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Discussione: 246° MG - Tempi difficili di Charles Dickens

  1. #31
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    Minerva a me il libro primo (la semina) termina con il capitolo 16 (marito e moglie).
    Dopo comincia il libro secondo (il raccolto) e parte dal capitolo 1 (effetti in banca).
    Non ho il capitolo 17.

    Giusto?

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  • #32
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    Ho letto quella perla di insegnamento alle masse che è il dialogo tra Sissy e Louisa, dove la prima si accusa di ignoranza e snocciola perle di saggezza sublimi. Concetti che oggi troviamo scontati... ma lo erano allora?
    Dickens è stato maestro delle masse

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  • #33
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    Citazione Originariamente scritto da Ondine Vedi messaggio
    Minerva a me il libro primo (la semina) termina con il capitolo 16 (marito e moglie).
    Dopo comincia il libro secondo (il raccolto) e parte dal capitolo 1 (effetti in banca).
    Non ho il capitolo 17.

    Giusto?
    Nella mia edizione lo stesso, dopo il cap. 16 inizia il secondo libro

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  • #34
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    Citazione Originariamente scritto da Ondine Vedi messaggio
    Minerva a me il libro primo (la semina) termina con il capitolo 16 (marito e moglie).
    Dopo comincia il libro secondo (il raccolto) e parte dal capitolo 1 (effetti in banca).
    Non ho il capitolo 17.

    Giusto?
    Anche a me il primo libro termina col capitolo 16 ma poi il secondo prosegue con il 17 .

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  • #35
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    Ah ok, temevo mi mancasse un capitolo.

  • #36
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    Capitolo 5 (secondo libro).
    Il dialogo tra Stephen e Bounderby (Minerva l'ho scritto bene ) è emblematico sul divario morale tra operaio e industriale.
    Il personaggio di Stephen è la dignità fatta persona, Bounderby è un ipocrita (si sente superiore in quanto ricco e tratta gli operai come oggetti).
    Louisa mi fa tanta pena ma intuisco una possibile luce in fondo al tunnel, ma forse sono troppo romantica.

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  • #37
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    Predefinito Fino al capitolo 1 seconda parte

    "Non sei impulsiva né romantica, vedi tutto dal punto di vista della ragione e del calcolo" ... Questo dice (cito a memoria) il padre a Louisa quando le comunica la proposta di matrimonio, per farle intendere che saprà scegliere con giudizio. E infatti lei lo fa. Neppure io sono impulsiva e romantica lo sono stata poco, uso quasi sempre la ragione però i calcoli non sono mai stata capace di farli, ci ho perso in quasi tutte le mie relazioni sia d'amore, ma soprattutto d'amicizia.
    La critica alla classe operaia che, secondo Bounderby, vorrebbe mangiare col cucchiaio d'oro non la condivido affatto però sono d'accordo col tizio che lavora insieme alla signora vedova che faceva la governante da lui (ora non ricordo i nomi ) quando dice: "Quello che ho fatto io lo puoi fare anche tu". Ed aggiunge che la sua famiglia è solo quella che ha sotto il suo cappello. Io credo che non bisogna fare il passo più lungo della gamba e che se due persone non si possono permettere di campare dei figli non dovrebbero farli (già in due la vita è dura) oppure dovrebbero essere disposti anche ai lavori più umili. Certo, un lavoro dignitoso e giustamente retribuito, soprattutto al giorno d'oggi, dovrebbe essere un diritto per tutti ma ci sono ancora persone che mettono al mondo dei figli senza poterli mantenere. Non è obbligatorio se non si è disposti a sacrificarsi per loro. Ovviamente questa è solo la mia opinione di donna non madre che però avrebbe fatto di tutto (legalmente) per far stare bene i propri figli.
    Ormai lo sapete che in ogni libro letto devo metterci qualcosa di mio, abbiate pazienza

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  • #38
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    Predefinito Piccolo piccolo spoiler

    Sono arrivata al furto nella banca.
    James sarà sincero nel voler aiutare Tom oppure attraverso Tom vuole arrivare a Louisa?
    Non riesco a capire le sue vere intenzioni, si è presentato come un uomo capace di destreggiarsi in qualsiasi situazione in società perché nulla lo interessa davvero, sembra prenda la vita come un gioco ed è annoiato da tutto (cosa che gli permette di non essere turbato da nulla), non riesco a capire se è animato dal desiderio di conquista o se Louisa gli interessa davvero.
    A questo punto della storia sono molto incuriosita.

  • #39
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    Sodo ud bo' balata... devo sdare a leddo... ghe peccado...
    Così ne ho approfittato per leggere il mio amato Dickens con l'attenzione che merita

    Questo libro mi sta sorprendendo. Ho trovato un Dickens molto più amaro del solito. È un'opera di denuncia più netta ed esplicita delle precedenti. È molto politico, schierato dalla parte dei deboli senza se e senza ma. Piacerebbe a Qweedy

    Sto leggendo il cap 8 della parte II
    La parte del dialogo di Luisa con il padre è del tutto inverosimile, ma tanto deliziosamente ottocentesco che ho deciso di perdonarglielo!

    Harthouse mi ricorda tanti personaggi della Austen, di Flaubert, di de Laclos: il libertino che riesce a far innamorare di sé la giovane, inesperta o infelice, tessendole intorno una trappola fatta di lusinghe, falso interessamento, sospiri. Qui poi c'è anche quella megera della Sparsit che soffia sulla brace Comunque lei è un personaggio riuscitissimo.
    Ho paura che Louisa farà una triste fine

    Che idea vi siete fatti della vecchia signora che ogni tanto compare in città? Pensate anche voi che sarà lei la chiave di volta del racconto?

    I cognomi sono certamente evocativi, ma io purtroppo non so l'inglese così bene da afferrarne il significato Voi ci riuscite?

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  • #40
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    @Spilla
    Sono a venti pagine dalla fine e oramai so chi è la signora misteriosa, lei è...……. non lo dico!
    Per quanto riguarda i cognomi non ho la minima idea di cosa possano significare.
    Sono d'accordo con te sul fatto che il personaggio di Louisa sia il meglio descritto nella sua complessità, nella sua inquietudine, mi piace molto e mi fa compassione (nel senso che patisco insieme a lei).
    Il capitolo La luce della stella mi ha fatto venire i brividi, mi ha commosso.
    Secondo me Cecilia ha fatto una cosa che non aveva il diritto di fare, seppur a fin di bene (mi riferisco a quando è andata a parlare con James).
    Amo di Dickens il suo schierarsi dalla parte degli umili, dei poveri, degli emotivi, li ritrae con una dignità ammirevole seppur non abbiano una vita felice.
    Appena finisco di leggere commento in piccola biblioteca.

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  • #41
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    Mi sa che io resterò indietro, ho davvero poco tempo per leggere. Poi qui piove sempre e, come sapete, io leggo soprattutto mentre passeggio .
    Credo di essere arrivata al sesto capitolo però ho letto lo stesso il post di Spilla. Penso di aver capito chi è l'anziana signora, lo scrivo in trasparente così Ondine può rispondermi ma Spilla può non leggerlo .
    Secondo me è la mamma di Bounderby
    Ma la signora Sparsit secondo voi è interessata a Bounderby o gli è solo riconoscente? Continua a chiamare "signorina" Louisa, anche se ormai è sposata... È invidiosa oppure non riesce ad accettare che una giovane si sia unita ad un vecchio ?
    Mi sta piacendo molto la storia, non me l'aspettavo, ho fatto bene a dargli un'altra possibilità. Poi qui c'è la questione sociale che mi interessa sempre. Magari gli altri romanzi, quelli sugli orfani, mi potrebbero interessare meno . Non ho letto la parte su Cecilia di Ondine, però mi stavo domandando che fine avesse fatto, ora so che uscirà di nuovo

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  • #42
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    @Minerva
    Ok, ci hai preso sulla signora.
    La signora Sparsit è una persona infelice e gioisce quando anche gli altri lo sono, più avanti capirai.
    Non ti rispondo se è interessata a Bounderby o se gli è solamente riconoscente per non spoilerare ma si rivela totalmente diversa da come appare all'inizio.
    Ultima modifica di Ondine; 11-20-2019 alle 12:26 AM.

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  • #43
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    L'ho terminato, ora vado a commentarlo.
    Mi ha toccato delle corde, non è semplice commentarlo, è complesso.
    Mi lascia una sensazione di speranza, sono stata contenta di averlo letto.
    Questo autore ha qualcosa da dire, non c'è dubbio.

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  • #44
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    Predefinito citazioni

    Non mi è rimasta la minima convinzione. Vi assicuro che non attribuisco alcuna importanza alle opinioni, quali che siano. Il risultato dell'assortimento di noie di cui ho fatto esperienza è la persuasione (ma forse persuasione è una parola troppo forte per il vaghissimo sentimento che intrattengo sull'argomento) che qualsiasi complesso di idee possa produrre risultati altrettanto buoni di qualsiasi altro, e altrettanto cattivi di qualsiasi altro. C'è una famiglia inglese che ha un motto affascinante: Quel che sarà sarà. E' l'unica verità che vi sia!

    Fortunato o sfortunato, un uomo non può far altro che tentare, non si può fare niente senza tentare... solo mettersi giù e morire.

    Su una natura da così tanto tempo avvezza a reprimersi, così lacerata e divisa, la filosofia di H. giungeva come un sollievo e una giustificazione. Se tutto era vuoto e privo di valore, lei non aveva perso niente, non aveva sacrificato niente.

    C'è chi sostiene che esiste una saggezza della Testa e una saggezza del Cuore.

    Qualsiasi forza imprigionata esplode e distrugge. L'aria che per la terra è benefica, l'acqua che l'arricchisce, il calore che la matura, la devastano se troppo compressi.

    ...così confusa e turbata, così risentita e ingiusta verso tutti e verso me stessa, che tutto in me è tempesta, buio, cattiveria.
    Ultima modifica di Minerva6; 11-21-2019 alle 09:30 PM.

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  • #45
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    Sono arrivata fino al terzo capitolo della terza parte.
    Proseguo lentamente sia per mancanza di tempo sia per farlo durare di più .
    Mi sono venute in mente alcune domande:
    Perché la signora Sparsit chiama zucca vuota il ritratto di Bounderby, mentre davanti a lui gli fa tante moine? Questo suo fingere mi incuriosisce. Ma, come mi ha anticipato Ondine, lo scoprirò in seguito.
    Perché Tom avrebbe fatto commettere il furto in banca a Stephen se i soldi in cassaforte erano pochi? Non lo sapeva? E chissà che fine farà ora? Se davvero è stato lui non potrà più tornare da Rachel. Ma per me non è stato lui, forse è stato Tom stesso.
    Perché Cecilia è andata a parlare con Harthouse? O meglio, come faceva a sapere di lui? Mi sa che gliel'ha detto Luisa stessa e io me lo sono perso . Anche secondo me non doveva andare. Di certo quell'uomo non era davvero innamorato di Loo, altrimenti non si sarebbe arreso così presto, però meglio di Bounderby mi sa che c'era.
    Ho provato a tradurre i cognomi pur non sapendo l'inglese, ma cercando in rete
    Gradgrind = laureato che sgobba
    Harthouse = casa del cervo
    Bounderby = costretto alla gara
    Ultima modifica di Minerva6; 11-22-2019 alle 01:51 PM.

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