacità. Infatti viene più volte ribadito che la sua intelligenza era superiore a quella degli altri, e in un anno di studi da autodidatta riteneva di aver superato le conoscenze di Ruth e dei suoi amici che erano laureati. Non mancava certo di stima in se stesso!


    Film Le avventure di Martin Eden 1942 diretto da Sidney Salkow, con Glenn Ford e Claire Trevor.


    Citazione Originariamente scritto da Zingaro di Macondo Vedi messaggio
    Jack London è, se la vogliamo vedere in chiave negativa, prolisso, ma possiamo anche dire che sia finemente descrittivo.

    Resta il fatto che personalmente vedo un grandissimo scrittore che sta scrivendo una roba piuttosto noiosa.
    Anch'io ammiro la capacità di London di fare descrizioni accuratissime e molto profonde. Il nostro linguaggio attuale al confronto è estremamente scarno e povero, rischiamo di non essere più in grado di esprimere concetti elaborati, se ci mancano le parole per comunicarli.



    Film muto Martin Eden 1914 diretto da Hobart Bosworth

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  • #43
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    Sono arrivata al capitolo 25, ho letto i vostri commenti e spero di riuscire a scrivere presto anche i miei, però intanto voglio dire che per la mia condizione attuale la narrazione non è affatto lenta né noiosa o ripetitiva, avevo proprio bisogno di una lettura così rilassante .

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  • #44
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    Predefinito fino al capitolo 28

    La lettura prosegue scorrevole e gli eventi, in un certo senso, accelerano.... Ruth capitola , però Martin inizia a diventarmi cordialmente antipatico. La concretezza che ha sempre avuto ha lasciato il posto a una specie di "superbia". Capisce di avere una mente brillante, anche più brillante di tutte le persone colte e laureate conosciute a casa di Ruth, ma pensa che ciò basti a pretendere quello che desidera. Ha un sogno, è vero, ma come un bambino si intestardisce nel seguirlo senza una rotta precisa, cambiando spesso idee e progetti. Spero rinsavisca, lo preferivo quando era più rozzo e inesperto

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  • #45
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    Predefinito Finito!

    Ma non dico nulla per non spoilerare.
    Ringrazio solo chi l'ha proposto, mi è piaciuto molto: la prosa di London è stata definita una delle più potenti della storia della letteratura, e ora capisco il perché.
    Ho trovato interessantissime tutte le riflessioni sulle differenze sociali, le critiche alla società borghese, la difficoltà di cambiare il proprio status sociale.
    Mi ha fatto venir voglia di scrivere la mia biografia!

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