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Discussione: 259° MG - Il diario di Anna Frank di Anna Frank

  1. #31

    Predefinito Venerdì 18 Febbraio 1944.

    Citazione Originariamente scritto da ila78 Vedi messaggio
    No, non mi pare ne parli mai, ma ricorda che molte pagine sono andate perdute, ad esempio nella mia edizione ad un certo punto fa leggere a Peter delle pagine del diario che conterrebbero un racconto scritto da lei di cui però non c'è traccia.
    Ieri sono tornata a spulciare Wikipedia e ho scoperto che i nomi usati da Anna sono fittizi: Dussel non si chiamava Dussel ma Pfeffer e Dussel in olandese (o in tedesco) significa "stupido", carina Anna.... I Van Daan si chiamavano Van Pels.
    L'identità del "delatore" che li condannò a morte non fu mai accertata ma pare che la telefonata fatale alla Gestapo la fece una donna, i sospetti maggiori comunque sono sul magazziniere della ditta Van Meeren che anche Anna in un brano definisce sospettoso e ficcanaso. In realtà lui ha sempre negato e, a parte sospetti su vari cacciatori di teste che si aggiravano per Amsterdam pare che la colpevole fosse "in famiglia" ovvero la sorella di Bep, che al contrario di lei era fervente nazista e accusò più volte la sorella di nascondere ebrei, tesi confermata dal fatto che la telefonata sembra sia arrivata la mattina stessa del 4 agosto 1944 e difficilmente la Gestapo si attivava subito dopo una segnalazione, a meno di non essere certi di aver avuto un'informazione da fonte più che affidabile. Il nazista che comandò la retata non volle o non seppe mai rivelare la fonte della soffiata.
    Ultima (triste) curiosità: Anna nel diario distrugge più volte la figura della signora Van Daan, che in effetti non risulta particolarmente simpatica, in realtà la signora stette vicino quasi fino all'ultimo alle sorelle Frank a Bergen Belsen, forse Anna avrà rimpianto anche quello?
    Probabilmente lo avrà rimpianto, però è anche vero che spesso precisa che si sfoga sulla carta per non offendere di persona... comunque è anche vero che gli adolescenti che conosco io hanno un'idea di tutti gli adulti che li circondano decisamente grottesca, non molto lontana da quella che tratteggia Anna (solo con sua madre in realtà è davvero inconsapevolemente dura, specialmente quando dice che il suo epiteto non è mamma ma manna).
    Sono arrivato alla storia d'amore con Peter a cui faceva riferimento estersable88... è difficile capire che carattere avesse Peter perché nella prima parte è presentato come un ragazzo timido e debole, ma in queste ultime pagine viene idealizzato.
    P.s. Sono rimasto particolarmente stupito dal fatto che riuscissero, in quella situazione, a seguire lezioni di latino per corrispondenza...

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  • #32
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    Citazione Originariamente scritto da Dallolio Vedi messaggio
    Probabilmente lo avrà rimpianto, però è anche vero che spesso precisa che si sfoga sulla carta per non offendere di persona... comunque è anche vero che gli adolescenti che conosco io hanno un'idea di tutti gli adulti che li circondano decisamente grottesca, non molto lontana da quella che tratteggia Anna (solo con sua madre in realtà è davvero inconsapevolemente dura, specialmente quando dice che il suo epiteto non è mamma ma manna).
    Sono arrivato alla storia d'amore con Peter a cui faceva riferimento estersable88... è difficile capire che carattere avesse Peter perché nella prima parte è presentato come un ragazzo timido e debole, ma in queste ultime pagine viene idealizzato.
    P.s. Sono rimasto particolarmente stupito dal fatto che riuscissero, in quella situazione, a seguire lezioni di latino per corrispondenza...
    Dice che il marito di Bep (mi pare) ordinava a nome suo i fascicoli e glieli portava.
    Peter poverino è un ripiego per rimediare alla solitudine, poverino fino a un certo punto perché suppongo che la cosa di sentirsi meno soli fosse reciproca.
    Per il resto, hai ragione, tendiamo a dimenticare che leggiamo il punto ti vista di una ragazzina di 14 anni, arguta, intelligente avanti finché vuoi ma pur sempre quattordicenne in una situazione al limite della sopportazione per un adulto.
    Ho visto su Amazon che esiste un "diario" di Miep Gies, il suo punto di vista su quel periodo, mi piacerebbe leggerlo.

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  • #33
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    29 marzo 1944

    È molto dolce e tenero leggere di questo primo amore nato quasi per necessità di sopravvivere e che però è lo stesso fortissimo, esclusivo e ossessivo come può essere solo il primo amore tra due ragazzini e che è uguale in ogni colore di pelle, nazione o contesto storico. È triste pensare che la fine si avvicina...

  • #34

    Predefinito Martedì 4 Aprile 1944

    Citazione Originariamente scritto da ila78 Vedi messaggio
    29 marzo 1944

    È molto dolce e tenero leggere di questo primo amore nato quasi per necessità di sopravvivere e che però è lo stesso fortissimo, esclusivo e ossessivo come può essere solo il primo amore tra due ragazzini e che è uguale in ogni colore di pelle, nazione o contesto storico. È triste pensare che la fine si avvicina...
    E' anche un amore esclusivo, nel senso che più va avanti e più esclude gli altri ospiti della casa, gli adulti considerati sempre di più lontani e insensibili e anche Margot, lodata a parole ma che secondo me non ne esce troppo bene, descritta come una ragazza intelligente ma fredda.
    La parte che trovo emotivamente pesante è quella legata al cibo: anche se Anna su questo tema è spensierata, è molto probabile che per gli adulti del rifugio il pensiero di finire le riserve e di dover decidere tra morire di fame o uscire da rifugio affrontando il rischio di morte dovesse essere un pensiero dominante... il menù giornaliero è sempre più povero e meno nutriente e questo inevitabilmente porta anche la mente a essere più affaticata.
    Ultima modifica di Dallolio; 07-07-2020 alle 07:59 PM.

  • #35
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    Citazione Originariamente scritto da Dallolio Vedi messaggio
    E' anche un amore esclusivo, nel senso che più va avanti e più esclude gli altri ospiti della casa, gli adulti considerati sempre di più lontani e insensibili e anche Margot, lodata a parole ma che secondo me non ne esce troppo bene, descritta come una ragazza intelligente ma fredda.
    La parte che trovo emotivamente pesante è quella legata al cibo: anche se Anna su questo tema è spensierata, è molto probabile che per gli adulti del rifugio il pensiero di finire le riserve e di dover decidere tra morire di fame o uscire da rifugio affrontando il rischio di morte dovesse essere un pensiero dominante... il menù giornaliero è sempre più povero e meno nutriente e questo inevitabilmente porta anche la mente a essere più affaticata.
    Dopo devono aver pensato a quelle patate e a quei fagioli come a una cena al Grand Hotel. Margot secondo me era solo più chiusa di Anna. Peccato che abbiamo perso il suo diario.

  • #36

    Predefinito Martedì 18 Aprile 1944.

    Prosegue la storia d'amore tra Anna e Peter, favorita dalla loro vicinanza; fa sorridere la cautela e lentezza con cui prosegue il loro corteggiamento se paragonato alla media attuale di chi ha la loro età, ma sicuramente è un modo per vivere il tutto in modo più intenso e sofferto; l'ennesimo tentativo di furto stavolta ha comportato un rischio altissimo per gli 8 coinquilini... emerge comunque che nel quartiere molti sapevano/sospettavano ma ugualmente non agivano da delatori... si avvicina lo sbarco in Normandia che sicuramente molta illusione creerà all'interno del rifugio.

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  • #37
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    Citazione Originariamente scritto da Dallolio Vedi messaggio
    Prosegue la storia d'amore tra Anna e Peter, favorita dalla loro vicinanza; fa sorridere la cautela e lentezza con cui prosegue il loro corteggiamento se paragonato alla media attuale di chi ha la loro età, ma sicuramente è un modo per vivere il tutto in modo più intenso e sofferto; l'ennesimo tentativo di furto stavolta ha comportato un rischio altissimo per gli 8 coinquilini... emerge comunque che nel quartiere molti sapevano/sospettavano ma ugualmente non agivano da delatori... si avvicina lo sbarco in Normandia che sicuramente molta illusione creerà all'interno del rifugio.
    Sì, secondo me molti sapevano, anche i continui furti e irruzioni avrebbero dovuto metterli in allarme, ok che c'era la fame ma non è normale tutto sto interesse per un magazzino, anche perché da quanto ho capito nei giorni lavorativi era un ufficio abbastanza "trafficato", erano protetti solo da un muro, è tecnicamente impossibile che non li abbiano sentiti.

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  • #38
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    Concordo sulla questione dei sospetti... troppo andirivieni, troppi traffici... la gente in quel periodo aveva gli occhi più che aperti e qualunque movimento strano era notato e riferito... mah.
    Quanto alla lentezza/cautela nel corteggiamento, da come ne parla Anna desumo che forse lei vada cauta perché non sicura di ciò che sta facendo: lei sa bene che il Peter che vuole è un altro; mentre da parte del ragazzo credo che ci sia quella timidezza di cui si parla all'inizio che, a dispetto della sua presunta malizia/consapevolezza acquisita, non credo sia mai scomparsa.

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  • #39
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    Comunque Peter Van Daan è sempre stato uno dei miei componenti favoriti dell'alloggio segreto, di evince che sia un bravo ragazzo, timido e sensibile, afflitto da due genitori non proprio esemplari. È tra quelli che ha fatto la fine peggiore, ammesso che si possa stilare una classifica:Otto Frank ha cercato di farlo includere ai "volontari" dell'infermeria di Auschwitz di cui lui faceva parte, non c'è riuscito e il povero Peter è stato aggregato alla marcia della morte fino a Mathausen, dove è morto nel febbraio del 45.

  • #40

    Predefinito Domenica 7 Maggio 1944.

    Questa volta Anna ha ecceduto, per sua stessa ammissione, mandando la lettera a suo padre in cui rivendica la sua autonomia... quello che mi ha realmente colpito di queste pagine è però il programma di Storia che Anna segue, dettagliatissimo e ampi e imparagonabile a quelli di oggi; non deriva secondo me dal fatto che sia un'autodidatta perché anche i programmi ministeriali italiani e tedeschi erano molto più ampi e approfonditi di quelli di oggi.

  • #41

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    Citazione Originariamente scritto da ila78 Vedi messaggio
    Comunque Peter Van Daan è sempre stato uno dei miei componenti favoriti dell'alloggio segreto, di evince che sia un bravo ragazzo, timido e sensibile, afflitto da due genitori non proprio esemplari. È tra quelli che ha fatto la fine peggiore, ammesso che si possa stilare una classifica:Otto Frank ha cercato di farlo includere ai "volontari" dell'infermeria di Auschwitz di cui lui faceva parte, non c'è riuscito e il povero Peter è stato aggregato alla marcia della morte fino a Mathausen, dove è morto nel febbraio del 45.
    Sicuramente nel rifugio è uno di quelli che ha sofferto maggiormente... si è certamente innamorato fortemente di Anna, che però rispetto a lui sembra avere un carattere decisamente dominante e non ha di fatto altre persone in grado di capirlo; potrà sembrare strano ma a me suscita simpatia anche il personaggio di Dussel... chi di noi, vivendo con due famiglie, a stretto contatto con un'adolescente, non verrebbe considerato un musone e un bisbetico?

  • #42

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da estersable88 Vedi messaggio
    Concordo sulla questione dei sospetti... troppo andirivieni, troppi traffici... la gente in quel periodo aveva gli occhi più che aperti e qualunque movimento strano era notato e riferito... mah.
    Quanto alla lentezza/cautela nel corteggiamento, da come ne parla Anna desumo che forse lei vada cauta perché non sicura di ciò che sta facendo: lei sa bene che il Peter che vuole è un altro; mentre da parte del ragazzo credo che ci sia quella timidezza di cui si parla all'inizio che, a dispetto della sua presunta malizia/consapevolezza acquisita, non credo sia mai scomparsa.
    Anche secondo me la consapevolezza acquisita da Peter in realtà è ben poca... emerge un ragazzo sincero, senza esperienza, puro e nobile come solo a quell'età si riesce ancora a essere.

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  • #43

    Predefinito Conclusione.

    Le ultime pagine del libro, sebbene inconsapevolmente, sono adatte a essere una conclusione... innanzitutto i grandi eventi storici che riempiono gli otto inquilini di speranza e cioè la caduta di Roma, lo Sbarco in Normandia, l'attentato di Hitler e poi, dal punto di vista dell'autoanalisi di Anna, la tematizzazione della profondità del suo Io, diviso tra una parte nobile, che anela all'ideale e una parte conformista e quindi più bassa e volgare; nei confronti di Peter ha assunto una visione più critica (leggendo questa parte però mi è venuto in mente che proprio il suo rifugiarsi nella bestemmia fornisce la cifra essenziale di quanto anche la sua interiorità dovesse essere ricca, censurata con violenza e quindi in grado di manifestarsi solo in questa maniera).

    Quello che ha provato Anna da questo momento in poi si fonde con il dramma collettivo dell'Olocausto, voglio pensare che la conquista del suo Io le abbia consentito di affrontare quegli orrori.

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  • #44

    Predefinito

    Ricapitolando, manca solo il finale di Ila! Intanto anticipo che avrei una mezza idea da proporre nei gruppi di Lettura una volta che avremo concluso questo topic!!!

  • #45
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    Sono al 90% ma essendo in vacanza vado lenta. Poverini che illusioni si sono fatti con questa invasione...

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