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Discussione: 253° MG - La crociera di Virginia Woolf

  1. #1
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    Predefinito 253° MG - La crociera di Virginia Woolf

    Oggi io e Spilla ci imbarchiamo per il Sud America, sulla nave incontreremo diversi personaggi.
    Questo è il primo romanzo dell'autrice ed è un romanzo di formazione, sono molto emozionata perché mi sembra davvero di navigare in mare aperto, nel senso che tutto per me sarà una sorpresa perché è il mio primo approccio con uno scritto di Virginia.
    E' stato pubblicato nel 1915 con il titolo The Voyage Out.
    Nel 1981 Louise DeSalvo pubblicò una versione alternativa de La crociera dal titolo Melymbrosia (a me piace di più questo titolo).
    Penso sia importante tenere presente che questo romanzo fu scritto in un periodo in cui Virginia era particolarmente vulnerabile psicologicamente.

    Trama e note critiche:
    Rachel Vinrace si imbarca per il Sud America sulla nave di suo padre e dà il via ad un percorso di scoperta di sé in una sorta di viaggio mitico moderno. I personaggi, che hanno stile di vita e modi di pensare che si contrastano, fornisce alla Woolf l'opportunità per fare una satira della vita edoardiana. Il romanzo introduce Clarissa Dalloway, il personaggio centrale del romanzo La signora Dalloway. Due degli altri personaggi sono stati costruiti sul modello di importanti figure della vita della Woolf: John Hirst è un ritratto fittizio di Lytton Strachey e il personaggio di Helen Ambrose è in qualche modo ispirato alla sorella della Woolf, Vanessa Bell. Il viaggio di Rachel da una vita da reclusa in un sobborgo di Londra alla scoperta della libertà, in sfida al discorso intellettuale, molto probabilmente riflette il viaggio della Woolf da una famiglia repressiva alla stimolazione intellettuale del Bloomsbury Group.

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    Nell'attesa di cominciare un altro minigruppo con Minerva lunedì, mi aggiungo volentieri. Di Virginia ho letto La signora Dalloway e Una stanza tutta per sé, in più questo romanzo mi incuriosisce perché amo tutto ciò che è ispanico e sono curiosa di vedere il Sud America dal punto di vista di Virginia. Comincio stanotte o al massimo domani mattina.

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  • #3
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    Buona lettura, ragazze. Io vi seguirò .
    @ ester: meglio domani mattina , sennò arrivi in Sudamerica prima che le tue compagne di viaggio mettano piede sulla nave .

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  • #4
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    Eccomi! Che bello, Rossella, averti con noi.
    Io, come Ondine, non ho letto ancora nulla della Woolf, a parte "Una stanza tutta per sé", che però non è un romanzo ma una specie di saggio.
    Ho letto una piccola recensione di questo libro, che mi promette un'immersione in un mondo di relazioni e di incontri tra personaggi; questo potrebbe piacermi molto

    Già mi piace che il viaggio sia in compagnia di due lettrici profonde e attente come voi!

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  • #5
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    Iniziato ieri sera. Bella scrittura, elegante e incisiva. Si vede anche lo sguardo dell'artista, che coglie in cose e persone significati e colori che sfuggono ai comuni mortali come me
    Le premesse per una lettura piacevole ci sono tutte, di sicuro è uno stile che mi si adatta alla perfezione . Meno male, perché sto diventando troppo schizzinosa

    Ho letto credo sei pagine... Estersable sarà almeno a pagina 60 e tu, Ondine?

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  • #6
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    Citazione Originariamente scritto da Spilla Vedi messaggio
    Iniziato ieri sera. Bella scrittura, elegante e incisiva. Si vede anche lo sguardo dell'artista, che coglie in cose e persone significati e colori che sfuggono ai comuni mortali come me
    Le premesse per una lettura piacevole ci sono tutte, di sicuro è uno stile che mi si adatta alla perfezione . Meno male, perché sto diventando troppo schizzinosa

    Ho letto credo sei pagine... Estersable sarà almeno a pagina 60 e tu, Ondine?
    No no, comincio tra un po', ieri ho parlato al telefono fin oltre la mezzanotte, poi me ne sono andat a dormire con una playlist rilassante avendo cura di lasciare l'iPad lontano da me, così da non avere la tentazione di cominciare a leggere! Sono stata brava!

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  • #7
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    Predefinito Incipit

    "Siccome le vie che vanno dallo Strand al Lungotamigi sono strettissime, è meglio non camminare a braccetto. Se ci si ostina, i giovani di studio saranno costretti a spiccare grandi balzi nella mota; le dattilografe dovranno scalpitare di impazienza alle nostre spalle. Nelle vie di Londra, dove la bellezza passa inosservata, l'eccentricità deve pagare lo scotto; ed è meglio non essere molto alti, non portare un lungo mantello azzurro, o trinciare l'aria con la mano sinistra.
    Un pomeriggio sul principio di ottobre, all'ora in cui il traffico cominciava ad animarsi, un uomo alto camminava a passi misurati lungo il marciapiedi, con una signora al braccio. Sguardi irati andavano a colpire le loro schiene. Le piccole figure (poiché, al confronto di quella coppia, la maggior parte della gente sembrava piccola), le piccole figure agitate, adorne di penne stilografiche e gravate dal peso delle cartelle, dovevano arrivare in tempo agli appuntamenti e riscuotevano uno stipendio settimanale; c'era quindi un po' di ragione per gli sguardi ostili elargiti all'alta statura del signor Ambrose e al mantello della signora Ambrose. Ma un incantesimo aveva posto sia l'uomo che la donna fuori portata della malevolenza e dell'ostilità popolare. Per quanto riguardava l'uomo, si poteva indovinare dalle labbra che si muovevano, che era il pensiero; quanto a lei, dallo sguardo impietrito che teneva fisso innanzi a sé, sopra il livello degli occhi della maggioranza, che era il dolore. Era solo ostentando sprezzo per tutti quelli che incontrava che riusciva a trattenere le lacrime; e il contatto della gente che la sfiorava passando le riusciva evidentemente penoso. Dopo avere osservato con sguardo stoico il traffico del Lungotamigi per un paio di minuti, tirò il marito per la manica e i due attraversarono la via, in mezzo alla rapida corrente delle macchine. Quando furono al sicuro dall'altra parte, ella ritrasse dolcemente il braccio da quello di lui, permettendo nello stesso tempo alla propria bocca di rilassarsi, di tremare; poi le lacrime sgorgarono e, appoggiando i gomiti alla balaustra, ella nascose il viso ai curiosi. Il signor Ambrose fece un tentativo di consolazione; le dette qualche corpetto sulla spalla; ma ella non accennò di volerlo accettare; e, imbarazzato dalla vicinanza di un dolore maggiore del proprio, egli intrecciò le mani dietro la schiena e fece un giretto per il marciapiede."

    (La mia è l'edizione BUR del 1974 con introduzione di Giuseppe Gadda Conti).

  • #8
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    Io ho l'edizione e-book della Newton del febbraio 2012 con traduzione di Luciana Bianciardi, introduzione di Armanda Guiducci e prefazione di Ornella De Zordo.
    Introduzione e prefazione però le ho saltate e ho cominciato direttamente dal primo capitolo, ieri sera ho terminato il secondo capitolo.
    A dopo per le prime considerazioni.

  • #9
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    @Ondine: se ricordo bene è l'edizione che lessi io, però in cartaceo

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  • #10
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    Predefinito Capitolo 1 e 2

    Eccomi, comincio a scrivere le prime impressioni.
    Premetto che tutto ciò che ha a che fare con mare, città portuali, navi (non quelle enormi da crociera però perché mi terrorizzano) mi affascina quindi già questi elementi promettono bene, in più da quanto ho capito la nave di cui si parla nel romanzo non è una vera e propria nave da viaggio ma una nave mercantile e questo mi predispone ancora di più a farmi piacere l'ambientazione (non mi piacciono infatti le ambientazioni alto borghesi). Il romanzo si apre con la descrizione di una Londra "ingiusta" perché in essa si divide nettamente la popolazione in ricchi, impiegati (la nuova classe borghese) e poveri (infelici e incattiviti), quindi già qui la nostra autrice si mostra decisa, sembra un'arringa contro il conformismo e l'indifferenza sociale, indifferenza anche nei confronti della città stessa che nessuno nota nella sua bellezza perché sono tutti indaffarati a correre ma chi è eccentrico e vuole distinguersi invece viene subito notato, e non si può essere eccentrici a Londra, questa denuncia mi piace. Helen Ambrose viene subito descritta come un'eccentrica in quanto si mette a piangere sul Waterloo Bridge (bella l'immagine delle sue lacrime che cadono nel fiume che sembra essere così l'insieme delle sue lacrime), è una figura che si distingue da subito, così come quando bacia il marito sul ponte della nave facendo sentire in imbarazzo Rachel che non aveva mai assistito ad un bacio in pubblico (da qui si intuisce l'inesperienza oltre che nei rapporti sociali anche sessuale di Rachel rispetto alle sue coetanee dell'epoca che erano per la maggior parte già sposate e con figli) e distogliendo lo sguardo guarda poi il mare e le sue profondità (il mare in questo caso l'ho percepito come il contenitore dei pensieri più misteriosi della ragazza). Già comincio a notare dei simboli psichici ma non so se sono voluti dall'autrice o sono frutto della mia immaginazione perché quando leggo spontaneamente tendo a psicanalizzare tutti gli elementi oggettivi però fino ad adesso questo romanzo mi sembra si offra a questo tipo di lettura speculare e mi sta piacendo molto.
    Grazie ragazze, è stimolante per me leggere in vostra compagnia.

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  • #11
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    Aggiungo una curiosità: il nome della nave "Eufrosine" è il nome della dea della castità.

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  • #12
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    Quale sarà la destinazione: Perù, Colombia o Brasile?
    Sono curiosa di scoprirlo!
    Ultima modifica di Ondine; 04-15-2020 alle 09:54 PM.

  • #13
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    Predefinito Fine cap. 6

    Alcune considerazioni sparse: questo romanzo, sin dalle prime battute, ha suscitato in me diverse impressioni o meglio suggestioni. Dalla scena sul ponte mi ero fatta una certa idea degli Ambrose, un'idea nostalgica, ma tutto sommato positiva: avevo pensato che fossero una coppia forestiera (non londinesi) giunta a Londra per imbarcarsi, con un notevole bagaglio di dolori e fardelli. Helen l'avevo vista come una donna saggia, matura, riflessiva, elegante, un po' ombrosa, mentre Ridley come un marito attento, un uomo sensibile, premuroso con gli altri, protettivo. Dall'imbarco sulla nave, però, alcune di queste considerazioni hanno dovuto modificarsi: in particolare alludo alla sfuriata di Mr Ambrose per la cattiva sistemazione dei suoi spazi e della conseguente risoluzione dinamica di lei, giusto per citare l'episodio più eclatante... ma sono tante le incongruenze, anche in rapporto agli altri personaggi. C'è poi Rachel, che per quanto l'autrice voglia calcare la mano sulla sua giovanile inesperienza, non riesco proprio a farmi piacere. Poi abbiamo incontrato i signori Dalloway, anche loro difficili da inquadrare. Noto da qui due cose: in primis che questo è un romanzo per immagini, giacché ad esse è affidata sia la maggior parte delle suggestioni, delle descrizioni focalizzate su dettagli, non si ha mai uno sguardo d'insieme; altro particolare, la tecnica della Woolf nel tratteggiare i personaggi, affidata anche qui a immagini mutevoli o piuttosto al singolo punto di vista con cui gli altri li osservano, destinato a mutare come muta l'osservatore. Spero di essermi spiegata, ma comunque mi risulta complicato inquadrare tutti, e tuttavia sono portata a soffermarmi più su questo aspetto, che fa perdere rilevanza alla storia, almeno per me. Vedremo se col proseguire della traversata cambierò prospettiva.

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  • #14
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    Belle le vostre riflessioni! Sono troppo indietro per capire se mi ritrovo nelle vostre sensazioni.
    In realtà , a differenza di quanto dici tu, Rossella, io trovo Rachel tenera, forse mi immedesimo molto in lei. Mi sembra schiacciata tra la preponderante figura del padre e la superficiale supponenza di Helen. Quest'ultima cade nel facile pregiudizio per cui una donna brutta e impacciata debba certamente essere stupida.
    Ultima modifica di Spilla; 04-16-2020 alle 10:15 PM.

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  • #15
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    Predefinito 7° capitolo

    Devo dire che mi sto parecchio incuriosendo alla storia a questo punto, soprattutto all'evoluzione di Rachel.
    Sto considerando i personaggi che ruotano intorno a lei come elementi funzionali alla sua presa di coscienza.
    Molto bello il parallelismo tra il viaggio in mare e lo stato emotivo della giovane donna, la tempesta che coincide con i primi turbamenti sentimentali, l'incubo poi è molto significativo, questi simbolismi rendono il racconto davvero interessante per me. La zia Helen è davvero una figura moderna per l'epoca, mi piace il suo sarcasmo e la sua assenza di giudizio quando la nipote si confida con lei, anche se secondo me non comprende fino in fondo la personalità complessa di Rachel, secondo me un po' la sottovaluta.
    Rachel mi fa molta tenerezza e comprendo molto bene il fatto che sia rimasta affascinata dal primo uomo che le abbia dimostrato tanta attenzione. Abitare su un'isola è sempre stato uno dei miei sogni per cui la nuova ambientazione mi affascina non poco (sono arrivata al punto in cui arrivano alla casa coloniale).
    Qui emerge un sottile atteggiamento razzista di alcuni personaggi nei confronti dei nativi e del luogo in cui sono approdati.
    Non pensavo di andare così avanti, oggi ho letto cinque capitoli ma magari domani ne leggerò solo uno, sono molto altalenante!

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