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Discussione: 245° MG - Il ciclope di Paolo Rumiz

  1. #16
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    Penso che abiterò in questo post per un poco di tempo,
    magari utilizzerò il suo spazio per raccontare dei Fari maestosi
    e solitari,di storie e pensieri su questi baluardi dell'umanità.

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  • #17
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    https://ilpiccolo-gelocal-it.cdn.amp...rie-1.12467952



    Il Piccolo di Trieste ha parlato di questo libro tempo fa.
    Sto cercando il contatto con l'illustre concittadino e spero
    di riuscire ad incontrarlo per ringraziarlo e chiedergli molte cose che oramai si sono poggiate sul cuore.

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  • #18
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    Procedo con lentezza,
    come stessi compiendo a piedi
    il periplo dell'isola misteriosa,e mi perdessi
    nei vagabondaggi del cuore.
    A pagina 79 ho letto...

    "E quando la lanterna si accende,prima di cena,
    lo vedo uscire sulla spianata e cercare verso Tramontana,dritto sotto la Polare,perché li c'è un altro faro che pulsa,su un'isola a trenta miglia,e in quel faro,in quell'isola,c'è suo figlio che fa il suo stesso mestiere e gli ha appena regalato un nipotino.
    Le due luci si parlano e si chiamano ogni giorno,appena fa buio..."


    Sul faro non esiste la distanza dalle cose che contano davvero.

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  • #19
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    Sto tornando a casa mia.a Napoli,e mentre aspetto l'imbarco sull'aereo sorrido ad una coincidenza trovata a pagina 81 di questo libro che viene con me dappertutto oramai.

    ...Ricordo che anni fa,in una taverna dei quartieri spagnoli di Napoli,un cuoco mi declamo' il menù usando i nomi locali dei cibi con una teatralità così barocca da saziarmi di sole parole.Gli stessi ingredienti si nobilitavano."Puparuoli"
    "cucuzzielli","pummarole" e "mulignane"parvero,mescolati insieme,formula battesimale,benvenuto,per non dire esorcismo di una fame atavica.A un certo punto,ridendo,dovetti dirgli basta,se voleva lasciarmi un po'di spazio nella pancia...

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  • #20
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    Pagina dopo pagina prosegue la lettura.
    In un tempo sospeso a 100 metri di altezza,
    dove si impara a capire il senso del limite umano
    di fronte all'immensita' del creato.
    Forse per questo il racconto
    si fa fiaba.
    Trasforma il lettore in un nomade
    che percorre la propria strada,felice
    del tempo che ha a disposizione per se stesso.
    E nel tempo sospeso si ritrovano tutte le cose
    che la vita ci porta via.


    In alcuni momenti ho avvertito una sensazione di ritorno
    all'infanzia.È stata una cosa bella.

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  • #21
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    A pagina 121 di questo libro
    meraviglioso si legge
    del Forte di Punta Rossa ,
    uno spazio militare ancora
    teoricamente off limits.

    Mentre camminava sulla ghiaia granitica
    tra due casematte dove era cresciuto
    un grande albero di fichi e il terreno
    era coperto da una varietà coloratissima
    di piante grasse e fuori
    pensò

    ...Il luogo era di uno sperdimento assoluto,
    come se l'uomo fosse una cosa estinta...

    Mi ha molto colpito questo pensiero.
    Tra rovine cariche di storia e sacrificio
    di uomini in armi,
    lo scrittore riflette immerso nel silenzio
    e riesce a percepire chiaramente l'infinita nostra limitatezza ...
    Neppure il tempo che scandisce i nostri giorni
    ha più la stessa valenza quando si parte per raggiungere gli
    arcipelaghi dell'anima .

    Mi sono commossa.

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  • #22
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    Ho finito anche io la lettura del Ciclope.
    Ma il cammino per me continuerà.
    Ci sono delle pagine bianche alla fine del libro.
    Otto pagine non numerate,apparentemente
    senza significato.
    L'invito ad errare con il cuore e i pensieri dove
    capita,liberi ,
    unici...bambini.

    Io utilizzerò le pagine bianche a modo mio,
    raccontando storie di Fari .
    La mia passione mi ha fatto leggere di tutto
    su questo argomento.
    Ringrazio molto qweedy che ha voluto condividere
    questa lettura .

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  • #23
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    Citazione Originariamente scritto da Shoshin Vedi messaggio


    Ho finito anche io la lettura del Ciclope.
    Ma il cammino per me continuerà.
    Ci sono delle pagine bianche alla fine del libro.
    Otto pagine non numerate,apparentemente
    senza significato.
    L'invito ad errare con il cuore e i pensieri dove
    capita,liberi ,
    unici...bambini.

    Io utilizzerò le pagine bianche a modo mio,
    raccontando storie di Fari .
    La mia passione mi ha fatto leggere di tutto
    su questo argomento.
    Ringrazio molto qweedy che ha voluto condividere
    questa lettura .
    Sono io che ringrazio te, Shoshin, per avermi fatto scoprire questa bellissima lettura!

    Non riesco a pensare a nessun altro edificio costruito dall’uomo che sia altruistico quanto un faro. Sono stati costruiti solo per servire.
    George Bernard Shaw

    Ora erano molto vicini al Faro. Eccolo che si stagliava, nudo e dritto, abbagliante di bianco e nero, e si vedevano le onde rompersi in schegge bianche come vetro infranto contro gli scogli. Si vedevano le venature e le spaccature degli scogli. Si vedevano chiaramente le finestre; un tocco di bianco su una di esse, e un ciuffo di verde sullo scoglio. Un uomo era uscito e li aveva guardati con il cannocchiale ed era rientrato. Ecco com’era, pensò James, il Faro che per tutti quegli anni avevano visto attraverso la baia; era una torre nuda su una roccia deserta.
    Virginia Woolf

    Fare il guardiano è un dovere, una responsabilità. Bisogna essere predisposti. Le difficoltà sono moltissime, i gabbiani, i topi, l’isolamento, in cui trascini anche la famiglia. Con mia moglie e le mie tre figlie abbiamo passato anni interi vedendo pochissima gente. Ma almeno io la solitudine non la sentivo. A volte mi incanto pensando a quanti miliardi di occhi mi hanno visto senza che io li vedessi.
    Ex guardiano del faro di Lampione, al largo di Lampedusa

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