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Discussione: Viaggio a Shanghai

  1. #16
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    Predefinito La frutta

    In genere, quando sono all'estero - fatta eccezione di Portogallo, Spagna, Grecia e qualche altro posto - ne approfitto per stare un po' a dieta.
    Tanto non è che uno si perda chissà cosa.
    La prima cosa è portarmi in camera frutta e yogurt.
    In Cina c'è tanta frutta, molta diversa dalla nostra, perciò è una bella scelta.

    Io avevo, o mi è capitato di mangiare in giro:
    - arance: più dolci delle nostre, come se uno stesse bevendo spremuta zuccherata.
    - pompelmo: ogni spicchio è rivestito da una specie di cotenna immangiabile, ma una volta rimosso, è per niente acido e li mangerebbe pure un bambino.
    - pompelmo gigante: più grosso di un melone, quasi come un anguria, anche questo va spellato ed è ancora più dolce
    - alchechengi
    - giuggiole, ma che a differenza delle nostre, sono proprio rotonde come le mele
    - cachi, come i cachi-cachi, non come i cachi-mela, ma molto più piccoli dei nostri, come se avessero preso freddo e non fossero cresciuti più
    - mandarini
    - mandarini piccoli di cui mangi anche la buccia, ma più grandi dei kumquat e meno acidi
    - ciliege: enormi!

    Poi ho preso il latte fermentato.
    Lo bevo soprattutto nei paesi arabi.
    Lo trovi anche in Italia.
    Ma in Cina sembrava fatto con la panna.
    Una cosa così buona non l'avevo mai bevuta.

    la frutta mi è piaciuta molto.
    Avrei voluto assaggiare anche la verdura cucinata senza tutto quel piccante e spezie amare, aspre, acide...magari avevano anche un gusto!

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    Predefinito Educazione e Rispetto

    Piero mi racconta che in Cina tutti ricevono un nome cinese.
    E ci può anche stare.
    Poi vai a scuola e se studi inglese, ricevi anche un nome inglese.

    Robert si chiamerà Chang, ma per noi è solo Robert.
    Robert è un ingegnere di circa 28 anni.
    Come ingegnere non so, tecnicamente non ho avuto occasione di giudicarlo.
    Ma è sveglio.
    Cavolo se è sveglio.
    In 2 o 3 occasione ce n'ha dato prova eccome.

    Siamo per strada, vendono cibo da strada e decido che voglio assaggiarlo.
    Prendiamo animelle e lingue d'oca.
    Le lingue sono di carne ma poi hanno come due tendini che finiscono in una cartilagine immangiabile.
    Io, in vita mia, non ho mai buttato una cartaccia per terra, ma insomma, se uno sputa il nocciolo di un oliva, onestamente non mi scandalizzo.
    Insomma che mi ritrovo 'sti tendini / cartilagini in bocca, non riesco a deglutirli, me li passo in mano e poi li getto a terra.
    Offro altre lingue a Robert che rifiuta.
    - Why? -
    - Perchè ho ancora le cartilagini in bocca e non so dove metterle. -
    Robert non sputa cartilagini per terra; io sì, ma smetto subito perchè capisco che non sta bene.
    Infatti, una cartaccia, una cicca, un chewin-gum, non lo trovi nemmeno se lo cerchi.

    Poi andiamo al ristorante e si magna.
    Io mastico il riso, Robert per un po' lo bruca, poi lo biascica, poi lo rumina, poi...insomma, che mi sembra di essere nella sua bocca.
    Prende gli zucchini e li svuota succhiando e di ogni semino, vieni a sapere vita morte e miracoli.
    Insomma che dal 2 pranzo la gente non sa più se non stargli di fianco per non sentirlo, o non stargli di fronte per non vederlo.
    Eppure è uno sveglio, uno che ha studiato.

    Vai per strada, ripeto, tutto lindo e pulito.
    Poi senti uno che tira sul col naso che sembra la pompa di sentina di un vaporetto.
    E dagli che pompa cavitando come se avesse le guarnizioni della testa andate che gli senti dentro un ribollire che non ti dico.
    Quando poi sotto il cervello è riuscito a mettere insieme un bel barattolo di colla, ci fa due gargarismi e poi scaracchia un blob nel primo cestino.
    E se invece che per strada sei in aeroporto, idem: una bella medusa verde incollata al carrello di quello delle pulizie.
    Che se lo fai in Italia, l'addetto alle pulizie non ti dico dove ti innesta il manico della ramazza.
    Robert, per fortuna, ci risparmia le gite speleologiche alla sua faringe.

    Sali in metropolitana e spiaccicarti le borchie dello zaino in faccia è un complimento.
    Metterti il braccio sul muso perchè a qualcosa devono aggrapparsi, normalissimo.

    Ma per strada, nemmeno una cartaccia.

    Poi capisci che è come se il ventaglio della loro educazione fosse ampio quanto il nostro, ma rivolto completamente altrove.
    Più per le cose che per le persone.
    In Italia, se a uno dai la schiena sull'ascensore - che voglio dire, io non lo farei mai, ma alla fine non è nemmeno la fine del mondo - apriti cielo!
    Qui se sporchi per terra, deve essere un abominio.
    E' evidente che l'educazione c'è, ma orientata diversamente che da noi.

    Poi però mi viene un dubbio: possibile che questo orientamento sia rivolto sempre e solo a ciò che appartiene allo Stato?
    Possibile che all'individuo venga riservato così poco?
    Non è un bel dubbio, ma me lo tengo, perchè prima di esprimere un giudizio vorrei essere un po' più sicuro.

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  • #18
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    Predefinito Sharon

    L'ultimo giorno torno in albergo da solo.
    50 minuti di tram sotterraneo.
    Siccome salgo al capolinea, riesco a prendere un posto a sedere.
    Sono di fianco a una ragazza sui 25 anni, molto elegante, circondata da borsa, borsetta, aggeggi vari.
    Volente o nolente deve raggrupparli tutti, metterli alla sua destra e far posto a me alla sua sinistra.

    Dopo un po' perdo il filo delle fermate e le chiedo informazione.
    lei gentilmente si alza e va a leggere un tabellone in cinese.
    Nel frattempo cercano di fregarle il posto ma io glielo tengo occupandolo col mio zainetto.
    Si accorge della mia gentilezza e mi ricambia con un bel sorriso.
    Bello davvero anche perchè è l'unico che ho visto in 8 giorni.
    Mi da l'informazione e attacchiamo a parlare.
    - Io sono Sharon, e tu? -
    - tieni, questo è il mio biglietto da visita -
    - Lavoro nell'azienda di famiglia: sono la export manager. Invece mia sorella è sempre per negozi. Io penso a guadagnare e lei a spendere. -
    - Vieni spesso in Cina? -
    - Io sono stata in Germania -
    - In Italia non sono mai stata ma l'anno prossimo devo tornare in Germania, e se posso, faccio un salto -
    - Voglio andare a Milano e a Firenze -
    Cerco di intromettermi nella conversazione tra Sharon, Sharon e Sharon e le dico che se vuole posso darle qualche dritta.
    - Vuoi vedere città d'arte, fare shopping, natura... -
    Tiro fuori il mio repertorio sfoderando il solito periplo Pisa, Firenze, Siena, Volterra, Montepulciano, san Gimignano, Pitigliano, Pienza, Spello, Todi, Gubbio... l'avrò suggerito a 15.000 persone, anche a lei.
    - Dai, scrivimi, così mi ricordo i posti -
    - Poi quando vengo in Italia ti avviso un po' prima e poi ci vediamo -
    - Tu in che parte d'Italia sei? -
    - Più o meno - dico io - dalle parti di Portofino e delle Cinque Terre -
    Poi cambia idea e scende alla mia stessa stazione e... io non sapevo iù cosa dire e non è nemmeno che avessi voglia di più di tanta confidenza, alla fine gentilmente ringrazio e saluto.

    Ancora 12 ore e mezza di sigaro volante e sono a casa.

    Stanotte, alle 4, la bambina si infila nel nostro letto.
    Con la scusa che dovrebbe avere freddo, che lei è una gattina bagnata e io un orso caldo provo a schiacciarmela un po', ma lei guizza via come un pesciolino.
    Alle 04.15 iniziano ad arrivare messaggi di whatsapp.
    PIN! - Hi. This is Sharon -
    PIN! - How are you? -
    ....?
    PIN! - Do you remember me? -
    - Ma chi è che rompe a quest'ora? - domanda mia moglie.
    - E'...E' Sharon -
    - Chi? -
    - Sharon, Una cinese che ho conosciuto in metropolitana. -
    - A quest'ora? -
    - Eh... là adesso sono le 11:30 -
    - Ma qui no! -
    PIN! - Did you back to Italy -
    - Hi Sharon... yes I did -
    PIN! - Great ! And what are you doing? -
    - I'm trying to explain to my wife the reason why a girl from China is writing me at 04:15AM -
    PIN! E mi arriva una faccina con le guance arrossate.

    Piero aveva ragione: le avevo semplicemente tenuto il posto mentre (Lei) faceva una cortesia a me.
    Chissà cosa le sarà sembrato!
    Se solo le avessi aperto la porta e ceduto il passo, cosa succedeva?

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  • #19
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    Predefinito a casa!

    Il lavoro è andato bene.
    Forse siamo riusciti a trovare il modo di vendere lì.
    Se ci riusciamo, saremo stati molto bravi.
    E se non per vendere, dobbiamo tornarci per forza per comprare.
    E poi, secondo me, è importante essere là, perchè da lì puoi vendere bene in tutto il Far East: sei in mezzo a Giappone, Korea, l'Indocina...
    Mi sa che dovrò ritornarci.

    Sono contento di esserci stato.
    Non mi ero mai spinto così in là, nè geograficamente nè come abitudini.
    Ma non posso dire che mi sia piaciuto.

    Cioè, la veduta del canale, di notte, che sembrava di essere in un film, indimenticabile.
    In confronto, Manhattan vista di notte dall'altra parte del fiume Hudson sembra una foto in bianco e nero.
    Ma i rapporti umani sono strani.
    Sono strani anche coi giapponesi, però coi giapponesi si trova un modo di aprirsi (il vino o il sakè) e soprattutto c'è voglia di farlo.
    Coi cinesi no.
    Sembra che sia tutto premeditato.
    Mi rendo conto che sembra un discorso paranoico, ma la sensazione è strana.

    E poi c'è quello stato, quel controllo, tutte quelle telecamere, tutte quelle antennine 5G, quella dittatura di merda...
    ... E se nemmeno tuo papà ti strizza un pochino facendoti capire che nella vita ci sono delle cose molto più importanti di tutto il resto, come la affronti poi la vita?
    perchè poi nella vita sei solo e se non ti porti dietro l'affetto che ti hanno dato da piccolo, sei solo per davvero.
    E come diventi?
    Non è che poi passi la vita a difenderti continuamente?

    Mi viene da dire che mi dispiace per loro.
    Penso che ad Hong Kong forse se le stanno dando di santa ragione perchè sanno benissimo cosa non vogliono diventare.
    Forse non vogliono un'altra Tienanmen.
    forse non vogliono uno stato che disumanizza i rapporti umani.
    Che poi chissà se è proprio come l'ho percepita io.

    Chi lo sa?
    Vedremo.

    Intanto sono di nuovo in un hotel vicino a Malpensa, che domani si parte di nuovo!
    Buona notte.

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