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Discussione: CV GdL - Charlotte di David Foenkinos

  1. #31
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    Anch'io sono travolta dalla lettura, mi devo far forza per staccarmene, il che è bello, ma in qualche modo non mi dà il tempo di assaporare fino in fondo ognuna delle brevi frasi che compongo questo libro e che nascondono un mondo.
    Ieri mi sono quasi detta che dopo questa lettura ingorda varrebbe la pena rileggere il libro con calma, spenta l'urgenza di conoscere la storia.
    Butto là qualche impressione alla rinfusa per cercare di fissare qualche emozione e spunto di riflessione.
    Mi colpisce il fatto che l'autore ogni tanto quasi esca dalla narrazione, come per prendere fiato anche lui, e racconti di se stesso, del suo personale incontro con Charlotte, della sua folgorazione. Il che rafforza ancora di più il senso di urgenza continua che si avverte nella lettura e che spinge a volerne sapere di più. Bellissima anche la spiegazione dell'autore del perché alla fine ha scelto questo tipo di narrazione incalzante ma spezzato, con frasi brevi: per prendere fiato in una corsa che comunque non c'è modo di rallentare.
    Mi ha straziato e interrogato nel profondo la conclusione dei nonni durante il viaggio in Italia, l'uomo ha prodotto così tanta bellezza che l'orrore non può andare avanti più di tanto, si fermerà...che poi è la domanda che sempre ci interroga di fronte all'olocausto. Com'è possibile che in un paese così civile come la Germania, la patria di Goethe, di grandi filosofi dell'Ottocento, di musicisti, scienziati, sia nata e abbia preso campo un'ideologia così folle e malvagia?

    Anch'io però sento la mancanza dei disegni di Charlotte nel libro. Il centro vero della storia, la sua arte, il suo riscatto da una vita che l'ha rifiutata e la spinge inesorabilmente verso la morte, in qualche modo sembra un'assenza nella narrazione: un altro motivo per rileggere il libro, farlo con i quadri di Charlotte davanti.

    Finisco questi commenti alla rinfusa dicendo che mi ha incuriosito molto la figura di Aby Warburg, di cui nemmeno io avevo mai sentito parlare. Che bella la teoria della vicinanza dei libri.
    Jessamine, hai qualcosa da suggerire da leggere di Warburg per profani?

    Francesca

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  • #32
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    L'autore è nato nel 1974. Mi colpisce l'urgenza che ha avuto di ripercorrere il percorso di vita di Charlotte, che diventa anche l'urgenza del lettore di non interrompere la lettura fino alla fine del libro.

    Così come mi colpisce il binomio genio-follia, come se la genialità sia necessariamente accompagnata da un certo squilibrio mentale, che forse consente di raggiungere vette inimmaginabili.




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  • #33
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    Citazione Originariamente scritto da francesca Vedi messaggio
    Anch'io sono travolta dalla lettura, mi devo far forza per staccarmene, il che è bello, ma in qualche modo non mi dà il tempo di assaporare fino in fondo ognuna delle brevi frasi che compongo questo libro e che nascondono un mondo.
    Ieri mi sono quasi detta che dopo questa lettura ingorda varrebbe la pena rileggere il libro con calma, spenta l'urgenza di conoscere la storia.
    Butto là qualche impressione alla rinfusa per cercare di fissare qualche emozione e spunto di riflessione.
    Mi colpisce il fatto che l'autore ogni tanto quasi esca dalla narrazione, come per prendere fiato anche lui, e racconti di se stesso, del suo personale incontro con Charlotte, della sua folgorazione. Il che rafforza ancora di più il senso di urgenza continua che si avverte nella lettura e che spinge a volerne sapere di più. Bellissima anche la spiegazione dell'autore del perché alla fine ha scelto questo tipo di narrazione incalzante ma spezzato, con frasi brevi: per prendere fiato in una corsa che comunque non c'è modo di rallentare.
    Mi ha straziato e interrogato nel profondo la conclusione dei nonni durante il viaggio in Italia, l'uomo ha prodotto così tanta bellezza che l'orrore non può andare avanti più di tanto, si fermerà...che poi è la domanda che sempre ci interroga di fronte all'olocausto. Com'è possibile che in un paese così civile come la Germania, la patria di Goethe, di grandi filosofi dell'Ottocento, di musicisti, scienziati, sia nata e abbia preso campo un'ideologia così folle e malvagia?

    Anch'io però sento la mancanza dei disegni di Charlotte nel libro. Il centro vero della storia, la sua arte, il suo riscatto da una vita che l'ha rifiutata e la spinge inesorabilmente verso la morte, in qualche modo sembra un'assenza nella narrazione: un altro motivo per rileggere il libro, farlo con i quadri di Charlotte davanti.

    Finisco questi commenti alla rinfusa dicendo che mi ha incuriosito molto la figura di Aby Warburg, di cui nemmeno io avevo mai sentito parlare. Che bella la teoria della vicinanza dei libri.
    Jessamine, hai qualcosa da suggerire da leggere di Warburg per profani?

    Francesca
    Quoto in tutto: bellissima la teoria del buon vicino, fortissima l'urgenza nella lettura e condivido l'idea - confermata da Foenkinos - dello scrittore che prende fiato, quasi a volersi schiarire le idee, a voler tornare lucido, alla realtà dopo la febbre dell'ossessione.

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  • #34
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    Io invece faccio un po' fatica a "divorare" il libro: non perché non mi piaccia (tutt'altro), ma perché trovo che questo stile breve, spezzato, che chiede di prendere il fiato renda molto meglio se assaporato poco alla volta, e in effetti dopo venti-trenta pagine di lettura mi trovo a voler sospendere e riflettere.
    Per ora sono arrivata all'incontro con Alfred: la loro mi pare una di quelle unioni annichilenti, quelle comunioni che forse non tutti riescono a sperimentare nella propria vita, una unione totalizzante e distruttiva. Ma vedremo.

    Su Aby Warburg, consiglierei forse "Aby Warburg, antropologo dell'immagine", a cura della Villari: sono tutt'altro che un'esperta, ma questo mi sembra un buon approccio per avvicinarsi alla teoria della rappresentazione

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  • #35
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    Guardando le opere di Charlotte avevo pensato che le avesse realizzate nel campo di concentramento di Auschwitz, alla fine della sua vita, invece no.
    Vita? o Teatro? viene realizzata a Nizza, dopo essere stata liberata dal campo di Gurs (una libertà che, vista in prospettiva, sembra esserle stata concessa dal destino per lasciare la propria impronta su questa terra, per gridare tutto ciò che non aveva mai detto, il tempo necessario di dare piena espressione alla sua arte).
    Forse Charlotte dipinge così tanto e con tanta forza proprio perché sente che non ha molto tempo, deve fare in fretta.
    Forse è sotto la spinta di questo presagio che la sua opera è così originale e perfetta, non lascia niente al caso, ogni particolare è studiato.
    Non dipinge solamente, Charlotte, ma affianca alla pittura la scrittura e la musica, crea un'opera teatrale, che io sappia è l'unica artista che ha dato forma ad una bellezza simile.
    Sono profondamente affascinata dalla tensione creativa di Charlotte, i suoi dipinti parlano, arrivano dritti al cuore, insegnano che al dolore inespresso si può dare vita in tante forme possibili e immaginabili, non c'è confine nell'arte, ogni barriera viene abbattuta, la mente è libera laddove il corpo invece trova ostacoli.
    Ho intenzione di leggere anche la raccolta Vita? o Teatro?, è quasi un'urgenza.
    Domani sicuramente lo finisco perché ho trovato impossibile darmi dei limiti di lettura in questo caso.

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  • #36
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    Ieri sera (notte, per la precisione) l'ho terminato anche io.
    Sono molto contenta di aver conosciuto questa artista, che mi ha affascinato moltissimo (per personalità e opere), ma ho comunque qualche perplessità sulla narrazione.
    A lungo andare, ho trovato che lo stile si facesse un po' artificioso, e che non fosse totalmente adatto a raccontare una storia ampia in tutte le sue parti.

    Ci rifletto un po', nel frattempo.

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  • #37
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    Citazione Originariamente scritto da Jessamine Vedi messaggio
    Io invece faccio un po' fatica a "divorare" il libro: non perché non mi piaccia (tutt'altro), ma perché trovo che questo stile breve, spezzato, che chiede di prendere il fiato renda molto meglio se assaporato poco alla volta, e in effetti dopo venti-trenta pagine di lettura mi trovo a voler sospendere e riflettere.
    Per ora sono arrivata all'incontro con Alfred: la loro mi pare una di quelle unioni annichilenti, quelle comunioni che forse non tutti riescono a sperimentare nella propria vita, una unione totalizzante e distruttiva. Ma vedremo.

    Su Aby Warburg, consiglierei forse "Aby Warburg, antropologo dell'immagine", a cura della Villari: sono tutt'altro che un'esperta, ma questo mi sembra un buon approccio per avvicinarsi alla teoria della rappresentazione
    Ho letto pochi commenti vostri per paura di spoiler; io sono più indietro: sono arrivata adesso al punto di cui parla Jessamine, l'incontro con Alfred.

    All'inizio ho faticato non poco nonostante la semplicità dello stile. Forse perché sono una maniaca della punteggiatura e per me punteggiatura vuol dire suono: tutti questi a capo mi disturbano, non riesco a sentire fluidità nel discorso. Le frasi brevi mi piacciono, non ho problemi a trovare tanti punto. Ma "a capo" per me vuol dire "chiudo il discorso e ne comincio un altro", magari sono troppo accademica?
    Comunque andando avanti mi sono abituata e adesso va un po' meglio (fra l'altro ho letto il punto in cui l'autore rivela il perché di questo stile continuamente spezzato). Ricordo Aby Warburg per un esame di storia dell'arte all'università e che mi affascinava moltissimo, non sarebbe male cogliere questa occasione per "rispolverare" la conoscenza, magari con il libro che consiglia Jess.

    Il libro in ogni caso scorre via veloce: se non fossi io che ho tempo zero ultimamente, lo avrei sicuramente già finito anche io...

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  • #38
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    Finito.
    Sono ancora frastornata.
    È stata un'esperienza di lettura veramente nuova per me.
    Ho deciso di prendermi un po' di tempo per riscorrerlo con calma. Quindi continuerò a commentarlo.
    Intanto a fine lettura, ripensando alla storia mi colpiscono le tante persone che hanno cercato di aiutare Charlotte e la sua famiglia: Ottilie, il dottor Moridis, il soldato che la fa scendere dall' autobus, la signora che la ospita nel suo albergo e dove Charlotte crea il suo lavoro.

    Che dispiacere averla persa.
    Non si può fare a meno di pensare al patrimonio umano che i nazisti hanno distrutto, a quanti artisti, scienziati, poeti, musicisti hanno ucciso, a quanta ricchezza umana hanno sottratto a tutta l'umanità. E' davvero qualcosa per cui non ci si può dar pace.

    Chissà quali altre meraviglie avrebbe potuto donarci Charlotte se fosse sopravvissuta.
    O forse no: forse la sua opera ha visto la luce proprio grazie alle privazioni, rifiuti, umiliazioni che ha dovuto subire e per le quali ha trovato nell'arte la reazione che le ha consentito di continuare a vivere.
    Senza contare anche che nella sua vita il dramma dell'antisemitismo si è legato a quello della sua famiglia funestata da così tanti suicidi e abbandoni.

    Vi segnalo questo video sulla mostra dedicata a Charlotte realizzata qualche anno fa a Milano. Peccato non averla conosciuta in tempo per vederla.

    Charlotte Salomon - Vita? O Teatro?su YouTube
    https://youtu.be/-PAIn3fbohI

    Francesca

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  • #39
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    Finito.
    Mi ha stretto il cuore.

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    Citazione Originariamente scritto da Ondine Vedi messaggio
    Finito.
    Mi ha stretto il cuore.
    Anche io ho appena finito. Confermo...

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  • #41
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    Predefinito Ho letto i vostri pensieri

    Avete già detto tutto su questo libro
    che conserva la scintilla della vita
    di una giovane artista .
    Ed è così che non l'abbiamo persa.
    Ogni volta che qualcuno posa lo sguardo
    su un suo lavoro,Charlotte dice qualcosa,
    parla dal suo avamposto d'arte e passione.
    Seppur privo di clamori ,vi è molto
    movimento intorno alla sua storia.
    Ho raccolto alcuni video che mi sono
    piaciuti tanto.

    https://youtu.be/WXYZ5zM2M0o

    https://youtu.be/1K91b2lv_OY


    "L'unico modo che avevo per scrivere di lei
    era conversare con lei...
    Rigo per rigo nel mio libro"

    David Foenkinos


    Vorrei scrivere altre cose,
    questo angolo rimarrà aperto
    anche alla fine della lettura condivisa spero.
    Talvolta non trovo le parole.
    Succede.
    Devo andarle a cercare dentro me.

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  • #42
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  • #43
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    Elisabetta Rasy ha scritto un libro pubblicato
    per Mondadori nel Marzo del 2019.
    Le disobbedienti racconta la storia di sei
    donne che hanno cambiato l'arte.
    Sono sei capitoli che recano ognuno un titolo
    significativo sul carattere e le peculiarità
    di queste sei donne.
    Il quinto capitolo si intitola Resistenza
    ed è dedicato proprio a Charlotte Salomon.



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  • #44
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    Lo scrivo qui perché non saprei dove scriverlo altrimenti.
    Un'altra biografia di Charlotte è Charlotte. La morte e la fanciulla di Bruno Pedretti, curatore della mostra sulla pittrice al Palazzo Reale di Milano svoltasi dal 30 marzo 2017 al 25 giugno 2017.
    Lascio il link dell'intervista che l'autore fece nel programma A3 il formato dell'Arte il 1° aprile 2017.

    https://www.raiplayradio.it/audio/20...781ef14c4.html

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