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Discussione: 249° MG - La ballata di Iza di Magda Szabò

  1. #1
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    Predefinito 249° MG - La ballata di Iza di Magda Szabò

    Francesca oggi ha pescato quest'autrice in Adotta un autore e io avevo iniziato a leggere questo romanzo proprio ieri perciò le ho detto che potevo adottarla se non le interessava, invece lei mi ha proposto di leggerlo insieme .
    Non glielo avevo proposto io perché non garantisco la capacità di commentarlo, ho sempre più difficoltà a trovare il tempo e il modo migliore per mettere per iscritto i miei pensieri però con il suo aiuto ci proverò .
    Chi altro è interessato?

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  • #2
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    Io l'ho già letto, ma vi seguirò molto volentieri: assieme a "La porta" e "L'altra Eszter" secondo me è il migliore della Szabò

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  • #3
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    Iniziato ieri.
    Della Szabò ho letto La porta e Via Katalin. Mi sono piaciuti entrambi anche se li ho trovati molto diversi.
    Via Katalin è un romanzo struggente, corale, intrecciato, in cui passato e presente si aggrovigliano, incurante di correre il pericolo di perdere credibilità (i morti parlano, rivivono, muoiono più volte).
    La porta è un romanzo duro, come sembra esserlo la protagonista, questa donna delle pulizie enigmatica e dispotica, impenetrabile e inscalfibile, che sulla fine si scioglie nella rivelazione delle tragedie che ne hanno segnato la vita paradigma delle tragedie che hanno segnato la vita di tutta una generazione.
    Sono quindi molto curiosa di affrontare questo nuovo libro della Szabò.
    Per ora ho letto le prime pagine, quindi un po' presto per fare i commenti.
    Spero di non essere troppo sola in questo minigruppo

    Francesca

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  • #4
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    Eccomi fra, non ti lascio da sola .
    Anche io ho letto i tuoi stessi libri della Szabò, mi sa che avevamo fatto sempre GdL o MG...
    Avevo già iniziato a leggere questo libro, forse l'anno scorso, ma poi mi ero fermata, evidentemente non era il momento giusto.
    Stavolta invece è diverso, mi sta coinvolgendo parecchio nonostante l'argomento malattia desti in me sempre del disagio. Invece la morte (per suicidio soprattutto ) senza malattia e dolore riesco a gestirla molto meglio.
    Ti avevo già detto di aver letto una cinquantina di pagine, ma in realtà ho superato pagina 50 perché la prima parte che avevo già letto - tipo una ventina di pagine - non l'ho riletta, confidando della mia memoria .
    Invece poi dovrai chiarirmi bene il ruolo di Lidia .

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  • #5
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    Una precisazione... La mia versione digitale è di 600 pagine. La tua cartacea? Per farti capire a che punto sono arrivata ti dico che ho appena finito il quarto capitolo della prima parte, Terra.
    Ora però mi fermo e ti aspetto, tanto ho anche un altro libro da terminare.

  • #6
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    Io ho l'edizione Einaudi, e sono 300 pagine.
    Sono a pag. 46
    quando la "vecchia" come viene sempre chiamata la protagonista dall'autrice, sta rovistando nei cassetti del marito, per evitare che la figlia Iza possa trovare qualcosa di sconveniente sul padre.
    Mi sta piacendo molto, ci ritrovo la Sabzò concreta e spigolosa de La porta.
    Ho due riflessioni su queste prime pagine.
    La prima è che sembra che a nessuno interessi davvero di capire come sta Etelka, ma tutti abbiano consigli da darle: non si piange, non si ferma la pendola e non si oscurano gli specchi, non si abbraccia l'ex marito della figlia quando viene a trovarla.
    Questa Etelka è compressa da tutte le parti, mite e sconvolta per la morte del marito, tutti sembrano volersi prendere cura di lei, ma nessuno si ferma davvero a chiederle come si sente e di cosa ha bisogno.
    La seconda riflessione riguarda il penoso momento in cui, dopo la morte di una persona, ci si deve mettere a rivedere le sue cose più segrete e intime, per capire cosa farne. Mi chiedevo cosa potrebbe trovare mio marito o le mie figlie rovistando fra le mie cose. Io ho una scatola in cui ripongo i biglietti di tutti gli eventi a cui ho partecipato o i biglietti belli che ho ricevuto.
    Poi vari taccuini con annotazioni varie. Ma le cose più intime in realtà sono i miei diari ma sono sul PC e naturalmente sono criptati.
    Tu Minerva sei una che conserva qualche cosa come ricordo? E com'è il tuo "cassetto della vita"?

    Francesca

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  • #7
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    Fra, dimmi a che capitolo sei arrivata, anche io ho l'edizione Einaudi, quella tascabile. Ho finito la prima parte e letto un capitolo della seconda.
    Sta piacendo molto anche a me e mi sto sentendo più vicina alla mamma (pur non avendo io figli) piuttosto che ad Iza, sarà che anche io tengo molto alle mie cose e ai miei ricordi. E poi mi sento parecchio vecchia io stessa, sia dentro sia fuori. Non lo dico come una cosa negativa, però.
    Per risponderti aggiungo che negli ultimi anni però ho smesso di conservare i souvenirs per non accumulare troppi oggetti in casa, perché non ho fatto più viaggi, partecipato ad eventi o scambiato corrispondenze e biglietti cartacei e perché sono diventata meno attaccata a loro (però conservo ancora i regali ricevuti, i diari e le lettere e ogni altro ricordo fisico a casa dei miei genitori, mia mamma è peggio di me, conserva tutto, anche cose di prima che io nascessi, casa sua è un mix tra un museo e un magazzino ). Poi ci sono i ricordi mentali e quelli resteranno per sempre dentro di me, non me ne potrò mai liberare, per fortuna .
    Per tornare al libro, la vecchia (già non ricordavo più il suo nome ) teme il telefono quando lo sente squillare come si teme una belva feroce... Devo dire che pure io che amo stare a chiacchierarci a volte temo il suo squillo perché mi immagino che porti brutte notizie, soprattutto sui miei genitori, visto che sono anziani.
    Mi fermo qui per non anticiparti il seguito.

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  • #8
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    Ciao Minerva
    sono a metà della seconda parte, quando la vecchia si ritrova tutta sola a Dzoros.
    Iza mi sta proprio antipatica. Capisco che voglia aiutare la madre, ma sembra proprio una di quelle persone che vogliono aiutare gli altri come decidono loro, senza minimamente pensare di cosa hanno bisogno, talmente concentrati su se stessi da credere che quello che andrebbe bene a loro andrà bene a chiunque.
    Questa povera Etelka si aggrappa a piccole cose per superare la sua tristezza, poter rivedere un ultima volta il marito prima della sepoltura, aiutare la figlia ad arredare la casa: non fa in tempo a trovare conforto, che Iza ha già fatto tutto a modo suo, distruggendo anche queste minime fantasie della madre.
    Non so, forse piano piano capiremo perché Iza è così.

    Non so se hai notato, Minerva, che il libro è diviso in quattro parti, e ognuna si riferisce ad un elemento naturale:
    la prima è la Terra, adesso io sono alla parte intitolata Fuoco, poi c'è Acqua e Aria.
    Chissà perché. Mi chiedo se c'è qualcosa nei vari capitoli, un filo conduttore che riconduca al titolo, per ora forse però è troppo presto per individuarlo.
    Magari se sei più avanti ti sei già fatta un'idea?

    Francesca

  • #9
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    Avevo visto la divisione in parti chiamate come i 4 elementi ma neppure io sono ancora riuscita a capire il motivo perché in realtà non mi ci sono applicata anche se sto leggendo in maniera appassionata.
    Su Iza io ho un parere che cambia durante la lettura, indubbiamente ha un carattere forte, indipendente e deciso che le invidio, però alcuni suoi comportamenti verso la madre li ho condannati pure io, mentre altri li ho condivisi, tipo quelli del 2° capitolo su cui avevo preso appunti in riferimento alla mia vita (ovviamente ). Eccoli:
    Anche mia suocera, come la vecchia, si meraviglia che da piccolo il figlio mangiava cose che ora non mangia più e le sembra strano che abbia cambiato gusti... Ma è normale cambiare. Come lei ricicla gli avanzi, per fortuna solo per sé stessa, visto che pranziamo a casa sua . E il suo olfatto si è davvero guastato perché non sente ad esempio se una cosa puzza di bruciato, mentre io sono davvero fissata con puzze e odori, ho il naso fino, peggio di un segugio , non mi sfugge nulla, anche perché arriva tutto a casa mia, abitando di fronte a lei. Sul non mettere in frigorifero i cibi per conservarli mi sono ricordata che quando ero piccola in inverno neppure mia mamma ce li metteva, li lasciava in una veranda dove c'era freddo ma solo se si consumavano il giorno dopo. Ormai da parecchi anni infila tutto nel frigo, anche d'inverno perché casa sua è una fornace, con la stufa a legna sempre carica.

    A me comunque sembra strano che Iza chiami "mia cara" sua mamma... nonostante cara sia una parola affettuosa mi fa strano, mi sembra più impersonale e distaccato del chiamarla semplicemente mamma .

    Ho appena finito la seconda parte, ora riprendo il libro di Casares e ti aspetto così commentiamo quello che è successo.

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  • #10
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    Piccola intromissione a caso: sulla questione degli elementi, in realtà se non ricordo male avevo letto una recensione in cui si dava una spiegazione (credo su Goodreads): era una questione abbastanza intricata e di cui non ricordo quasi nulla, ma se la ritrovo, ve la posto

    (mi piace molto leggere i vostri pareri: è un po' come ritornare sul libro )

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  • #11
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    Ciao Minerva
    adesso sono a più della metà della parte Acqua, poco dopo che Antal e Iza si sono sposati.
    Qualche riflessione sulla parte Fuoco.
    Mi sembra che questa sezione sia incentrata parecchio sul problema dell'incomunicabilità.
    In Fuco Etelka e Iza ripensano alle loro vite: entrambe sono animate da buone intenzioni l'una nei confronti dell'altra.
    Iza capisce che la mamma vive per aiutarla, il senso della sua vita si è ridotto a questo, e cerca di andarle incontro.
    Anche Tereze capisce questa necessità e prova a mettere in atto lo stratagemma del mandare la vecchia a fare la spesa.
    Ma Etelka si accorge che tutte queste attenzioni sono solo non farla sentire sola, né Tereze né Iza hanno veramente bisogno del suo aiuto, quindi si ritira sempre più, trasforma la sua non esistenza, il suo non dare noia nel suo aiuto ad Iza.
    E' assurdo perché ognuna capisce le ragioni profonde del comportamento dell'altra, ma non riesce a trovare la chiave per andare veramente verso l'altro, come se i ruoli fossero così definiti da non dare nessun libertà di un incontro su piani diversi. E' una visione davvero desolante: né Iza né Etelka riescono a vivere la gioia della loro relazione, nella foga del dare all'altra non si mettono mai nella disposizione del ricevere e in questo squilibrio il loro rapporto muore.
    Leggendo a volte mi immedesimo in Etelka, a volte in Iza, anche se non riesco realmente a capire nessuna delle due.
    In particolare mi colpisce Iza: lei nutre vero affetto per sua madre, ha passione per il suo lavoro, per Altan, amore per il padre, ma rimane sempre un personaggio freddo perchè tutti questi sentimenti sembrano avere una sola origine: il senso del dovere.
    Una cosa anche che mi ha colpito è che Etelka chiamata "la vecchia" o al più "madre" nel capitolo Fuoco, in Acqua, parte più incentrata su Altan, diventa "la mamma".
    E in effetti Altan sembra un personaggio più equilibrato sentimentalmente sia di Iza e della madre, più genuino e consapevole delle proprie emozioni.

    Francesca

  • #12
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    Hai ragione sulla parte del Fuoco, infatti avevo preso appunti proprio in riferimento al problema dell'incomunicabilità. Spero di non annoiarti troppo con i soliti riferimenti a me stessa .
    Eccoli:
    La mancanza di comunicazione crea danni... Tra Terez e la vecchia poteva nascere una bella amicizia ma poi si è guastata perché Terez per paura di offenderla non le ha detto chiaramente che la spesa fatta da lei era migliore e più veloce, mentre alla fine la vecchia se ne è accorta da sola e così si è chiusa in sé stessa. Come sempre faccio riferimento alla mia vita... Quotidianamente mi ritrovo a dover combattere con me stessa perché alcuni familiari - meglio non entrare nello specifico - si offendono subito così non sono libera di poter dire quello che penso davvero oppure se lo faccio poi mi sento in colpa.
    Ognuno ha i propri difetti o limiti e può commettere errori ma l'importante è sempre rendersene conto e saperli accettare, sia i propri sia quelli degli altri. E io lo faccio sempre.
    Poi bisognerebbe chiarirsi e rendersi conto che se si critica qualcosa non è per forza qualcuno. Se dico che non mi piace un cibo non è per forza per come è stato cucinato, magari sono gli ingredienti che non li preferisco quindi è inutile offendersi. Io non posso mica mangiarlo per forza! Soprattutto se la persona in questione ha diversi alimenti che non mangia, quindi dovrebbe capire ma non è così... Scusa lo sfogo culinario .
    Ritornando invece alla vecchia invece credo che se Terez le avesse fatto capire dove sarebbe dovuta andare a fare la spesa e cosa comprare, andandoci insieme la prima volta, tutto sarebbe andato meglio tra di loro, ma la storia poi sarebbe stata troppo piatta quindi meglio così , era solo per far capire quanto sia difficile comunicare tra le persone.
    Io poi sono fissata sul condividere le mie cose e spesso vengo fraintesa ... Vorrei saper fare come le tre mie amichette scimmiette: non parlo, non vedo e non sento. Ma siccome sono "de coccio" devo sempre arrabbiarmi e quasi litigare.

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  • #13
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    Ti ho raggiunta. Ho appena finito il quarto capitolo della parte Acqua.
    Antal è molto diverso da Iza, è vero, lui ci tiene al passato, infatti ha conservato molti oggetti della vecchia, alias mamma.
    Finalmente ho capito chi è Lidia . Non avendo riletto la trentina (o forse più) di pagine iniziali, quando era uscita la storia della foto di Vince vicino al pozzo che la vecchia le aveva dovuto dare non avevo capito di chi si trattava... Credo sia stata la sua infermiera prima che morisse e adesso ho scoperto che è anche la fidanzata di Antal e presto si sposeranno.
    Non mi è ancora ben chiaro il motivo per cui Antal e Iza si sono lasciati... Forse proprio per la troppa freddezza della donna ? La storia di Antal da giovane è stata molto interessante, è davvero un bel personaggio. Ci serviva per non focalizzare la storia solo sulle due donne. Sullo scrittore, nuovo compagno di Iza, invece non mi sono ancora fatta un'idea definitiva.

  • #14
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    Avevo segnato alcuni punti sull'e-reader...
    In un passo Antal dice che Iza dimostrava sempre estrema sicurezza e che secondo lui la sua volontà e forza di carattere sembravano sufficienti a proteggerla anche dal freddo e dalle intemperie... In questo la invidio, vorrei essere più coraggiosa e sicura di me.
    La vecchia invece si chiede come sia possibile che un estraneo si interessi a lei se neppure sua figlia ha tempo da dedicarle. Io credo sia possibile, tutto dipende dal carattere delle persone, non esistono solo i vincoli di sangue ad unirci, e poi è importante anche la disponibilità verso il prossimo.
    Ha compiuto 76 anni, come la mia mamma (ad aprile).
    Sulla solidità e stabilità degli oggetti di un tempo ci sarebbe molto da dire (nello specifico qui la vecchia si riferisce alla sua macchina da cucire)... ormai tutto è fatto per durare poco.

  • #15
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    Ecco Minerva avevo la tua stessa domanda.
    Perché Iza e Antal si sono lasciati?
    Per ora ho letto solo che lui una notte si è svegliato e ha capito che l'avrebbe lasciata. Per ora non ho ricavato altro dalla lettura.
    Non mi annoi affatto con i tuoi riferimenti personali anzi mi stai dando un esempio di un modo di leggere insieme diverso.
    La lettura condivisa diventa così anche un modo per conoscersi più esplicito.
    Non ci avevo mai pensato. Cioè non avevo mai pensato di leggere prendendo spunto poi per parlare di me apertamente. Ovvio che commentando un libro si parla sempre di noi, perché cmq si fa riferimento a cosa il libro suscita in noi e quindi a dove ci tocca di più.
    Mi piace l'idea. Ci penso e provo a convivere qualcosa di personale ma pratico.

    Francesca

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