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Discussione: 259° MG - Il diario di Anna Frank di Anna Frank

  1. #16

    Predefinito Sabato, 1 Maggio 1943.

    Con la consueta ironia e disincanto, Anna riesce a edulcorarci la tragedia che sta vivendo dando importanza alle sole tre camicie che Margot e sua madre sono costrette a passarsi o al suo maglione che gli arriva all'ombelico; sullo sfondo comunque l'incessante orrore della guerra, che raramente però Anna descrive se non nelle sue manifestazioni di geopolitica come la presa del Nord Africa da parte degli Anglo Americani.

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    Questo brano mi ha colpito:
    "La sera, a letto, mi sembra di esser sola in un carcere, senza padre né madre. A volte vado errando per strada, oppure il nostro ricovero segreto è in fiamme, o vengono di notte per portarci via. Vedo tutte queste cose, come se le vivessi realmente col mio corpo, e ho l'impressione che mi debbano presto accadere.
    Miep dice sovente di invidiarci perché qui siamo tranquilli. Sarà verissimo, ma non pensa certamente alla nostra paura. Non so nemmeno immaginare che il mondo un giorno torni normale per noi. Ho un bel parlare del "dopoguerra", ma è come se parlassi di castelli in aria che non diverranno mai realtà. Penso alla nostra casa di prima, alle amiche, alle feste scolastiche, come penserei a cose di cui un altro ha fatto esperienza, non io.
    L'alloggio segreto col nostro gruppo di otto rifugiati mi sembra uno squarcio di cielo azzurro attorniato da nubi nere, cariche di pioggia. L'area rotonda e circoscritta su cui stiamo è ancora sicura, ma le nubi si avvicinano sempre di più a noi e sempre più stretto diventa il cerchio che ci separa dal pericolo incombente. Siamo immersi nelle tenebre e nel pericolo e urtiamo gli uni contro gli altri cercando disperatamente una via di salvezza. Guardiamo tutti in basso dove gli uomini combattono, guardiamo in alto dove regnano la quiete e la bellezza, e intanto siamo tagliati fuori da quella tetra massa che non ci lascia salire in alto ma sta dinanzi a noi come un muro impenetrabile, che ci vuol schiacciare ma non può ancora. Non posso far altro che gridare e implorare: "O cerchio, o cerchio, allargati, apriti, lasciaci uscire!".
    La tua Anna".

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  • #18
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    Qualche anno fa gli scritti di questa bambina,troppo in fretta cresciuta,hanno fatto tremare gli Hezbollah, che ne vietarono la lettura in una scuola inglese a Beirut.Si servirono del "loro"canale televisivo Al-Manar per criticare aspramente le verità contenute nel testo del Diario,definendolo pericoloso, troppo drammatico e teatrale,promotore di idee sioniste in terra araba.
    Il Consiglio scolastico dell'istituto inglese fu costretto a ritirare dal programma di studio la lettura del Diario...

  • #19

    Predefinito Giovedì 29 Luglio 1943.

    Ancora un epico litigio con Dussel! Sarebbe interessante leggere anche la controparte, per cercare di capire come doveva essere Anna come compagna di stanza... dal libro emerge una forte sensibilità ma anche una personalità notevole per una ragazza di soli 13 anni e quindi forse anche al buon dentista sarà servita una buona dose di pazienza; nonostante la leggerezza che Anna riesce a far emergere si palesa l'orrore della loro condizione, sottoposti a due furti, a continui bombardamenti e alla consapevolezza che al di fuori della casa la situazione sarebbe ancora peggiore. Interessante vedere sullo sfondo i grandi eventi storici, in questo caso che ci riguardano da vicino: lo sbarco in Sicilia e la caduta del Fascismo con la ripresa del potere da parte di Vittorio Emanuele III.

  • #20
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    Predefinito Finito

    Ho terminato la lettura.
    Nell'ultima parte emerge il legame con Peter, che - come ammette lei stessa - è proprio Anna a fomentare, perché fondamentalmente le manca qualcuno da amare, un amico, un'anima affine con cui dividere un fardello, più semplicemente qualcuno in cui trovare appoggio e conforto. Le manca l'altro Peter, quello che ha lasciato fuori dall'alloggio, la cui visione si manifesta come uno scoppio di passione in un sogno. Solo dopo quel sogno, infatti, Anna si avvicinerà progressivamente sempre più al Peter timido eppure a suo modo consapevole che vive con lei. Nel frattempo la situazione si fa più incalzante, tra l'avanzata degli alleati - che mette addosso a tutti un'euforia quasi incontenibile - e l'aumentare dei rischi per gli abitanti dell'alloggio.

    Vado a lasciare il commento finale in PB.

  • #21
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    Sono allo stesso punto del Prof, purtroppo non avremo mai la cronaca dal punto di vista di un altro componente dell'alloggio segreto, sarebbe stato interessante se Pim (unico sopravvissuto) ci avesse lasciato un suo resoconto, ma comprendo che non avesse alcuna voglia di rievocare quei momenti, ad ogni modo immagino che anche per gli altri 7 non deve essere stato semplice convivere con una 13enne in preda alle crisi adolescenziali e, da quel che si evince, con un bel caratterino pepato, da mamma, mi dispiace molto quando la madre cerca di avvicinarsi e lei la respinge in malo modo.
    Ho molto apprezzato lo stile in cui ci racconta le giornate nell'alloggio segreto, ha uno spirito di osservazione e un'arguzia non comuni per la sua età, sarebbe diventata un'ottima giornalista, secondo me.

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  • #22

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    Citazione Originariamente scritto da ila78 Vedi messaggio
    Sono allo stesso punto del Prof, purtroppo non avremo mai la cronaca dal punto di vista di un altro componente dell'alloggio segreto, sarebbe stato interessante se Pim (unico sopravvissuto) ci avesse lasciato un suo resoconto, ma comprendo che non avesse alcuna voglia di rievocare quei momenti, ad ogni modo immagino che anche per gli altri 7 non deve essere stato semplice convivere con una 13enne in preda alle crisi adolescenziali e, da quel che si evince, con un bel caratterino pepato, da mamma, mi dispiace molto quando la madre cerca di avvicinarsi e lei la respinge in malo modo.
    Ho molto apprezzato lo stile in cui ci racconta le giornate nell'alloggio segreto, ha uno spirito di osservazione e un'arguzia non comuni per la sua età, sarebbe diventata un'ottima giornalista, secondo me.
    Anch'io la vedo come una giornalista, oppure come sindacalista che si batte contro alle ingiustizie, donna autonoma e indipendente... il rapporto con la madre è complesso, forse da adulta non avrebbe voluto calcare così la mano, a quel'età con i genitori si è sempre ingenerosi.

  • #23

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    Citazione Originariamente scritto da estersable88 Vedi messaggio
    Ho terminato la lettura.
    Nell'ultima parte emerge il legame con Peter, che - come ammette lei stessa - è proprio Anna a fomentare, perché fondamentalmente le manca qualcuno da amare, un amico, un'anima affine con cui dividere un fardello, più semplicemente qualcuno in cui trovare appoggio e conforto. Le manca l'altro Peter, quello che ha lasciato fuori dall'alloggio, la cui visione si manifesta come uno scoppio di passione in un sogno. Solo dopo quel sogno, infatti, Anna si avvicinerà progressivamente sempre più al Peter timido eppure a suo modo consapevole che vive con lei. Nel frattempo la situazione si fa più incalzante, tra l'avanzata degli alleati - che mette addosso a tutti un'euforia quasi incontenibile - e l'aumentare dei rischi per gli abitanti dell'alloggio.

    Vado a lasciare il commento finale in PB.
    Io sono circa ancora indietro, il rapporto con Peter me lo aspettavo fin dall'inizio, visto che lo descrive spesso in modo così negativo e grottesco...

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  • #24
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    Citazione Originariamente scritto da Dallolio Vedi messaggio
    Io sono circa ancora indietro, il rapporto con Peter me lo aspettavo fin dall'inizio, visto che lo descrive spesso in modo così negativo e grottesco...
    Beh, se consideriamo l'età di entrambi, le pulsioni, il bisogno di affetto, tenerezza, attenzioni unito alla reclusione ed alla mancanza di alternative, era inevitabile che qualcosa accadesse.

  • #25

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    Una riflessione. Anna racconta in numerosi passi delle sue memorie, quando lei e i suoi vengono costretti dagli eventi a fare i propri bisogni in vasetti, con l'odore nauseante che velocemente riempie la stanza; mi è venuto in mente un brano simile tratto da Niente di nuovo sul fronte occidentale, dove i soldati sono costretti a superare il loro pudore facendo i loro bisogni collettivamente... anche se questi eventi non sono drammatici fanno però comprendere le conseguenze dei fenomeni di massa del '900 (La Prima Guerra Mondiale e l'Olocausto) e cioè la perdita, oltre che delle libertà individuale, anche della sfera dell'intimità (vedi anche in 1984 di Orwell dove i due protagonisti non riescono a godere nell'intimità sapendo che tutto è controllato e collettivo)... La perdita dell'intimità è a mio avviso un forte elemento di spersonalizzazione che ha trovato la sua massima estensione nei Lager.

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  • #26
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    Citazione Originariamente scritto da Dallolio Vedi messaggio
    Una riflessione. Anna racconta in numerosi passi delle sue memorie, quando lei e i suoi vengono costretti dagli eventi a fare i propri bisogni in vasetti, con l'odore nauseante che velocemente riempie la stanza; mi è venuto in mente un brano simile tratto da Niente di nuovo sul fronte occidentale, dove i soldati sono costretti a superare il loro pudore facendo i loro bisogni collettivamente... anche se questi eventi non sono drammatici fanno però comprendere le conseguenze dei fenomeni di massa del '900 (La Prima Guerra Mondiale e l'Olocausto) e cioè la perdita, oltre che delle libertà individuale, anche della sfera dell'intimità (vedi anche in 1984 di Orwell dove i due protagonisti non riescono a godere nell'intimità sapendo che tutto è controllato e collettivo)... La perdita dell'intimità è a mio avviso un forte elemento di spersonalizzazione che ha trovato la sua massima estensione nei Lager.
    Sono d'accordo... la perdita dell'intimità è, probabilmente, il limite estremo della perdita della libertà. è l'annientamento dell'essere umano come individuo. E fa riflettere il fatto che in alcuni casi questo è proprio, direttamente o indirettamente, voluto. Fin dove si spinge il sadismo, la malvagità, l'abiezione?

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  • #27
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    6 dicembre 1943

    Terribile il sogno di Anna che "vede" la sua ex migliore amica in condizioni terribili e di sente in colpa per averla abbandonata: "Quando tutto sarà finito verrò ad aiutarti". Anche qui non si riesce a non provare compassione, erano veramente fiduciosi di farcela, e io continuo a chiedermi con quale insano ottimismo pensavano di non venire scoperti: accendono la stufa in un momento in cui, in uno stabile di uffici non dovrebbe uscire nessun fumo dal camino, leggo anche che quei cretini dei Van Daan spostano le tende in pieno giorno "tanto non vede nessuno" Non hanno mai capito chi sia stato a denunciarli ma a questo punto può essere un vicino di casa qualunque...
    La privazione dell'intimità faceva parte del metodico sistema di disumanizzazione attuato dai nazisti nei lagher. Se fai i tuoi bisogni insieme a tutti come un animale, sei un animale.

  • #28
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    Ps Non oso pensare quanto deve aver rimpianto non aver dimostrato affetto a sua madre quando l'hanno separata da lei per sempre.

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  • #29

    Predefinito Mercoledì 5 Gennaio 1944.

    Citazione Originariamente scritto da ila78 Vedi messaggio
    6 dicembre 1943

    Terribile il sogno di Anna che "vede" la sua ex migliore amica in condizioni terribili e di sente in colpa per averla abbandonata: "Quando tutto sarà finito verrò ad aiutarti". Anche qui non si riesce a non provare compassione, erano veramente fiduciosi di farcela, e io continuo a chiedermi con quale insano ottimismo pensavano di non venire scoperti: accendono la stufa in un momento in cui, in uno stabile di uffici non dovrebbe uscire nessun fumo dal camino, leggo anche che quei cretini dei Van Daan spostano le tende in pieno giorno "tanto non vede nessuno" Non hanno mai capito chi sia stato a denunciarli ma a questo punto può essere un vicino di casa qualunque...
    La privazione dell'intimità faceva parte del metodico sistema di disumanizzazione attuato dai nazisti nei lagher. Se fai i tuoi bisogni insieme a tutti come un animale, sei un animale.
    Anch'io ho appena letto la parte su Lies;è la prima volta che parla di questa ragazza? Sinceramente non ricordavo altri riferimenti e non ho capito cosa sia accaduto tra loro.

    Emerge la parte più adulta di Anna, con i pensieri oscuri che accompagnano la pubertà, con le sensazioni inesprimibili e i desideri inconfessabili; in queste ultime pagine affiora la parte più pessimista e plumbea della situazione, che pesa come un macigno sugli otto componenti del rifugio... da notare uno dei pochi riferimenti alla situazione Italiana e cioè la gioia per l'otto Settembre, che in realtà fu solo l'inizio dell'inasprimento della situazione.

  • #30
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    Citazione Originariamente scritto da Dallolio Vedi messaggio
    Anch'io ho appena letto la parte su Lies;è la prima volta che parla di questa ragazza? Sinceramente non ricordavo altri riferimenti e non ho capito cosa sia accaduto tra loro.

    Emerge la parte più adulta di Anna, con i pensieri oscuri che accompagnano la pubertà, con le sensazioni inesprimibili e i desideri inconfessabili; in queste ultime pagine affiora la parte più pessimista e plumbea della situazione, che pesa come un macigno sugli otto componenti del rifugio... da notare uno dei pochi riferimenti alla situazione Italiana e cioè la gioia per l'otto Settembre, che in realtà fu solo l'inizio dell'inasprimento della situazione.
    No, non mi pare ne parli mai, ma ricorda che molte pagine sono andate perdute, ad esempio nella mia edizione ad un certo punto fa leggere a Peter delle pagine del diario che conterrebbero un racconto scritto da lei di cui però non c'è traccia.
    Ieri sono tornata a spulciare Wikipedia e ho scoperto che i nomi usati da Anna sono fittizi: Dussel non si chiamava Dussel ma Pfeffer e Dussel in olandese (o in tedesco) significa "stupido", carina Anna.... I Van Daan si chiamavano Van Pels.
    L'identità del "delatore" che li condannò a morte non fu mai accertata ma pare che la telefonata fatale alla Gestapo la fece una donna, i sospetti maggiori comunque sono sul magazziniere della ditta Van Meeren che anche Anna in un brano definisce sospettoso e ficcanaso. In realtà lui ha sempre negato e, a parte sospetti su vari cacciatori di teste che si aggiravano per Amsterdam pare che la colpevole fosse "in famiglia" ovvero la sorella di Bep, che al contrario di lei era fervente nazista e accusò più volte la sorella di nascondere ebrei, tesi confermata dal fatto che la telefonata sembra sia arrivata la mattina stessa del 4 agosto 1944 e difficilmente la Gestapo si attivava subito dopo una segnalazione, a meno di non essere certi di aver avuto un'informazione da fonte più che affidabile. Il nazista che comandò la retata non volle o non seppe mai rivelare la fonte della soffiata.
    Ultima (triste) curiosità: Anna nel diario distrugge più volte la figura della signora Van Daan, che in effetti non risulta particolarmente simpatica, in realtà la signora stette vicino quasi fino all'ultimo alle sorelle Frank a Bergen Belsen, forse Anna avrà rimpianto anche quello?
    Ultima modifica di ila78; 07-06-2020 alle 07:27 AM.

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